Formula 1. Nel Gran Premio del Belgio disastro Mercedes: vola Ricciardo, Ferrari lente

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Vola Ricciardo, disastro Mercedes, opaca la Ferrari. Seconda battuta d’arresto consecutiva delle astronavi d’argento e, sulla pista di Spa, la più affascinante del Mondiale, il giovane australiano è pronto ad approfittarne e va a prendersi la terza vittoria stagionale che è anche la terza della sua giovane carriera (ancora uno smacco per il compagno di squadra 4 volte campione del mondo Vettel). La Rossa, invece, non graffia. Nonostante una Mercedes ritirata e un’altra danneggiata, il Cavallino non riesce a salire sul podio, facendosi precedere sia da Rosberg che da Bottas. Il primo dei ragazzi di Maranello questa volta e Kimi Raikkonen che, sulla sua pista preferita (ci ha vinto 4 gran premi come nessun altro fra i campioni in attività), precede per la prima volta in gara il compagno di scuderia (ora sono 11 a 1). A differenza del finlandese, Fernando ha poco feeling con i saliscendi delle Ardenne e anche ieri è stato penalizzato di 5 secondi poiché la sua F14-T ha accusato problemi elettrici sullo schieramento e i meccanici si sono attardati a lasciare la griglia. La gara perfetta di Daniel è nata dal suicidio delle Stelle di Stoccarda che hanno ripetuto gli errori dell’ultima gara prima dell’estate e, come in Ungheria, hanno buttato al vento una doppietta che era a portata di mano. Rivalità e tensione fra Nico e Lewis sono ormai ai limiti. Anche in passato ci sono stati attriti fra grandi compagni di squadra (indimenticabili quelli fra Senna e Prost), ma in momenti topici, non in situazioni banali. Invece ieri i due si sono inutilmente toccati all’inizio del secondo giro danneggiando entrambe le Frecce che in qualifica sotto l’acqua avevano dato un paio di secondi anche ai rivali più vicini. Ha avuto la peggio Hamilton che dopo una gara incolore all’inseguimento si è dovuto ritirare, ma anche Rosberg ha perso una corsa che avrebbe facilmente potuto vincere. Per carità, nonostante la grinta e la bravura di Ricciardo, il Mondiale (sia quello Piloti che quello Costruttori), non è in discussione. Buttare coppe in quel modo, però, lascia sicuramente l’amaro in bocca. Questa volta la colpa sembra più del tedesco che nel tentativo di passare l’inglese gli ha forato una gomma e danneggiato la sua ala. Wolff e Lauda, i boss della squadra, si sono schierati con decisione ed hanno preso le parti del britannico («Al secondo giro una manovra assurda…») che però pare quello psicologicamente più in difficoltà. Ora Nico ha 29 punti di vantaggio e per Lewis si fa dura. L’occasione buttata dalla Mercedes è confermata dai soli 3 secondi di ritardo di Rosberg al traguardo nonostante una sosta in più a causa del primo stop anticipato per sostituire l’ala (nella graduatoria dei giri veloci Rosberg ha dato due secondi a tutti). La gara è stata spettacolare con una sfida mozzafiato nel finale a 4 per il 5? posto vinta da Vettel (5?) e persa da Alonso (8? e poi 7?). In mezzo le due McLaren con quella di Magnussen che ha pericolosamente spinto sull’erba la Ferrari ad oltre 300 km/h nel rettilineo dopo l’Eau Rouge. Nella classifica per team il secondo posto della Red Bull è sempre più irraggiungibile per la Ferrari (254 a 160 punti). In quella Piloti il terzo posto di Ricciardo è ormai quasi un sogno per Fernando(156 a 121), mentre Bottas (110) si avvicina. Fra due settimane c’è Monza, il pubblico di casa darà una spinta, ma i lunghi rettilinei fanno paura. (Giorgio Ursicino – Il Mattino)

Vola Ricciardo, disastro Mercedes, opaca la Ferrari. Seconda battuta d'arresto consecutiva delle astronavi d'argento e, sulla pista di Spa, la più affascinante del Mondiale, il giovane australiano è pronto ad approfittarne e va a prendersi la terza vittoria stagionale che è anche la terza della sua giovane carriera (ancora uno smacco per il compagno di squadra 4 volte campione del mondo Vettel). La Rossa, invece, non graffia. Nonostante una Mercedes ritirata e un'altra danneggiata, il Cavallino non riesce a salire sul podio, facendosi precedere sia da Rosberg che da Bottas. Il primo dei ragazzi di Maranello questa volta e Kimi Raikkonen che, sulla sua pista preferita (ci ha vinto 4 gran premi come nessun altro fra i campioni in attività), precede per la prima volta in gara il compagno di scuderia (ora sono 11 a 1). A differenza del finlandese, Fernando ha poco feeling con i saliscendi delle Ardenne e anche ieri è stato penalizzato di 5 secondi poiché la sua F14-T ha accusato problemi elettrici sullo schieramento e i meccanici si sono attardati a lasciare la griglia. La gara perfetta di Daniel è nata dal suicidio delle Stelle di Stoccarda che hanno ripetuto gli errori dell'ultima gara prima dell'estate e, come in Ungheria, hanno buttato al vento una doppietta che era a portata di mano. Rivalità e tensione fra Nico e Lewis sono ormai ai limiti. Anche in passato ci sono stati attriti fra grandi compagni di squadra (indimenticabili quelli fra Senna e Prost), ma in momenti topici, non in situazioni banali. Invece ieri i due si sono inutilmente toccati all'inizio del secondo giro danneggiando entrambe le Frecce che in qualifica sotto l'acqua avevano dato un paio di secondi anche ai rivali più vicini. Ha avuto la peggio Hamilton che dopo una gara incolore all'inseguimento si è dovuto ritirare, ma anche Rosberg ha perso una corsa che avrebbe facilmente potuto vincere. Per carità, nonostante la grinta e la bravura di Ricciardo, il Mondiale (sia quello Piloti che quello Costruttori), non è in discussione. Buttare coppe in quel modo, però, lascia sicuramente l'amaro in bocca. Questa volta la colpa sembra più del tedesco che nel tentativo di passare l'inglese gli ha forato una gomma e danneggiato la sua ala. Wolff e Lauda, i boss della squadra, si sono schierati con decisione ed hanno preso le parti del britannico («Al secondo giro una manovra assurda…») che però pare quello psicologicamente più in difficoltà. Ora Nico ha 29 punti di vantaggio e per Lewis si fa dura. L'occasione buttata dalla Mercedes è confermata dai soli 3 secondi di ritardo di Rosberg al traguardo nonostante una sosta in più a causa del primo stop anticipato per sostituire l'ala (nella graduatoria dei giri veloci Rosberg ha dato due secondi a tutti). La gara è stata spettacolare con una sfida mozzafiato nel finale a 4 per il 5? posto vinta da Vettel (5?) e persa da Alonso (8? e poi 7?). In mezzo le due McLaren con quella di Magnussen che ha pericolosamente spinto sull'erba la Ferrari ad oltre 300 km/h nel rettilineo dopo l'Eau Rouge. Nella classifica per team il secondo posto della Red Bull è sempre più irraggiungibile per la Ferrari (254 a 160 punti). In quella Piloti il terzo posto di Ricciardo è ormai quasi un sogno per Fernando(156 a 121), mentre Bottas (110) si avvicina. Fra due settimane c'è Monza, il pubblico di casa darà una spinta, ma i lunghi rettilinei fanno paura. (Giorgio Ursicino – Il Mattino)