Bacoli. 37enne si tuffa e muore davanti a moglie e figli

0

Bacoli. Un’altra tragedia nel mare flegreo, l’ennesima di questa estate che sta volgendo al termine: ieri mattina, poco prima delle 12, un uomo è annegato nello specchio acqueo antistante la spiaggia romana sul litorale che dal Fusaro prosegue verso Cuma. Gerardo Piccirillo, 37enne residente a Marano, ha avuto un improvviso malore dopo essersi tuffato. Manca poco a mezzogiorno, il mare è agitato e soffia un forte vento di maestrale ma la spiaggia dello stabilimento balneare «Maradona» è comunque affollata da famiglie e ragazzi che giocano sulla riva. È una giornata soleggiata nonostante qualche nuvola di tanto in tanto offusca il cielo. Le onde alte non scoraggiano i bagnanti che entrano in acqua. Il 37enne, arrivato in spiaggia con la sua famiglia per una domenica all’insegna del relax, decide di fare un bagno. Si tuffa ma si sente male e ha difficoltà a nuotare. Le correnti marine lo trascinano mentre i marosi lo sovrastano. Altri bagnanti si rendono conto della tragedia che in una manciata di secondi si sta consumando. Non esitano a tuffarsi per soccorrere l’uomo. Recuperano la riva e lo trasportano sulla battigia. Sono attimi concitati, si lotta per salvare una giovane vita. Qualcuno grida. Immediatamente scattano le richieste di aiuto: sul posto dopo pochi minuti giungono i carabinieri della compagnia di Pozzuoli, coordinati dal capitano Elio Norino, e della stazione di Bacoli, la capitaneria di porto, i sanitari del 118 che tentano invano la rianimazione cardiopolmonare. Ma devono arrendersi, il 37enne è deceduto per arresto cardiocircolatorio a causa di annegamento. Nel frattempo scene di disperazione tra i bagnanti e i familiari che avevano raggiunto la spiaggia per trascorrere una giornata in maniera spensierata, diventata invece all’improvviso una tragica domenica di fine estate. Sul lido cala il silenzio, il cielo comincia a velarsi. La salma di Gerardo, su disposizione del magistrato di turno, viene trasferita al Secondo Policlinico per l’esame autoptico. La giornata lentamente volge al termine. Sul litorale della spiaggia romana qualcuno si trattiene ad osservare quel tratto di mare. Con sguardo triste e in silenzio. Uno specchio acqueo le cui correnti marine, in condizioni meteo poco favorevoli, sono particolarmente insidiose. La striscia di sabbia è costituita da tratti di spiaggia «free» alternati con alcuni stabilimenti balneari dotati di bagnini e attrezzature per il salvataggio, mentre negli arenili liberi sono stati apposti dal Comune di Bacoli cartelli con indicazioni per la balneazione. Nello stesso specchio d’acqua perdeva la vita, due estati fa, l’idraulico di Pozzuoli Ernesto Cuordifede sovrastato dalle onde e risucchiato dalle forti correnti mentre tentava di salvare due giovani in difficoltà: l’uomo, che aveva 35 anni, morì sotto gli occhi della sua nipotina. Ma il tratto di mare compreso tra Torregaveta e la spiaggia romana, sulla litoranea del Fusaro, purtroppo conta ogni anno vittime. Tutti ricordano le piccole Cristina e Violetta, le due bimbe di etnia rom annegate nel luglio del 2008 nella rada flegrea, a Torregaveta. (Patrizia Capuano – Il Mattino)

Bacoli. Un’altra tragedia nel mare flegreo, l’ennesima di questa estate che sta volgendo al termine: ieri mattina, poco prima delle 12, un uomo è annegato nello specchio acqueo antistante la spiaggia romana sul litorale che dal Fusaro prosegue verso Cuma. Gerardo Piccirillo, 37enne residente a Marano, ha avuto un improvviso malore dopo essersi tuffato. Manca poco a mezzogiorno, il mare è agitato e soffia un forte vento di maestrale ma la spiaggia dello stabilimento balneare «Maradona» è comunque affollata da famiglie e ragazzi che giocano sulla riva. È una giornata soleggiata nonostante qualche nuvola di tanto in tanto offusca il cielo. Le onde alte non scoraggiano i bagnanti che entrano in acqua. Il 37enne, arrivato in spiaggia con la sua famiglia per una domenica all’insegna del relax, decide di fare un bagno. Si tuffa ma si sente male e ha difficoltà a nuotare. Le correnti marine lo trascinano mentre i marosi lo sovrastano. Altri bagnanti si rendono conto della tragedia che in una manciata di secondi si sta consumando. Non esitano a tuffarsi per soccorrere l’uomo. Recuperano la riva e lo trasportano sulla battigia. Sono attimi concitati, si lotta per salvare una giovane vita. Qualcuno grida. Immediatamente scattano le richieste di aiuto: sul posto dopo pochi minuti giungono i carabinieri della compagnia di Pozzuoli, coordinati dal capitano Elio Norino, e della stazione di Bacoli, la capitaneria di porto, i sanitari del 118 che tentano invano la rianimazione cardiopolmonare. Ma devono arrendersi, il 37enne è deceduto per arresto cardiocircolatorio a causa di annegamento. Nel frattempo scene di disperazione tra i bagnanti e i familiari che avevano raggiunto la spiaggia per trascorrere una giornata in maniera spensierata, diventata invece all’improvviso una tragica domenica di fine estate. Sul lido cala il silenzio, il cielo comincia a velarsi. La salma di Gerardo, su disposizione del magistrato di turno, viene trasferita al Secondo Policlinico per l’esame autoptico. La giornata lentamente volge al termine. Sul litorale della spiaggia romana qualcuno si trattiene ad osservare quel tratto di mare. Con sguardo triste e in silenzio. Uno specchio acqueo le cui correnti marine, in condizioni meteo poco favorevoli, sono particolarmente insidiose. La striscia di sabbia è costituita da tratti di spiaggia «free» alternati con alcuni stabilimenti balneari dotati di bagnini e attrezzature per il salvataggio, mentre negli arenili liberi sono stati apposti dal Comune di Bacoli cartelli con indicazioni per la balneazione. Nello stesso specchio d’acqua perdeva la vita, due estati fa, l’idraulico di Pozzuoli Ernesto Cuordifede sovrastato dalle onde e risucchiato dalle forti correnti mentre tentava di salvare due giovani in difficoltà: l’uomo, che aveva 35 anni, morì sotto gli occhi della sua nipotina. Ma il tratto di mare compreso tra Torregaveta e la spiaggia romana, sulla litoranea del Fusaro, purtroppo conta ogni anno vittime. Tutti ricordano le piccole Cristina e Violetta, le due bimbe di etnia rom annegate nel luglio del 2008 nella rada flegrea, a Torregaveta. (Patrizia Capuano – Il Mattino)

Lascia una risposta