Impressioni di un cittadino… riflessioni su tragici eventi in costiera… #ilcontropiede….

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Oggi in costiera succedono tanti incidenti e sulle nostre strtade si nota la mancanza di un’adeguata segnaletica stradale e di provvedimenti volti a frenare le solite corse ad ostacoli tra i veicoli che scorrono lenti in curca e su i tornanti della costiera. Incidenti su strade tortuose e trafficate come quella che porta a Positano fanno riflettere tutti. In un giorno come tanti estivi afosi e vissuti per il relax, muoiono ragazzi che alla guida delle moto si avviano incontro ad un fatale destino. Noi della redazione abbiamo dato risalto a quanto commentato da una ragazza che parla dei momenti cruciali dopo l’incidente tra le moto a Tordigliano, fattti di cronaca di una triste gironata di lutto per la morte di ragazzi che avevavo sognato un futuro migliore.

Daniela

10/08/2014 alle ore 01:28

Le cose sono andate un po’ diversamente e lo so perché ero lì. Ero nella macchina dietro all’autobus bianco che Raffaele aveva superato in curva qualche secondo prima di finire sull’asfalto. Davanti all’autobus c’era un’altra auto con due francesi, marito e moglie, ed é tentando di superare loro che Raffaele é finito contro gli altri due poveri ragazzi, probabilmente anche a causa del sole che a quell’ora batteva contro gli occhi di tutti noi che andavamo verso Sorrento, come sempre a quell’ora. Scrivo queste parole con la tristezza nel cuore, perché solo grazie a questo articolo scopro che io e il mio fidanzato siamo stati tra gli ultimi ad aver parlato con Vincenzo quando era disteso a terra… e lo sapete perché? Perché i paramedici appena arrivati stavano insistendo per togliere il casco ai due ragazzi, quando questo errore invece può essere fatale in caso di lesioni cervicali, e il mio ckpagni li ha fermati, e non si erano accorti che Vincenzo aveva il polmone sinistro collassato, cosa di cui si é invece accorta una dottoressa inglese (che era qui in ferie) sopraggiunta lì, che ha insistito perché si chiamassero dottori più competenti e perché gli venisse effettuato il pneumotorace dopo averlo auscultato (e tutto questo lo abbiamo tradotto in diretta ai paramedici perché questi non capivano una parola di inglese, ma nessuno sembrava capire e, anzi, la situazione era molto caotica). Un’ultima cosa, una nota di biasimo al carabiniere che, quando é sopraggiunto il padre di Raffaele, ha risposto alla domanda “Dov’é mio figlio?” con un “è morto.” senza un minimo di umanità é di normale tatto. Una storia triste, ma ci sono delle colpe… Non siate incoscenti, non pensate che tanto certe cose non possono capitare a voi…Oggi in costiera succedono tanti incidenti e sulle nostre strtade si nota la mancanza di un’adeguata segnaletica stradale e di provvedimenti volti a frenare le solite corse ad ostacoli tra i veicoli che scorrono lenti in curca e su i tornanti della costiera. Incidenti su strade tortuose e trafficate come quella che porta a Positano fanno riflettere tutti. In un giorno come tanti estivi afosi e vissuti per il relax, muoiono ragazzi che alla guida delle moto si avviano incontro ad un fatale destino. Noi della redazione abbiamo dato risalto a quanto commentato da una ragazza che parla dei momenti cruciali dopo l’incidente tra le moto a Tordigliano, fattti di cronaca di una triste gironata di lutto per la morte di ragazzi che avevavo sognato un futuro migliore.

Daniela

10/08/2014 alle ore 01:28

Le cose sono andate un po’ diversamente e lo so perché ero lì. Ero nella macchina dietro all’autobus bianco che Raffaele aveva superato in curva qualche secondo prima di finire sull’asfalto. Davanti all’autobus c’era un’altra auto con due francesi, marito e moglie, ed é tentando di superare loro che Raffaele é finito contro gli altri due poveri ragazzi, probabilmente anche a causa del sole che a quell’ora batteva contro gli occhi di tutti noi che andavamo verso Sorrento, come sempre a quell’ora. Scrivo queste parole con la tristezza nel cuore, perché solo grazie a questo articolo scopro che io e il mio fidanzato siamo stati tra gli ultimi ad aver parlato con Vincenzo quando era disteso a terra… e lo sapete perché? Perché i paramedici appena arrivati stavano insistendo per togliere il casco ai due ragazzi, quando questo errore invece può essere fatale in caso di lesioni cervicali, e il mio ckpagni li ha fermati, e non si erano accorti che Vincenzo aveva il polmone sinistro collassato, cosa di cui si é invece accorta una dottoressa inglese (che era qui in ferie) sopraggiunta lì, che ha insistito perché si chiamassero dottori più competenti e perché gli venisse effettuato il pneumotorace dopo averlo auscultato (e tutto questo lo abbiamo tradotto in diretta ai paramedici perché questi non capivano una parola di inglese, ma nessuno sembrava capire e, anzi, la situazione era molto caotica). Un’ultima cosa, una nota di biasimo al carabiniere che, quando é sopraggiunto il padre di Raffaele, ha risposto alla domanda “Dov’é mio figlio?” con un “è morto.” senza un minimo di umanità é di normale tatto. Una storia triste, ma ci sono delle colpe… Non siate incoscenti, non pensate che tanto certe cose non possono capitare a voi…

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