Acerra. Spari tra la folla, pregiudicato in fin di vita

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Acerra. Agguato in piazza. E sono stati momenti di terrore tra le centinaia di passanti che affollavano piazza Castello ad Acerra, zona pedonale, quando un killer è entrato in azione per uccidere Vincenzo Piscopo, 48 anni, cugino di Pino Piscopo, ritenuto l’attuale reggente del clan Nuzzo, più noto come quello dei «carusiello». La vittima, seduta all’esterno di un circolo ricreativo con una decina di persone, probabilmente si era accorta di quell’uomo, che sceso da un’auto e con il volto parzialmente coperto, cercava proprio lui. Vincenzo Piscopo ha fatto appena in tempo ad alzarsi dalla sedia ed è stato raggiunto dai primi colpi. Nonostante le ferite si è messo a correre disperatamente, inseguito da quel killer mascherato, incurante della gente che fuggiva in preda al panico. Piscopo è stato centrato ancora da una raffica di colpi che lo hanno definitivamente fatto stramazzare sul selciato di una stradina laterale alla centralissima piazza Castello. E così come si era materializzato, allo stesso modo il killer si è dileguato, certo di aver portato a termine la missione di morte. Invece la vittima era ancora viva, nonostante respirasse più il suo sangue che l’aria. Qualcuno in piazza, forse il più coraggioso, si è avvicinato al ferito, lo ha sollevato di peso per poi adagiarlo sul sedile della sua auto, che è partita a razzo verso la struttura sanitaria di Villa Betania, a Ponticelli. Qui Vincenzo Piscopo è stato rianimato e trasferito a bordo di un’ambulanza dotata di apparecchiature di rianimazione presso l’ospedale Cardarelli. Le sue condizioni sono gravissime. L’uomo è stato sottoposto nella stessa giornata di ieri ad una ininterrotta serie di interventi chirurgici resi necessari per rimuovere ben sei proiettili che hanno interessato i polmoni e altri organi interni. La prognosi resta riservata e i sanitari del nosocomio napoletano lo hanno dichiarato in imminente pericolo di vita. Una telefonata anonima alla centrale operativa del 112 ha fatto scattare l’allarme. In piazza Castello i carabinieri del nucleo operativo del comando territoriale di Castello di Cisterna, coordinati sul posto dal maggiore Cristian Angelillo e i carabinieri della caserma di Acerra. Nonostante l’agguato sia stato portato a segno davanti a centinaia di persone che ieri mattina alle undici e mezza affollavano piazza Castello, i militari si sono trovati di fronte ad un vero muro di gomma fatto di omertà. Nessuna collaborazione, nemmeno in forma anonima. Sul posto i militari della sezione rilievi scientifici hanno sequestrato una decina di proiettili di grosso calibro, che ora saranno comparati con il database dei Ris di Roma, per accertare se siano stati esplosi da una pistola, magari già utilizzata per altri fatti di sangue. Difficile la chiave di lettura di questo mancato omicidio, anche se un’idea gli inquirenti già se la sono fatta. Vincenzo Piscopo, in un lontano passato, era inserito nell’organico degli affiliati al clan Nuzzo, una della cosche più potenti della camorra degli anni ’80. Dopo aver scontato una condanna per il duplice omicidio di Giacomo Avventurato e Salvatore Crispo, era ritornato ad Acerra, dove da almeno una decina di anni non aveva avuto a che fare con la legge, mantenendo un basso profilo. Diverse le ipotesi al vaglio degli inquirenti. La pista più probabile pare essere quella di una vendetta trasversale. Un«messaggio» per il cugino, che gli inquirenti ritengono essere il vero capo di quella che un tempo fu una delle cosche più potenti dell’intero panorama criminale non solo regionale. (Marco Di Caterino – Il Mattino)

Acerra. Agguato in piazza. E sono stati momenti di terrore tra le centinaia di passanti che affollavano piazza Castello ad Acerra, zona pedonale, quando un killer è entrato in azione per uccidere Vincenzo Piscopo, 48 anni, cugino di Pino Piscopo, ritenuto l’attuale reggente del clan Nuzzo, più noto come quello dei «carusiello». La vittima, seduta all’esterno di un circolo ricreativo con una decina di persone, probabilmente si era accorta di quell’uomo, che sceso da un’auto e con il volto parzialmente coperto, cercava proprio lui. Vincenzo Piscopo ha fatto appena in tempo ad alzarsi dalla sedia ed è stato raggiunto dai primi colpi. Nonostante le ferite si è messo a correre disperatamente, inseguito da quel killer mascherato, incurante della gente che fuggiva in preda al panico. Piscopo è stato centrato ancora da una raffica di colpi che lo hanno definitivamente fatto stramazzare sul selciato di una stradina laterale alla centralissima piazza Castello. E così come si era materializzato, allo stesso modo il killer si è dileguato, certo di aver portato a termine la missione di morte. Invece la vittima era ancora viva, nonostante respirasse più il suo sangue che l’aria. Qualcuno in piazza, forse il più coraggioso, si è avvicinato al ferito, lo ha sollevato di peso per poi adagiarlo sul sedile della sua auto, che è partita a razzo verso la struttura sanitaria di Villa Betania, a Ponticelli. Qui Vincenzo Piscopo è stato rianimato e trasferito a bordo di un’ambulanza dotata di apparecchiature di rianimazione presso l’ospedale Cardarelli. Le sue condizioni sono gravissime. L’uomo è stato sottoposto nella stessa giornata di ieri ad una ininterrotta serie di interventi chirurgici resi necessari per rimuovere ben sei proiettili che hanno interessato i polmoni e altri organi interni. La prognosi resta riservata e i sanitari del nosocomio napoletano lo hanno dichiarato in imminente pericolo di vita. Una telefonata anonima alla centrale operativa del 112 ha fatto scattare l’allarme. In piazza Castello i carabinieri del nucleo operativo del comando territoriale di Castello di Cisterna, coordinati sul posto dal maggiore Cristian Angelillo e i carabinieri della caserma di Acerra. Nonostante l’agguato sia stato portato a segno davanti a centinaia di persone che ieri mattina alle undici e mezza affollavano piazza Castello, i militari si sono trovati di fronte ad un vero muro di gomma fatto di omertà. Nessuna collaborazione, nemmeno in forma anonima. Sul posto i militari della sezione rilievi scientifici hanno sequestrato una decina di proiettili di grosso calibro, che ora saranno comparati con il database dei Ris di Roma, per accertare se siano stati esplosi da una pistola, magari già utilizzata per altri fatti di sangue. Difficile la chiave di lettura di questo mancato omicidio, anche se un’idea gli inquirenti già se la sono fatta. Vincenzo Piscopo, in un lontano passato, era inserito nell’organico degli affiliati al clan Nuzzo, una della cosche più potenti della camorra degli anni ’80. Dopo aver scontato una condanna per il duplice omicidio di Giacomo Avventurato e Salvatore Crispo, era ritornato ad Acerra, dove da almeno una decina di anni non aveva avuto a che fare con la legge, mantenendo un basso profilo. Diverse le ipotesi al vaglio degli inquirenti. La pista più probabile pare essere quella di una vendetta trasversale. Un«messaggio» per il cugino, che gli inquirenti ritengono essere il vero capo di quella che un tempo fu una delle cosche più potenti dell’intero panorama criminale non solo regionale. (Marco Di Caterino – Il Mattino)