Napoli scaccia i fantasmi col Genoa, De Guzman all’ultimo respiro e vince 2 a 1

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Comincia con tre punti acciuffati all’ultimo secondo il campionato del Napoli. Contro il Genoa ci pensa il neo acquisto De Guzman, al termine di una rocambolesca azione in area di rigore. Un gol che scaccia qualche fantasma dovuto alla gestione errata del vantaggio, al centrocampo che non costrusice, alla difesa che fa fatica, all’attacco che vive di fiammate. Tanti i problemi emersi in questo match, contro un Genoa che ce l’ha messa tutta, giocando un ottimo calcio. Molto c’è da fare per migliorare il gioco azzurro. E i tre punti possono essere un buon viatico. Pronti, via. Il Napoli va subito in vantaggio: grande azione in ripartenza Insigne-Higuain. L’argentino “pesca” Callejon tutto solo in area. Lo spagnolo, tra i più deludenti nelle ultime partite, non sbaglia e insacca di destro l’1-0. Il vantaggio fa giocare con scioltezza gli azzurri. Ma pian piano gli uomini di Gasperini prendono il pallino del gioco e vanno più volte vicini al pari col cileno Pinilla, che sistematicamente supera di testa Albiol e Maggio. Strepitoso Rafael nelle parate, che non fanno rimpiangere il miglior Reina. Pressati, gli azzurri non riescono più a tener palla, evidenziando alcuni limiti di costruzione nel gioco (gli stessi emersi in Spagna pochi giorni fa). Fatto il gol (come a Bilbao) il Napoli sembra rinunciare a giocare. Tira il fiato, si affida ai soli contropiedi e rischia. Forse è tattica; forse condizione atletica non ancora al top. Fatto sta, che dopo le numerose “avvisaglie”, arriva il pareggio del Genoa. Guarda caso con Pinilla. E come? Di testa. Il cileno “brucia” Koulibaly e insacca alle spalle di Rafael. Si va così negli spogliatoi, con una marea di rimpianti. Il secondo tempo si apre col Genoa ancora pericoloso su calcio d’angolo. I calci piazzati stanno diventando un cruccio; un problema serio da risolvere presto. In mezzo al campo Hamsik è marcato a uomo e sparisce dal gioco. Nessun filtro il mediana – Jorginho “sparisce” ancora una volta – e Higuain sembra un profeta solitario lì avanti. Le ripartenze veloci sono l’unica arma per raddrizzare la gara. Il Genoa è arrembante, se la gioca con azioni d’attacco audaci. Non molla la presa, domina nettamente il gioco. E come fa? Pressing alto e blocco delle fasce. Così il Napoli si ferma: lo ha capito Gasperini. E gli azzurri sbagliano persino i passaggi nella propria metà campo. Benitez però non ci sta. Entra Mertens per Callejon, che dimostra nervosismo in panchina. Poi Benitez gioca la carta De Guzman, per un deludente Hamsik. La chance del vantaggio ce l’ha Insigne sul finale di gara, ma sbaglia a tu per tu con Perin. Entra anche Michu per Lorenzo, ma la musica non cambia. Ci prova più volte Mertens nel finale, clamorosa occasione per Higuain. Finché non capita l’occasione insperata, all’ultimo secondo: è lesto l’olandese De Guzman a buttarla in rete, per l’esultanza partenopea. Tre punti che servivano. Come in pane.

Comincia con tre punti acciuffati all'ultimo secondo il campionato del Napoli. Contro il Genoa ci pensa il neo acquisto De Guzman, al termine di una rocambolesca azione in area di rigore. Un gol che scaccia qualche fantasma dovuto alla gestione errata del vantaggio, al centrocampo che non costrusice, alla difesa che fa fatica, all'attacco che vive di fiammate. Tanti i problemi emersi in questo match, contro un Genoa che ce l'ha messa tutta, giocando un ottimo calcio. Molto c'è da fare per migliorare il gioco azzurro. E i tre punti possono essere un buon viatico. Pronti, via. Il Napoli va subito in vantaggio: grande azione in ripartenza Insigne-Higuain. L'argentino "pesca" Callejon tutto solo in area. Lo spagnolo, tra i più deludenti nelle ultime partite, non sbaglia e insacca di destro l'1-0. Il vantaggio fa giocare con scioltezza gli azzurri. Ma pian piano gli uomini di Gasperini prendono il pallino del gioco e vanno più volte vicini al pari col cileno Pinilla, che sistematicamente supera di testa Albiol e Maggio. Strepitoso Rafael nelle parate, che non fanno rimpiangere il miglior Reina. Pressati, gli azzurri non riescono più a tener palla, evidenziando alcuni limiti di costruzione nel gioco (gli stessi emersi in Spagna pochi giorni fa). Fatto il gol (come a Bilbao) il Napoli sembra rinunciare a giocare. Tira il fiato, si affida ai soli contropiedi e rischia. Forse è tattica; forse condizione atletica non ancora al top. Fatto sta, che dopo le numerose "avvisaglie", arriva il pareggio del Genoa. Guarda caso con Pinilla. E come? Di testa. Il cileno "brucia" Koulibaly e insacca alle spalle di Rafael. Si va così negli spogliatoi, con una marea di rimpianti. Il secondo tempo si apre col Genoa ancora pericoloso su calcio d'angolo. I calci piazzati stanno diventando un cruccio; un problema serio da risolvere presto. In mezzo al campo Hamsik è marcato a uomo e sparisce dal gioco. Nessun filtro il mediana – Jorginho "sparisce" ancora una volta – e Higuain sembra un profeta solitario lì avanti. Le ripartenze veloci sono l'unica arma per raddrizzare la gara. Il Genoa è arrembante, se la gioca con azioni d'attacco audaci. Non molla la presa, domina nettamente il gioco. E come fa? Pressing alto e blocco delle fasce. Così il Napoli si ferma: lo ha capito Gasperini. E gli azzurri sbagliano persino i passaggi nella propria metà campo. Benitez però non ci sta. Entra Mertens per Callejon, che dimostra nervosismo in panchina. Poi Benitez gioca la carta De Guzman, per un deludente Hamsik. La chance del vantaggio ce l'ha Insigne sul finale di gara, ma sbaglia a tu per tu con Perin. Entra anche Michu per Lorenzo, ma la musica non cambia. Ci prova più volte Mertens nel finale, clamorosa occasione per Higuain. Finché non capita l'occasione insperata, all'ultimo secondo: è lesto l'olandese De Guzman a buttarla in rete, per l'esultanza partenopea. Tre punti che servivano. Come in pane.