Mare inquinato in Penisola Sorrentina aperta l’inchiesta nata dalla denuncia del WWF

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Mare sporco in Penisola Sorrentina , lo si nota sopratutto quando piove, con il grave assillo che qualcuno ne profitti per buttare tutto a mare, ma non solo.. Chiazze bianche sospette. Alghe killer. Scarichi abusivi. Un autentico dramma per Sorrento, Sant’Agnello, Meta, Vico Equense e Massa Lubrense,  che dopo aver fatto i conti con l’ennesima estate da dimenticare, manco a dirlo, oggi torna a finire sotto la luce dei riflettori della Procura della Repubblica di Torre Annunziata che si è vista recapitare negli ultimi giorni un corposo esposto prodotto dal Wwf che torna a gridare allo scandalo aspettando con fiducia gli sviluppi di un’inchiesta delicata, che potrebbe regalare evoluzioni a dir poco interessanti. «Attendiamo…» sospira Claudio d’Esposito, leader degli ambientalisti che è tornato a rilanciare l’allarme sull’inquinamento delle acque di Sorrento facendo recapitare anche alla Capitaneria di Porto fotografie inequivocabili delle condizioni in cui versa il mare. Adesso spetterà ai magistrati approfondire la questione che è riesplosa puntuale nella fase clou dell’estate recando gravi danni d’immagine a quella che secondo il portale Trivago.it – il sito di comparazione prezzi-hotel – rappresenta la perla del turismo a livello mondiale. La caccia agli sversamenti fuorilegge in mare è aperta e proseguirà a tambur battente anche nei prossimi giorni. E al di là del supporto del Wwf della penisola sorrentina che, già in forma autonoma, “pattuglia” con costanza l’intero litorale. Ulteriori verifiche dietro l’angolo per quel che riguarda la depurazione delle acque con l’individuazione della provenienza delle sostanze giunte in acqua, anche dalle attività di ristorazione. Senza dimenticare le “richieste” fatte dagli ambientalisti che riguardano anche «l’attuazione di tutte le eventuali procedure di bonifica dei siti e di messa in sicurezza dell’area marina e terrestre, comprendendo anche gli arenili con filtraggio, purificazione e ripascimento». A ciò va aggiunta «la verifica dell’attuazione di tutte le procedure di opportuna messa in sicurezza preventiva con divieto di balneazione al fine di evitare rischi riferibili a condizioni di potenziale inquinamento». Non è solo il mare di Sorrento a destare preoccupazione. A Meta, a luglio, i tecnici della Gori, in un sopralluogo al Vallone di Lavinola, scovarono uno scarico fuorilegge che sversava liquami abusivamente. Senza dimenticare il ruolo che hanno i depuratori. L’impianto consortile di Vico Equense – che andrà a servire l’utenza della penisola (eccetto Massa Lubrense) – sarà funzionante soltanto il prossimo anno. Mentre la centrale di Marina Grande a Sorrento – stando ai resoconti dell’Arpac (agenzia regionale per la protezione ambientale – è in tilt. O meglio. Lo scarico del depuratore gestito dalla Gori non è conforme ai parametri previsti dalla normativa ambientale tant’è che il sindaco Giuseppe Cuomo ha diffidato l’azienda Salvatore Dare, Metropolis 

Mare sporco in Penisola Sorrentina , lo si nota sopratutto quando piove, con il grave assillo che qualcuno ne profitti per buttare tutto a mare, ma non solo.. Chiazze bianche sospette. Alghe killer. Scarichi abusivi. Un autentico dramma per Sorrento, Sant'Agnello, Meta, Vico Equense e Massa Lubrense,  che dopo aver fatto i conti con l’ennesima estate da dimenticare, manco a dirlo, oggi torna a finire sotto la luce dei riflettori della Procura della Repubblica di Torre Annunziata che si è vista recapitare negli ultimi giorni un corposo esposto prodotto dal Wwf che torna a gridare allo scandalo aspettando con fiducia gli sviluppi di un’inchiesta delicata, che potrebbe regalare evoluzioni a dir poco interessanti. «Attendiamo…» sospira Claudio d’Esposito, leader degli ambientalisti che è tornato a rilanciare l’allarme sull’inquinamento delle acque di Sorrento facendo recapitare anche alla Capitaneria di Porto fotografie inequivocabili delle condizioni in cui versa il mare. Adesso spetterà ai magistrati approfondire la questione che è riesplosa puntuale nella fase clou dell’estate recando gravi danni d’immagine a quella che secondo il portale Trivago.it – il sito di comparazione prezzi-hotel – rappresenta la perla del turismo a livello mondiale. La caccia agli sversamenti fuorilegge in mare è aperta e proseguirà a tambur battente anche nei prossimi giorni. E al di là del supporto del Wwf della penisola sorrentina che, già in forma autonoma, “pattuglia” con costanza l’intero litorale. Ulteriori verifiche dietro l’angolo per quel che riguarda la depurazione delle acque con l’individuazione della provenienza delle sostanze giunte in acqua, anche dalle attività di ristorazione. Senza dimenticare le “richieste” fatte dagli ambientalisti che riguardano anche «l’attuazione di tutte le eventuali procedure di bonifica dei siti e di messa in sicurezza dell’area marina e terrestre, comprendendo anche gli arenili con filtraggio, purificazione e ripascimento». A ciò va aggiunta «la verifica dell’attuazione di tutte le procedure di opportuna messa in sicurezza preventiva con divieto di balneazione al fine di evitare rischi riferibili a condizioni di potenziale inquinamento». Non è solo il mare di Sorrento a destare preoccupazione. A Meta, a luglio, i tecnici della Gori, in un sopralluogo al Vallone di Lavinola, scovarono uno scarico fuorilegge che sversava liquami abusivamente. Senza dimenticare il ruolo che hanno i depuratori. L’impianto consortile di Vico Equense – che andrà a servire l’utenza della penisola (eccetto Massa Lubrense) – sarà funzionante soltanto il prossimo anno. Mentre la centrale di Marina Grande a Sorrento – stando ai resoconti dell’Arpac (agenzia regionale per la protezione ambientale – è in tilt. O meglio. Lo scarico del depuratore gestito dalla Gori non è conforme ai parametri previsti dalla normativa ambientale tant’è che il sindaco Giuseppe Cuomo ha diffidato l’azienda Salvatore Dare, Metropolis 

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