A quattro anni dalla scomparsa di Tommaso Biamonte

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Questa sera, alle ore 19, nella chiesa della S.ma Annunziata, sarà celebrata una Messa per ricordare la sua figura umanissima

 

Sono trascorsi due anni dalla scomparsa  di Tommaso Biamonte ex Deputato PCI. E’ stato un combattente della Resistenza, protagonista del movimento contadino, consigliere comunale di Salerno, deputato comunista dal ’68 al ’79, ed anche Sindaco di Amalfi. Con lui è scomparso uno degli ultimi Comunisti, fiero di esserlo, combattente, onesto, irriducibile, generoso nelle battaglie che conduceva. Biamonte, amico e compagno degli Amendola ed in particolare di Pietro Amendola, di Abdon Alinovi, di Antonio Cassese, di Ninì Di Marino,   apparteneva a quella classe dirigente che ha fondato i grandi partiti di massa a Salerno e in Campania nell’immediato dopoguerra. Tommaso ha, fino alla fine, mantenuto un dialogo aperto con tutti,  non si limitandosi mai ad una ricostruzione asettica delle vicende politiche vissute in prima persona, ma continuando viceversa il tentativo di racconto intenso e partecipe del proprio vissuto innanzitutto umano, attraverso un’analisi retrospettiva, non scevra peraltro da nette autocritiche, tenute insieme da curiosità culturale, sensibilità sociale e riflessione politica. Il pensiero va ad un Tommaso eterodosso, indagatore della realtà, mai accomodante verso se stesso, non revisionista, ma critico e disposto alla rilettura del passato, consapevole di quella che un suo collega Pietro Ingrao definisce “la complessità dei cieli sopra di noi” che impedisce la riduzione dogmatica della varietà dell’esistenza umana. A me sembra si debba dire che Tommaso in situazioni complesse e a volte irrisolvibili ebbe vivissimo il senso della responsabilità nei confronti del partito e della società. Sulle tracce dell’indimenticato Enrico, diceva “non si può rinunciare alla lotta per cambiare quello che non va. Il difficile, certo, è stare in mezzo alla mischia mantenendo fermo un ideale e non lasciandosi invischiare negli aspetti più o meno deteriori che vi sono in ogni battaglia. Ma alternative non ne esistono”. Questa sera, alle ore 19, Don Claudio Raimondo, guida spirituale della parrocchia celebrerà la Santa Messa per ricordare la sua figura di uomo buono

Olga Chieffi

 

 

 

Questa sera, alle ore 19, nella chiesa della S.ma Annunziata, sarà celebrata una Messa per ricordare la sua figura umanissima

 

Sono trascorsi due anni dalla scomparsa  di Tommaso Biamonte ex Deputato PCI. E’ stato un combattente della Resistenza, protagonista del movimento contadino, consigliere comunale di Salerno, deputato comunista dal ’68 al ’79, ed anche Sindaco di Amalfi. Con lui è scomparso uno degli ultimi Comunisti, fiero di esserlo, combattente, onesto, irriducibile, generoso nelle battaglie che conduceva. Biamonte, amico e compagno degli Amendola ed in particolare di Pietro Amendola, di Abdon Alinovi, di Antonio Cassese, di Ninì Di Marino,   apparteneva a quella classe dirigente che ha fondato i grandi partiti di massa a Salerno e in Campania nell’immediato dopoguerra. Tommaso ha, fino alla fine, mantenuto un dialogo aperto con tutti,  non si limitandosi mai ad una ricostruzione asettica delle vicende politiche vissute in prima persona, ma continuando viceversa il tentativo di racconto intenso e partecipe del proprio vissuto innanzitutto umano, attraverso un’analisi retrospettiva, non scevra peraltro da nette autocritiche, tenute insieme da curiosità culturale, sensibilità sociale e riflessione politica. Il pensiero va ad un Tommaso eterodosso, indagatore della realtà, mai accomodante verso se stesso, non revisionista, ma critico e disposto alla rilettura del passato, consapevole di quella che un suo collega Pietro Ingrao definisce “la complessità dei cieli sopra di noi” che impedisce la riduzione dogmatica della varietà dell’esistenza umana. A me sembra si debba dire che Tommaso in situazioni complesse e a volte irrisolvibili ebbe vivissimo il senso della responsabilità nei confronti del partito e della società. Sulle tracce dell’indimenticato Enrico, diceva “non si può rinunciare alla lotta per cambiare quello che non va. Il difficile, certo, è stare in mezzo alla mischia mantenendo fermo un ideale e non lasciandosi invischiare negli aspetti più o meno deteriori che vi sono in ogni battaglia. Ma alternative non ne esistono”. Questa sera, alle ore 19, Don Claudio Raimondo, guida spirituale della parrocchia celebrerà la Santa Messa per ricordare la sua figura di uomo buono

Olga Chieffi