Salvatore Di Martino “La cessione di Villa Episcopio frutto di pirateria politica ai danni del Comune di Ravello”

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Ravello, Costiera amalfitana Con una missiva inviata alla stampa l’avvocato Salvatore  Di Martino, ex sindaco e ora consigliere comunale di opposizione della cittadina della Costiera amalfitana , torna all’attacco sulla vicenda di Villa Episcopio data , in pieno agosto,  con un vero e proprio colpo di mano, dalla Regione Campania alla Fondazione Ravello presieduta dall’ex Ministro di Forza Italia Renato Brunetta con segretario l’ex sindaco Secondo Amalfitano . Di Martino ha dato la sveglia ad una sonnolenta Città della Musica che porta avanti un Ravello Festival sotto tono e sempre più distante dalla cittadinanza, l’obiettivo chiaro è quello di arrivare a gestire anche l’auditorium Oscar Niemeyer , la Fondazione è più facile da controllare per la politica che non vuole dipendere dalla consenso dei cittadini, ne sottoporsi ala volontà popolare, un’organismo politico che di fatto è sottratto al controllo del territorio e proprio mentre si discuteva di dare un ruolo al Comune nella gestione di quelli che sono i suoi beni sul suo territorio è stato fatto il colpo di mano rispetto al quale Di Martino ha reagisto scuotendo l’opinione pubblica della Costa d’ Amalfi 

LA LETTERA DELL’AVVOCATO SALVATORE DI MARTINO 

  ” Sono stato facile profeta della spudorata doppiezza di un personaggio che la storia (e non solo quella locale) relegherà al ruolo di “peggiore comparsa” della più scalcinata compagnia teatrale di periferia.

L’amaro epilogo della vicenda di Villa Episcopio è stato il frutto di un atto di pirateria politica ai danni del Comune di Ravello, illegittimamente espropriato del suo ruolo insostituibile, grazie all’incommentabile contegno di un primo cittadino, che, al pari di un perfetto ciarlatano, è stato ridotto al guinzaglio di un silenzio complice e compiacente.

Infatti, appena qualche mese fa, il Sindaco Vuilleumier fingeva di blaterare e rivendicare, con i capigruppo delle opposizioni, la centralità dell’Istituzione locale, mentre oggi si trincera dietro un (fantomatico) protocollo d’intesa del giugno 2013 tra Comune di Ravello, Regione Campania e Fondazione Ravello, dimenticando che quell’atto costituisce un impegno a titolo del tutto personale.

Non esiste, difatti, alcuna delibera comunale di ratifica, rispetto alla quale sia stato mai provocato il benché minimo confronto consiliare!

Altro che torpore delle minoranze ravellesi, che, di gran lunga maggioranza reale del Paese, per sfortuna del “vacuo occupante” il Palazzo di Tolla, ritrovano oggi un fertile terreno d’incontro su un tema così vitale.

Né, peraltro, alcuna formale determinazione è stata adottata dal Consiglio Generale di Indirizzo della Fondazione… anzi un avventato tentativo regionale di accelerazione verso la dismissione di Villa Episcopio risulta da me sventato nella seduta del C.d.I. tenutasi nel novembre 2013 e, manco a dirlo, con l’assordante silenzio di Vuilleumier!

Altro che vuoti di presenza… d’altra parte, se il fervore operativo del Sindaco all’interno dell’organo di indirizzo va valutato nella “brillante idea” di trasformare in maniera violenta ed innaturale Piazza Duomo nel luogo di nuova sperimentazione delle “percussioni ketoniche” c’è solo da rimanere “sconcertati”!

In modo del tutto vile, ancora qualche ora fa, il primo cittadino si è nascosto dietro “l’attesa di pubblicazione della delibera regionale”.

Ora che la scelta è ufficiale e definitiva spieghi in maniera convincente e plausibile se l’affidamento in esclusiva di Villa Episcopio alla Fondazione equivalga a “metter in rete i tre beni più rappresentativi di Ravello per una gestione sinergica” oppure si traduca nell’arbitraria distrazione del complesso immobiliare ai danni del suo unico, legittimo e naturale destinatario.

