Ischia. Ufficiale dell’Aeronautica scivola sulla scogliera, batte la testa e cade in mare. E’ in condizioni gravissime

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Ischia. Un’estate nera. E non solo per le bizze del tempo. Un altro incidente, il secondo a distanza di pochi giorni, allunga la lista degli incidenti in mare. E tocca ancora al litorale di Forio, già segnato dalla tragica morte di Filippo Vinaccio, avvenuta a ferragosto al largo della spiaggia di San Francesco. Ieri mattina, Giuseppe Russo, 29 anni, capitano dell’Aeronautica Militare, in servizio nella base di Pratica di Mare, originario di Caivano, figlio dell’ex senatore Giacinto Russo, nell’arrampicarsi sulla scogliera, in località Scannella, ha perso l’equilibrio, per poi battere violentemente la testa su una roccia. Privo di sensi è scivolato nel mare, lasciandosi dietro una scia di sangue. La tragedia si è consumata in una manciata di secondi, sotto gli occhi terrorizzati di alcuni amici dell’ufficiale, che si sono tuffati all’istante, seguendo proprio la traccia rossa del sangue. La scena è stata notata anche dagli altri bagnanti, che hanno provato a chiamare i soccorsi con i cellulari. Inutilmente perché nella baia di Scannella non c’è copertura per i cellulari. Uno scandalo che poteva mettere a rischio la vita del capitano Giuseppe Russo. Gli amici lo hanno messo sul gommone che avevano preso a nolo e lo hanno trasportato al porto di Forio. E solo a metà della traversata è stato possibile contattare la Guardia Costiera, che ha predisposto l’invio di un’ambulanza a bordo della quale Giuseppe Russo è stato portato all’ospedale Rizzoli. Qui i medici lo hanno letteralmente strappato alla morte, perché non appena giunto in ospedale,Giuseppe Russo è andato in arresto cardiaco e solo grazie all’équipe di rianimatori il suo cuore è tornato a battere con regolarità. Le condizioni dell’ufficiale sono apparse subito molto gravi. Una tac ha evidenziato un trauma cranico e un vasto ematoma cerebrale. A destare però le maggiori preoccupazioni dei medici del Rizzoli il principio di annegamento che ha riempito di acqua di mare i polmoni del ferito. Nel tardo pomeriggio, una seconda tac avrebbe rilevato l’assenza di danni al cervello nonostante l’ematoma, che a questo punto dovrebbe essere risolto con una terapia farmacologica. Più lunga e complessa, invece, sarà la soluzione della disastrosa situazione polmonare. Al momento i medici non hanno sciolto la prognosi e l’ufficiale resta in pericolo di vita, ancora intubato. Le prossime ore saranno quelle decisive. (Il Mattino)

Ischia. Un’estate nera. E non solo per le bizze del tempo. Un altro incidente, il secondo a distanza di pochi giorni, allunga la lista degli incidenti in mare. E tocca ancora al litorale di Forio, già segnato dalla tragica morte di Filippo Vinaccio, avvenuta a ferragosto al largo della spiaggia di San Francesco. Ieri mattina, Giuseppe Russo, 29 anni, capitano dell'Aeronautica Militare, in servizio nella base di Pratica di Mare, originario di Caivano, figlio dell’ex senatore Giacinto Russo, nell’arrampicarsi sulla scogliera, in località Scannella, ha perso l’equilibrio, per poi battere violentemente la testa su una roccia. Privo di sensi è scivolato nel mare, lasciandosi dietro una scia di sangue. La tragedia si è consumata in una manciata di secondi, sotto gli occhi terrorizzati di alcuni amici dell’ufficiale, che si sono tuffati all’istante, seguendo proprio la traccia rossa del sangue. La scena è stata notata anche dagli altri bagnanti, che hanno provato a chiamare i soccorsi con i cellulari. Inutilmente perché nella baia di Scannella non c’è copertura per i cellulari. Uno scandalo che poteva mettere a rischio la vita del capitano Giuseppe Russo. Gli amici lo hanno messo sul gommone che avevano preso a nolo e lo hanno trasportato al porto di Forio. E solo a metà della traversata è stato possibile contattare la Guardia Costiera, che ha predisposto l’invio di un’ambulanza a bordo della quale Giuseppe Russo è stato portato all’ospedale Rizzoli. Qui i medici lo hanno letteralmente strappato alla morte, perché non appena giunto in ospedale,Giuseppe Russo è andato in arresto cardiaco e solo grazie all’équipe di rianimatori il suo cuore è tornato a battere con regolarità. Le condizioni dell’ufficiale sono apparse subito molto gravi. Una tac ha evidenziato un trauma cranico e un vasto ematoma cerebrale. A destare però le maggiori preoccupazioni dei medici del Rizzoli il principio di annegamento che ha riempito di acqua di mare i polmoni del ferito. Nel tardo pomeriggio, una seconda tac avrebbe rilevato l’assenza di danni al cervello nonostante l’ematoma, che a questo punto dovrebbe essere risolto con una terapia farmacologica. Più lunga e complessa, invece, sarà la soluzione della disastrosa situazione polmonare. Al momento i medici non hanno sciolto la prognosi e l’ufficiale resta in pericolo di vita, ancora intubato. Le prossime ore saranno quelle decisive. (Il Mattino)

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