Il critico in vacanza: una riflessione sulla Tosca all’ Arena del Mare

0

Di OLGA CHIEFFI

Si rinnova ancora una volta lo sdegno e indignazione per quanto perpetrato ai danni della musica e della cultura in generale, con il danaro pubblico sprecato per progetti folli, lo scorso anno con una improbabile trilogia verdiana questa estate con una pari Tosca, e ingannevoli, cui purtroppo, le nostre istituzioni non sono nuove, a causa dell’ignoranza e della dabbenaggine degli amministratori e politicanti di turno, che per tenere ben alta la bandiera rossa, blu o nera, hanno fatto sparire rassegne importanti mutilandone altre. D’altra parte, dopo la scomparsa da oltre vent’anni della critica musicale e teatrale finemente tecnica e non “gossippara” quale è quella attuale, gli eventi sostenuti da finanziamenti a pioggia sono da  sempre innalzati da una pseudo-informazione, letteralmente prona, di fronte a spettacoli che, proprio in ossequio alla missione informativa, andrebbero trattati con il dovuto distacco, venduta a spicciola corruzione, nonché attanagliata dal timor panico di non aderire abbastanza alla realtà e, pertanto, di non contare abbastanza, colpevole firmataria, così, di una resa anticipata nei confronti dello spettacolo, del pubblico e dei lettori, un vero processo diabolico che non fa che degenerare a spirale. Ci è giunto finanche un comunicato stampa del direttore artistico Tiziano Citro, che vantava un arena del mare affollata di ben 800 presenze, quando non si è superato l’occupazione di metà della platea, con gli spalti totalmente deserti, nonché della rappresentazione di un’ opera che mancava dalla città da diverso tempo. Ciò che dispiace è vedere ancora una volta, il logo del comune di Salerno apposto sul manifesto, simbolo di un patrocinio che non gli fa certo onore, avendo e vantando quale fiore all’occhiello un teatro Verdi, su cui pur tra mille polemiche, si investe, e che di allestimenti di Tosca ne ha proposti diversi su quello storico palcoscenico, a partire dal 2000 nell’era di Nicola Luisotti con la regia di Riccardo Canessa, nel 2004 esordio a Salerno della eccellente regista Elena Barbalich, e ancora nel 2008 con la famosa cantante interpretata da Hui he, affiancata da Piero Giuliacci per la regia di Hugo De Hana e nel 2011 con Martina Serafin, Marcelo Alvarez, Renato Bruson e le intuizioni scenografiche di Lorenzo Amato.

Di OLGA CHIEFFI

Si rinnova ancora una volta lo sdegno e indignazione per quanto perpetrato ai danni della musica e della cultura in generale, con il danaro pubblico sprecato per progetti folli, lo scorso anno con una improbabile trilogia verdiana questa estate con una pari Tosca, e ingannevoli, cui purtroppo, le nostre istituzioni non sono nuove, a causa dell’ignoranza e della dabbenaggine degli amministratori e politicanti di turno, che per tenere ben alta la bandiera rossa, blu o nera, hanno fatto sparire rassegne importanti mutilandone altre. D’altra parte, dopo la scomparsa da oltre vent’anni della critica musicale e teatrale finemente tecnica e non “gossippara” quale è quella attuale, gli eventi sostenuti da finanziamenti a pioggia sono da  sempre innalzati da una pseudo-informazione, letteralmente prona, di fronte a spettacoli che, proprio in ossequio alla missione informativa, andrebbero trattati con il dovuto distacco, venduta a spicciola corruzione, nonché attanagliata dal timor panico di non aderire abbastanza alla realtà e, pertanto, di non contare abbastanza, colpevole firmataria, così, di una resa anticipata nei confronti dello spettacolo, del pubblico e dei lettori, un vero processo diabolico che non fa che degenerare a spirale. Ci è giunto finanche un comunicato stampa del direttore artistico Tiziano Citro, che vantava un arena del mare affollata di ben 800 presenze, quando non si è superato l’occupazione di metà della platea, con gli spalti totalmente deserti, nonché della rappresentazione di un’ opera che mancava dalla città da diverso tempo. Ciò che dispiace è vedere ancora una volta, il logo del comune di Salerno apposto sul manifesto, simbolo di un patrocinio che non gli fa certo onore, avendo e vantando quale fiore all’occhiello un teatro Verdi, su cui pur tra mille polemiche, si investe, e che di allestimenti di Tosca ne ha proposti diversi su quello storico palcoscenico, a partire dal 2000 nell’era di Nicola Luisotti con la regia di Riccardo Canessa, nel 2004 esordio a Salerno della eccellente regista Elena Barbalich, e ancora nel 2008 con la famosa cantante interpretata da Hui he, affiancata da Piero Giuliacci per la regia di Hugo De Hana e nel 2011 con Martina Serafin, Marcelo Alvarez, Renato Bruson e le intuizioni scenografiche di Lorenzo Amato.