E, per cortesia, ponga fine il Sindaco Vuilleumier all’arte della bugia, che, può incantare gli illusi, ma che alla lunga non paga… MAI!

L’artata ricostruzione, ancora oggi, riproposta dal primo cittadino (“… All’epoca, in un colpo solo, il Comune di Ravello perse la possibilità di usufruire di un finanziamento di 1.500.000 euro, di avviare lo star up dell’Auditorium e di ricevere in comodato Villa Episcopio…”) resta sconfessata da una verità incontestabile: quella contenuta nella delibera di Consiglio comunale del 30.11.2009, nel corso del quale l’allora Gruppo di Opposizione, da Lui guidato, dopo aver letto un documento, telecomandato a distanza, preferì “la via della fuga”.

In quella delibera veniva realmente rivendicata la Centralità dell’Ente locale, già individuato, con la delibera regionale di ratifica del protocollo d’intesa del marzo del 2008, quale unico fruitore di Villa Episcopio e venivano riportati gli ulteriori impegni reciprocamente assunti verso un nuovo assetto riorganizzativo della Fondazione (Segretario Generale e Direttori delle tre strutture, tutti scelti secondo criteri di rigorosa meritocrazia), oltre al riconoscimento di altrettante legittime “pretese” in favore del Comune di Ravello (Sala Frau- corresponsione di un contributo annuo di €. 150.000,00 in favore della programmazione turistico-culturale del Comune- condivisione di un progetto di asservimento alla Piazza del Giardino laterale alla Cappella di Villa Rufolo).

Il positivo completamento di quel percorso, della cui fattibilità si era reso garante lo stesso Presidente Bassolino, si interruppe del tutto e certamente non per responsabilità dell’allora Sindaco di Ravello, che, con straordinaria dignità e coraggio, si limitò a ribadire il dovere di rispettare i patti intervenuti.

Se solo quest’apprendista stregone avesse tratto una briciola d’insegnamento dal recente passato amministrativo potrebbe in questo momento rivendicare almeno la dignità di autentico figlio di questa terra!

Quella di Sindaco l’ha già persa da tempo… occorre che ne prenda atto e ritorni tra le domestiche mura!

 

 

 

 

Ravello, Costiera amalfitana Con una missiva inviata alla stampa l'avvocato Salvatore  Di Martino, ex sindaco e ora consigliere comunale di opposizione della cittadina della Costiera amalfitana , torna all'attacco sulla vicenda di Villa Episcopio data , in pieno agosto,  con un vero e proprio colpo di mano, dalla Regione Campania alla Fondazione Ravello presieduta dall'ex Ministro di Forza Italia Renato Brunetta con segretario l'ex sindaco Secondo Amalfitano . Di Martino ha dato la sveglia ad una sonnolenta Città della Musica che porta avanti un Ravello Festival sotto tono e sempre più distante dalla cittadinanza, l'obiettivo chiaro è quello di arrivare a gestire anche l'auditorium Oscar Niemeyer , la Fondazione è più facile da controllare per la politica che non vuole dipendere dalla consenso dei cittadini, ne sottoporsi ala volontà popolare, un'organismo politico che di fatto è sottratto al controllo del territorio e proprio mentre si discuteva di dare un ruolo al Comune nella gestione di quelli che sono i suoi beni sul suo territorio è stato fatto il colpo di mano rispetto al quale Di Martino ha reagisto scuotendo l'opinione pubblica della Costa d' Amalfi 

LA LETTERA DELL'AVVOCATO SALVATORE DI MARTINO 

  " Sono stato facile profeta della spudorata doppiezza di un personaggio che la storia (e non solo quella locale) relegherà al ruolo di "peggiore comparsa" della più scalcinata compagnia teatrale di periferia.

L'amaro epilogo della vicenda di Villa Episcopio è stato il frutto di un atto di pirateria politica ai danni del Comune di Ravello, illegittimamente espropriato del suo ruolo insostituibile, grazie all'incommentabile contegno di un primo cittadino, che, al pari di un perfetto ciarlatano, è stato ridotto al guinzaglio di un silenzio complice e compiacente.

