Napoli. Allarme dopo quattro aggressioni a turisti in pochi giorni. Gli albergatori: «Ma è più grave l’incuria»

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Napoli. Una fatica come quella di Sisifo, quando la montagna del recupero di immagine sembra scalata arriva la botta, il capitombolo: la tentata rapina al giapponese, lo scippo alla signora inglese, i maltrattamenti ai bielorussi, e così via. Non tutti i turisti vengono depredati (Napoli è sotto la media mondiale secondo le autorità, molto più pericolose sono altre metropoli), però in una settimana ci sono stati ben 4 episodi. Così si interrogano albergatori e Istituzioni che da un lato si battono il petto dicendo «che tutto il mondo è Paese», dall’altro, tuttavia, si rendono conto che a prescindere dai dati la questione deve essere affrontata e in fretta. L’ultimo caso in ordine di tempo risale alla notte scorsa, a farne le spese un turista giapponese di 20 anni a cui è hanno tentato di rapinare il marsupio in zona centro. Il giovane è stato avvicinato da un malvivente che gli ha intimato di consegnare il borsello. Alla reazione del giapponese, il malvivente non ha esitato a colpirlo al torace con un temperino. Il turista è stato soccorso e condotto al vicino ospedale Loreto: guarirà in dieci giorni. Vale la pena a questo punto interrogare chi con i turisti ci lavora, come Salvatore Naldi, presidente degli albergatori napoletani. «Non c’è dubbio che simili fatti siano un attacco alla città, a Napoli tutta, quello che fa rabbia è che i turisti sanno bene che indossare gioielli è pericoloso e Napoli non fa eccezione. Se si prova ad andare a New York, piuttosto che a Parigi o in altre capitali, accade la stessa cosa. Io da napoletano, per esempio, il Rolex lo indosso a Capri e basta». Naldi allarga il ragionamento: «Considero dal punto di vista dell’immagine molto più grave l’incuria della città, a cominciare dalle strade sporche e dai pochi servizi erogati. I turisti ci sono e sono aumentati però si tratta di gente che sta un paio di giorni e va via. Per trattenerli serve un’accoglienza come a Sorrento, a Capri o sulla Costiera. Noi stiamo ancora interrogandoci su che fine facciano i soldi della tassa di soggiorno e perché non vengano investire nei servizi per i turisti». Da Naldi a Pasquale Sommese, assessore regionale al Turismo che appena un mese fa è riuscito a far approvare dal Consiglio della Campania la legge quadro sul turismo. Uno strumento utilissimo, ma basterà per attrarre visitatori quando ci sono simili recrudescenze criminali? «Cominciamo col dire che sono atti di puro autolesionismo – spiega Sommese – si va a minare in questo modo l’unica vera fonte di sviluppo di tutti i territori, chissà se questi malviventi lo sanno. Avranno dei figli pure loro a cui dare un futuro?». Sommese spiega: «Certo che è un colpo all’immagine di Napoli, a maggior ragione se si considerano gli sforzi che si stanno facendo con una città piena di eventi grazie alla ritrovata sinergia istituzionale con Palazzo San Giacomo e con tutti i comuni della Campania. Un colpo duro e questo lo sanno bene prefetto e forze dell’ordine, episodi come le aggressioni ai turisti vengono ripresi dai media internazionali con grande clamore». L’assessore lancia un appello: «Dobbiamo fare sistema e continuare a farlo tutti insieme riempiendo ancora di più di contenuti sinergie e tavoli istituzionali per l’ordine pubblico». Si parla di Napoli e di immagine e il Comune si è dotato di un assessore, Monia Aliberti, che ha una delega specifica. «Come non può essere un colpo all’immagine della città la rapina a un turista? Detto questo è anche vero che accade in tutto il mondo, io sono stata rapinata a Barcellona e scippata a Parigi, è anche vero che si sono messe in campo moltissime azioni. Sono stata tutto il mesi di agosto in città e non ho mai visto tanta polizia, carabinieri, vigili urbani nelle strade. Voglio dire che c’è una reazione e non solo sotto il profilo dell’ordine pubblico». Di cosa si tratta lo spiega ancora la Aliberti: «Una campagna di sensibilizzazione sui comportamenti, un portale internet “vivere.napoli.it” da consultare con informazioni rapide». (Luigi Roano – Il Mattino)

