Praiano: ” Rex sedet in vertice: caveat ruinam!!

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Nel 384 a.c. Stagira, odierna Olympiada, partoriva una delle più eccelse e fulgide menti della cultura greca : Aristotele. Filosofo, scienziato, ma sopratutto “animale politico”, come lui stesso si definiva. Una delle opere la cui attualità riecheggia indiscussa  in una panorama sociale il cui sovvertimento dei  valori tradizionali è sempre più in voga è  l’opera ” Politica”. «Ogni Stato è una comunità ed ogni comunità si costituisce in vista di un bene» cosi scrisse, ma queste parole restano lì contemplate e conosciute dai pochi, che vogliono rivestire un ruolo, ma non hanno le armi e le conoscenze per farlo. Praiano, nonostante la sua preziosa posizione e la sua rinomata bellezza, è il riflesso di una condizione politica e sociale carente e sterile  o a favore di una gestione elitaria, i cui interessi preponderanti non rivestono la sfera sociale, ma semplicemente quelli individuali ed economici. Durante un’importante manifestazione culturale e religiosa  svoltasi giorni a dietro, il detentore del potere praianese  affermava  con convinzione che l’impegno profuso per la realizzazione dello spettacolo non aveva colori politici, ma semplicemente era frutto di collaborazione cittadina. Mi piacerebbe tanto capire se la “fratellanza cittadina” di cui tanto ci si sente fieri portatori ricorre semplicemente durante gli spettacoli o banchetti a stampo simposiale, quando invece questi ideali  dovrebbero costituire il vademecum di chi si è proposto di amministrare le sorti di un paese. Pirandello mi sovviene alla mente: Praiano palcoscenico di una realtà alterata, i cui fili dei protagonisti sono mossi da poteri forti, i volti non mostrano qualità e difetti umani, ma sono oscurati dalle maschere dell’apparenza e dell’inganno, di cui il copione è ben noto e scritto a danno di chi soffre e si lacera nella speranza del cambiamento. Il mio più grande auspicio è che l’imbarbarimento sociale ed il tramonto degli ideali possano essere arginati, a favore di una politica pulita priva di clientelismo.

Sofia Irace

 

 

 

Nel 384 a.c. Stagira, odierna Olympiada, partoriva una delle più eccelse e fulgide menti della cultura greca : Aristotele. Filosofo, scienziato, ma sopratutto "animale politico", come lui stesso si definiva. Una delle opere la cui attualità riecheggia indiscussa  in una panorama sociale il cui sovvertimento dei  valori tradizionali è sempre più in voga è  l'opera " Politica". «Ogni Stato è una comunità ed ogni comunità si costituisce in vista di un bene» cosi scrisse, ma queste parole restano lì contemplate e conosciute dai pochi, che vogliono rivestire un ruolo, ma non hanno le armi e le conoscenze per farlo. Praiano, nonostante la sua preziosa posizione e la sua rinomata bellezza, è il riflesso di una condizione politica e sociale carente e sterile  o a favore di una gestione elitaria, i cui interessi preponderanti non rivestono la sfera sociale, ma semplicemente quelli individuali ed economici. Durante un'importante manifestazione culturale e religiosa  svoltasi giorni a dietro, il detentore del potere praianese  affermava  con convinzione che l'impegno profuso per la realizzazione dello spettacolo non aveva colori politici, ma semplicemente era frutto di collaborazione cittadina. Mi piacerebbe tanto capire se la "fratellanza cittadina" di cui tanto ci si sente fieri portatori ricorre semplicemente durante gli spettacoli o banchetti a stampo simposiale, quando invece questi ideali  dovrebbero costituire il vademecum di chi si è proposto di amministrare le sorti di un paese. Pirandello mi sovviene alla mente: Praiano palcoscenico di una realtà alterata, i cui fili dei protagonisti sono mossi da poteri forti, i volti non mostrano qualità e difetti umani, ma sono oscurati dalle maschere dell'apparenza e dell'inganno, di cui il copione è ben noto e scritto a danno di chi soffre e si lacera nella speranza del cambiamento. Il mio più grande auspicio è che l'imbarbarimento sociale ed il tramonto degli ideali possano essere arginati, a favore di una politica pulita priva di clientelismo.

Sofia Irace