Massa Lubrense. Schiazzano, gli abitanti in rivolta contro la creazione di una seconda isola ecologica

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Massa Lubrense. Nella frazione Schiazzano gli abitanti di via Arenaccia si oppongono alla creazione di una seconda isola ecologica a poca distanza sia dalle loro abitazioni che dal campo sportivo e si costituiscono in un comitato di salute pubblica per contrastare la decisione dell’amministrazione. Secondo un progetto approvato dalla giunta Gargiulo, la seconda isola ecologica dovrebbe essere realizzata nell’area dismessa dalla Comunità montana che alcuni anni fa vi aveva realizzato un vivaio di piante sempreverdi al riparo d’un pergolato costato diversi milioni di lire. È la stessa area che nella scorsa primavera fu sequestrata dal Corpo Forestale dello Stato che, su esposto della sezione sorrentina del WWF, aveva denunciato il comune di Massa Lubrense per aver fatto bruciare erbacce sfalci di potature senza alcuna autorizzazione. L’area, restituita al Comune da un decreto di dissequestro, dovrebbe contenere lo stazionamento di sette scarrabili, cassoni con rifiuti tecnologici ed ingombranti, lo stoccaggio degli sfalci e due strutture metalliche. (Il Mattino)

Massa Lubrense. Nella frazione Schiazzano gli abitanti di via Arenaccia si oppongono alla creazione di una seconda isola ecologica a poca distanza sia dalle loro abitazioni che dal campo sportivo e si costituiscono in un comitato di salute pubblica per contrastare la decisione dell’amministrazione. Secondo un progetto approvato dalla giunta Gargiulo, la seconda isola ecologica dovrebbe essere realizzata nell’area dismessa dalla Comunità montana che alcuni anni fa vi aveva realizzato un vivaio di piante sempreverdi al riparo d’un pergolato costato diversi milioni di lire. È la stessa area che nella scorsa primavera fu sequestrata dal Corpo Forestale dello Stato che, su esposto della sezione sorrentina del WWF, aveva denunciato il comune di Massa Lubrense per aver fatto bruciare erbacce sfalci di potature senza alcuna autorizzazione. L’area, restituita al Comune da un decreto di dissequestro, dovrebbe contenere lo stazionamento di sette scarrabili, cassoni con rifiuti tecnologici ed ingombranti, lo stoccaggio degli sfalci e due strutture metalliche. (Il Mattino)