Le navi da crociera ignorano Sorrento. Al porto di Marina Piccola approdate trenta navi in meno rispetto al 2013

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Sorrento “perde” di colpo i crocieristi. Un dato che filtra a fine estate. E’ sicuramente ancora parziale, ma va indubbiamente a stonare con il boom di presenze registrato nel weekend di Ferragosto dove le strutture ricettive hanno raggiunto il picco del 95% dei posti occupati. Un calo netto di approdi, a dispetto delle recensioni extralusso di Trivago. it, il portale di comparazione prezzi-hotel che ha definito la Terra delle Sirene come la location turistica con la miglior reputazione online al mondo. A Sorrento sono approdate 30 navi in meno rispetto al 2013. E, di conseguenza, il numero dei turisti sbarcati via mare è diminuito di molto così come i proventi per l’indotto. Si tratta di una “fetta” corposa, che va a incidere sulla tenuta dell’intero comparto che sta ancora soffrendo le pene dell’inferno e, di certo, non naviga in buone acque nonostante i piccoli segnali di ripresa che però non coincidono con un incremento sostanzioso dei fatturati. Particolare emerso con costanza e confermato dagli stessi operatori del settore. Le navi da crociera, almeno per il momento, hanno preferito puntare la rotta altrove, soprattutto verso Salerno che sta scalando i gradini del turismo campano e va a insidiare le grandi “mete” storiche di quello che era una volta il Grand Tour. Incide parecchio sull’inversione dei crocieristi anche il mancato rilancio di Marina Piccola. Il porto di Sorrento, stando ai programmi dell’amministrazione comunale, dovrebbe diventare un vero e proprio polo chiave per gli ospiti in arrivo nella città del Tasso, complice anche l’ipotetica realizzazione del percorso pedonale meccanizzato. Il piano del Comune di Sorrento è quello di migliorare le condizioni dell’approdo, con ascensori e gallerie che porterebbero i turisti in centro direttamente dal porto. Ma qui c’è stato il primo stop. Il maxi finanziamento di 11 milioni di euro “promesso” dalla Regione Campania e che al momento non c’è, penalizza l’intero settore turistico. Proprio sul futuro del porto di Sorrento pesa e non poco la mancanza dei fondi. Ultimamente si è accesa un’incredibile battaglia con l’opposizione consiliare che ha accusato la giunta municipale del sindaco Giuseppe Cuomo di aver indugiato troppo sulla possibilità di intercettare il finanziamento che l’ente guidato dal governatore Stefano Caldoro non ha più “sganciato”. Il Partito democratico, manco a dirlo, potrebbe anche presentare un’interrogazione ad hoc: il capogruppo del Pd, Alessandro Schisano, si è scagliato contro l’esecutivo di centrodestra andando a richiamare le numerose delibere in cui l’amministrazione, approvando i vari “step” per il percorso meccanizzato, parlava di finanziamento già preso, prenotato. Ora esplode anche la querelle dei crocieristi. Gli albergatori attendono fiduciosi l’anno che verrà per rimettere a posto le cose e trovare le sponde adeguate per affinare i progetti. Un’estate in chiaroscuro dove il pressing dell’amministrazione sulla Regione poteva rappresentare una boccata di ossigeno per gli operatori del settore turistico. (Josè Astarita – Metropolis)

Sorrento “perde” di colpo i crocieristi. Un dato che filtra a fine estate. E’ sicuramente ancora parziale, ma va indubbiamente a stonare con il boom di presenze registrato nel weekend di Ferragosto dove le strutture ricettive hanno raggiunto il picco del 95% dei posti occupati. Un calo netto di approdi, a dispetto delle recensioni extralusso di Trivago. it, il portale di comparazione prezzi-hotel che ha definito la Terra delle Sirene come la location turistica con la miglior reputazione online al mondo. A Sorrento sono approdate 30 navi in meno rispetto al 2013. E, di conseguenza, il numero dei turisti sbarcati via mare è diminuito di molto così come i proventi per l’indotto. Si tratta di una “fetta” corposa, che va a incidere sulla tenuta dell’intero comparto che sta ancora soffrendo le pene dell’inferno e, di certo, non naviga in buone acque nonostante i piccoli segnali di ripresa che però non coincidono con un incremento sostanzioso dei fatturati. Particolare emerso con costanza e confermato dagli stessi operatori del settore. Le navi da crociera, almeno per il momento, hanno preferito puntare la rotta altrove, soprattutto verso Salerno che sta scalando i gradini del turismo campano e va a insidiare le grandi “mete” storiche di quello che era una volta il Grand Tour. Incide parecchio sull’inversione dei crocieristi anche il mancato rilancio di Marina Piccola. Il porto di Sorrento, stando ai programmi dell’amministrazione comunale, dovrebbe diventare un vero e proprio polo chiave per gli ospiti in arrivo nella città del Tasso, complice anche l’ipotetica realizzazione del percorso pedonale meccanizzato. Il piano del Comune di Sorrento è quello di migliorare le condizioni dell’approdo, con ascensori e gallerie che porterebbero i turisti in centro direttamente dal porto. Ma qui c’è stato il primo stop. Il maxi finanziamento di 11 milioni di euro “promesso” dalla Regione Campania e che al momento non c’è, penalizza l’intero settore turistico. Proprio sul futuro del porto di Sorrento pesa e non poco la mancanza dei fondi. Ultimamente si è accesa un’incredibile battaglia con l’opposizione consiliare che ha accusato la giunta municipale del sindaco Giuseppe Cuomo di aver indugiato troppo sulla possibilità di intercettare il finanziamento che l’ente guidato dal governatore Stefano Caldoro non ha più “sganciato”. Il Partito democratico, manco a dirlo, potrebbe anche presentare un’interrogazione ad hoc: il capogruppo del Pd, Alessandro Schisano, si è scagliato contro l’esecutivo di centrodestra andando a richiamare le numerose delibere in cui l’amministrazione, approvando i vari “step” per il percorso meccanizzato, parlava di finanziamento già preso, prenotato. Ora esplode anche la querelle dei crocieristi. Gli albergatori attendono fiduciosi l’anno che verrà per rimettere a posto le cose e trovare le sponde adeguate per affinare i progetti. Un’estate in chiaroscuro dove il pressing dell’amministrazione sulla Regione poteva rappresentare una boccata di ossigeno per gli operatori del settore turistico. (Josè Astarita – Metropolis)