La carica degli spagnoli del Napoli: «Al Bilbao pensiamo noi»

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A chiamare connazionali Benitez, Callejon, Albiol e Michu, a quelli di Bilbao rischia di venire un infarto. Per carità, loro sono baschi e gli altri spagnoli. Rafa, poi, è di Madrid: difficile trovare in Europa una rivalità politica, commerciale e sociale più sprezzante di quella che esiste tra i Paesi Baschi e la Castiglia (o tra quest’ultima e la Catalogna). Eppure Benitez nella vecchia Catedràl, nel 2004, ha praticamente messo l’ultimo tassello nella sua più grande impresa: la Liga con il Valencia. Finì 1-1 e da lì a pochi giorni il madrileno trionfò nel campionato iberico. Quel 26 aprile fu anche l’ultima volta che Rafone incrociò i baschi: 11 duelli complessivi, con 4 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte. Comprese le sfide nella Copa del Rey. Sedici i gol realizzati, dieci quelli incassati. Ma di mezzo ci sono anche i tempi bui degli esordi con l’Extremadura e il Valladolid. Peraltro, Benitez ha anche lavorato da quelle parti, a Pamplona, la terra dei tori nella regione della Navarra, a più o meno 150 chilometri da Bilbao: era assistente all’Osasuna, nel ’96, agli albori della sua carriera. Conosce il clima, conosce la tensione e la capacità di questa squadra di trasformare tutto in qualcosa di speciale. Insomma, per Benitez e gli altri, non è che sia proprio aria di casa. Anche se Rafa conosce davvero alla perfezione il calcio della sua terra. Gli spagnoli del Napoli sanno bene come battere quelli dell’Athletic. Lo sa Raul Albiol, per esempio, valenciano di Vilamarxant, che in ben 10 occasioni ha giocato contro l’Athletic, tra Getafe, Valencia e Real Madrid: 4 vittorie e 4 sconfitte per il difensore campione del mondo nel 2010 con la Spagna. Niente male. E la lezione la può insegnare anche Josè Maria Callejon, l’uomo dalle uova d’oro di Benitez che prima di Napoli non è che segnasse con questa frequenza così incredibile. Callejon ha affrontato i biancorossi per quattro volte. E ha vinto per tutte e quattro le volte. Un amuleto per Rafa, quasi al pari di Higuain: Calleti ha fatto pure gol ai baschi, il 22 dicembre 2012, quando al Santiago Bernabeu finì 4-1. Certo, facile vincere quando si gioca con il Real, ma Callejon ha vinto con il Bilbao anche quando indossava la maglia del non proprio travolgente Espanyol. Non fece gol, ma portò a casa la vittoria. Il Napoli si aggrappa a loro, alla loro esperienza e maturità internazionale. D’altronde quella azzurra ha ormai una collaudata dimensione europea. Albiol e Callejon, al San Mames, il 3 maggio di due anni fa, hanno persino fatto festa. E che festa. Quella per aver vinto la Liga numero 32. Figurarsi se si spaventano più di tanto all’idea di affrontare l’Athletic. Poi in squadra c’è Gonzalo Higuain: a Bilbao, quella notte, fece pure gol. Uno degli otto complessivi realizzati contro i baschi. In 498 minuti complessivamente in campo. In pratica, un gol ogni 62 minuti. Benitez confessa: «È una grande squadra, unita, che gioca insieme da tanti anni e ha una città alle spalle che la supporterà. La forza dell’Athletic è nel suo gruppo. La sua mentalità è al di sopra di qualsiasi individualità. Li rispetto tanto, ma mi fido del mio Napoli. Abbiamo calciatori che sono rientrati tardi dal Mondiale come Higuain, e nuovi innesti che devono ancora adattarsi, ma ci sono segnali positivi», spiega a poche ore dalla gara di andata. (Pino Taormina – Il Mattino)   

A chiamare connazionali Benitez, Callejon, Albiol e Michu, a quelli di Bilbao rischia di venire un infarto. Per carità, loro sono baschi e gli altri spagnoli. Rafa, poi, è di Madrid: difficile trovare in Europa una rivalità politica, commerciale e sociale più sprezzante di quella che esiste tra i Paesi Baschi e la Castiglia (o tra quest’ultima e la Catalogna). Eppure Benitez nella vecchia Catedràl, nel 2004, ha praticamente messo l’ultimo tassello nella sua più grande impresa: la Liga con il Valencia. Finì 1-1 e da lì a pochi giorni il madrileno trionfò nel campionato iberico. Quel 26 aprile fu anche l’ultima volta che Rafone incrociò i baschi: 11 duelli complessivi, con 4 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte. Comprese le sfide nella Copa del Rey. Sedici i gol realizzati, dieci quelli incassati. Ma di mezzo ci sono anche i tempi bui degli esordi con l’Extremadura e il Valladolid. Peraltro, Benitez ha anche lavorato da quelle parti, a Pamplona, la terra dei tori nella regione della Navarra, a più o meno 150 chilometri da Bilbao: era assistente all’Osasuna, nel ’96, agli albori della sua carriera. Conosce il clima, conosce la tensione e la capacità di questa squadra di trasformare tutto in qualcosa di speciale. Insomma, per Benitez e gli altri, non è che sia proprio aria di casa. Anche se Rafa conosce davvero alla perfezione il calcio della sua terra. Gli spagnoli del Napoli sanno bene come battere quelli dell’Athletic. Lo sa Raul Albiol, per esempio, valenciano di Vilamarxant, che in ben 10 occasioni ha giocato contro l’Athletic, tra Getafe, Valencia e Real Madrid: 4 vittorie e 4 sconfitte per il difensore campione del mondo nel 2010 con la Spagna. Niente male. E la lezione la può insegnare anche Josè Maria Callejon, l’uomo dalle uova d’oro di Benitez che prima di Napoli non è che segnasse con questa frequenza così incredibile. Callejon ha affrontato i biancorossi per quattro volte. E ha vinto per tutte e quattro le volte. Un amuleto per Rafa, quasi al pari di Higuain: Calleti ha fatto pure gol ai baschi, il 22 dicembre 2012, quando al Santiago Bernabeu finì 4-1. Certo, facile vincere quando si gioca con il Real, ma Callejon ha vinto con il Bilbao anche quando indossava la maglia del non proprio travolgente Espanyol. Non fece gol, ma portò a casa la vittoria. Il Napoli si aggrappa a loro, alla loro esperienza e maturità internazionale. D’altronde quella azzurra ha ormai una collaudata dimensione europea. Albiol e Callejon, al San Mames, il 3 maggio di due anni fa, hanno persino fatto festa. E che festa. Quella per aver vinto la Liga numero 32. Figurarsi se si spaventano più di tanto all’idea di affrontare l’Athletic. Poi in squadra c’è Gonzalo Higuain: a Bilbao, quella notte, fece pure gol. Uno degli otto complessivi realizzati contro i baschi. In 498 minuti complessivamente in campo. In pratica, un gol ogni 62 minuti. Benitez confessa: «È una grande squadra, unita, che gioca insieme da tanti anni e ha una città alle spalle che la supporterà. La forza dell’Athletic è nel suo gruppo. La sua mentalità è al di sopra di qualsiasi individualità. Li rispetto tanto, ma mi fido del mio Napoli. Abbiamo calciatori che sono rientrati tardi dal Mondiale come Higuain, e nuovi innesti che devono ancora adattarsi, ma ci sono segnali positivi», spiega a poche ore dalla gara di andata. (Pino Taormina – Il Mattino)