Napoli. Una fatica come quella di Sisifo, quando la montagna del recupero di immagine sembra scalata arriva la botta, il capitombolo: la tentata rapina al giapponese, lo scippo alla signora inglese, i maltrattamenti ai bielorussi, e così via. Non tutti i turisti vengono depredati (Napoli è sotto la media mondiale secondo le autorità, molto più pericolose sono altre metropoli), però in una settimana ci sono stati ben 4 episodi. Così si interrogano albergatori e Istituzioni che da un lato si battono il petto dicendo «che tutto il mondo è Paese», dall’altro, tuttavia, si rendono conto che a prescindere dai dati la questione deve essere affrontata e in fretta. L’ultimo caso in ordine di tempo risale alla notte scorsa, a farne le spese un turista giapponese di 20 anni a cui è hanno tentato di rapinare il marsupio in zona centro. Il giovane è stato avvicinato da un malvivente che gli ha intimato di consegnare il borsello. Alla reazione del giapponese, il malvivente non ha esitato a colpirlo al torace con un temperino. Il turista è stato soccorso e condotto al vicino ospedale Loreto: guarirà in dieci giorni. Vale la pena a questo punto interrogare chi con i turisti ci lavora, come Salvatore Naldi, presidente degli albergatori napoletani. «Non c’è dubbio che simili fatti siano un attacco alla città, a Napoli tutta, quello che fa rabbia è che i turisti sanno bene che indossare gioielli è pericoloso e Napoli non fa eccezione. Se si prova ad andare a New York, piuttosto che a Parigi o in altre capitali, accade la stessa cosa. Io da napoletano, per esempio, il Rolex lo indosso a Capri e basta». Naldi allarga il ragionamento: «Considero dal punto di vista dell’immagine molto più grave l’incuria della città, a cominciare dalle strade sporche e dai pochi servizi erogati. I turisti ci sono e sono aumentati però si tratta di gente che sta un paio di giorni e va via. Per trattenerli serve un’accoglienza come a Sorrento, a Capri o sulla Costiera. Noi stiamo ancora interrogandoci su che fine facciano i soldi della tassa di soggiorno e perché non vengano investire nei servizi per i turisti». Da Naldi a Pasquale Sommese, assessore regionale al Turismo che appena un mese fa è riuscito a far approvare dal Consiglio della Campania la legge quadro sul turismo. Uno strumento utilissimo, ma basterà per attrarre visitatori quando ci sono simili recrudescenze criminali? «Cominciamo col dire che sono atti di puro autolesionismo – spiega Sommese – si va a minare in questo modo l’unica vera fonte di sviluppo di tutti i territori, chissà se questi malviventi lo sanno. Avranno dei figli pure loro a cui dare un futuro?». Sommese spiega: «Certo che è un colpo all’immagine di Napoli, a maggior ragione se si considerano gli sforzi che si stanno facendo con una città piena di eventi grazie alla ritrovata sinergia istituzionale con Palazzo San Giacomo e con tutti i comuni della Campania. Un colpo duro e questo lo sanno bene prefetto e forze dell’ordine, episodi come le aggressioni ai turisti vengono ripresi dai media internazionali con grande clamore». L’assessore lancia un appello: «Dobbiamo fare sistema e continuare a farlo tutti insieme riempiendo ancora di più di contenuti sinergie e tavoli istituzionali per l’ordine pubblico». Si parla di Napoli e di immagine e il Comune si è dotato di un assessore, Monia Aliberti, che ha una delega specifica. «Come non può essere un colpo all’immagine della città la rapina a un turista? Detto questo è anche vero che accade in tutto il mondo, io sono stata rapinata a Barcellona e scippata a Parigi, è anche vero che si sono messe in campo moltissime azioni. Sono stata tutto il mesi di agosto in città e non ho mai visto tanta polizia, carabinieri, vigili urbani nelle strade. Voglio dire che c’è una reazione e non solo sotto il profilo dell’ordine pubblico». Di cosa si tratta lo spiega ancora la Aliberti: «Una campagna di sensibilizzazione sui comportamenti, un portale internet “vivere.napoli.it” da consultare con informazioni rapide». (Luigi Roano – Il Mattino)