Infatti, appena qualche mese fa, il Sindaco Vuilleumier fingeva di blaterare e rivendicare, con i capigruppo delle opposizioni, la centralità dell'Istituzione locale, mentre oggi si trincera dietro un (fantomatico) protocollo d'intesa del giugno 2013 tra Comune di Ravello, Regione Campania e Fondazione Ravello, dimenticando che quell'atto costituisce un impegno a titolo del tutto personale.

Non esiste, difatti, alcuna delibera comunale di ratifica, rispetto alla quale sia stato mai provocato il benché minimo confronto consiliare!

Altro che torpore delle minoranze ravellesi, che, di gran lunga maggioranza reale del Paese, per sfortuna del "vacuo occupante" il Palazzo di Tolla, ritrovano oggi un fertile terreno d'incontro su un tema così vitale.

Né, peraltro, alcuna formale determinazione è stata adottata dal Consiglio Generale di Indirizzo della Fondazione… anzi un avventato tentativo regionale di accelerazione verso la dismissione di Villa Episcopio risulta da me sventato nella seduta del C.d.I. tenutasi nel novembre 2013 e, manco a dirlo, con l'assordante silenzio di Vuilleumier!

Altro che vuoti di presenza… d'altra parte, se il fervore operativo del Sindaco all'interno dell'organo di indirizzo va valutato nella "brillante idea" di trasformare in maniera violenta ed innaturale Piazza Duomo nel luogo di nuova sperimentazione delle "percussioni ketoniche" c'è solo da rimanere "sconcertati"!

In modo del tutto vile, ancora qualche ora fa, il primo cittadino si è nascosto dietro "l'attesa di pubblicazione della delibera regionale".

Ora che la scelta è ufficiale e definitiva spieghi in maniera convincente e plausibile se l'affidamento in esclusiva di Villa Episcopio alla Fondazione equivalga a "metter in rete i tre beni più rappresentativi di Ravello per una gestione sinergica" oppure si traduca nell'arbitraria distrazione del complesso immobiliare ai danni del suo unico, legittimo e naturale destinatario.

E, per cortesia, ponga fine il Sindaco Vuilleumier all'arte della bugia, che, può incantare gli illusi, ma che alla lunga non paga… MAI!

L'artata ricostruzione, ancora oggi, riproposta dal primo cittadino ("… All'epoca, in un colpo solo, il Comune di Ravello perse la possibilità di usufruire di un finanziamento di 1.500.000 euro, di avviare lo star up dell'Auditorium e di ricevere in comodato Villa Episcopio…") resta sconfessata da una verità incontestabile: quella contenuta nella delibera di Consiglio comunale del 30.11.2009, nel corso del quale l'allora Gruppo di Opposizione, da Lui guidato, dopo aver letto un documento, telecomandato a distanza, preferì "la via della fuga".

In quella delibera veniva realmente rivendicata la Centralità dell'Ente locale, già individuato, con la delibera regionale di ratifica del protocollo d'intesa del marzo del 2008, quale unico fruitore di Villa Episcopio e venivano riportati gli ulteriori impegni reciprocamente assunti verso un nuovo assetto riorganizzativo della Fondazione (Segretario Generale e Direttori delle tre strutture, tutti scelti secondo criteri di rigorosa meritocrazia), oltre al riconoscimento di altrettante legittime "pretese" in favore del Comune di Ravello (Sala Frau- corresponsione di un contributo annuo di €. 150.000,00 in favore della programmazione turistico-culturale del Comune- condivisione di un progetto di asservimento alla Piazza del Giardino laterale alla Cappella di Villa Rufolo).

Il positivo completamento di quel percorso, della cui fattibilità si era reso garante lo stesso Presidente Bassolino, si interruppe del tutto e certamente non per responsabilità dell'allora Sindaco di Ravello, che, con straordinaria dignità e coraggio, si limitò a ribadire il dovere di rispettare i patti intervenuti.

Se solo quest'apprendista stregone avesse tratto una briciola d'insegnamento dal recente passato amministrativo potrebbe in questo momento rivendicare almeno la dignità di autentico figlio di questa terra!

Quella di Sindaco l'ha già persa da tempo… occorre che ne prenda atto e ritorni tra le domestiche mura!

 
 
 
 

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