Teatro e Musica il segno dei Concerti d’Estate di Villa Guariglia

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Due grandi eventi Enoch Arden con Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini e la serata finale dedicata alla fiaba musicale di Prokofiev interpretata da Peppe Barra hanno impreziosito il cartellone 2014 “Metamorphosen”

Di  OLGA CHIEFFI

Bagno di folla per la serata finale della XVII edizione dei Concerti d’Estate di Villa Guariglia, organizzati da Tonia Willburger. Una edizione, questa, di grande prestigio, dedicata a Richard Strauss nell’anno celebrativo del centocinquantenario della nascita, sin dal titolo, “Metamorphosen”, che è stata caratterizzata da due eventi di teatro e musica: l’esecuzione dell’ Enoch Arden, un melologo giovanile di Richard Strauss, con protagonisti Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini e il pianista Francesco Nicolosi e per la serata conclusiva, gran mattatore Peppe Barra, eccelsa voce recitante della rilettura di Pierino e il lupo di Sergej Profofiev, sostenuto dal Discantus Ensemble diretto da Luigi Grima. Eccolo il mare, lontano eppure già insinuante, tutto risacche e cupo rantolare nel cielo freddo di un villaggio inglese affacciato sul porto. Il giovane Richard Strauss, stregato dal testo di Alfred Tennyson, ne rievoca la sagoma grigia con una scrittura acerba e già spigolosa, tutta veloci pennellate di colore, pudiche nel tratto, quanto iridescenti nell’ ammiccare armonico, perfette per contrappuntare la dolorosa tela della parola. Al pianoforte Francesco Nicolosi, la sua mano sapiente, raffinato padrone di casa della sezione classica che ogni anno dismette l’abito di direttore artistico per assidersi al gran coda, nonchè abituale frequentatore del melologo straussiano, ha rivisitato lo spartito per sottolineare nel passo dimesso e inquieto, negli slanci virili, come nell’ingenuo indugiare, l’anima semplice, la voce autentica del cuore di Enoch. Ad incarnarsi nello spirito del marinaio un Mariano Rigillo in stato di grazia, appassionato burattinaio di una storia a tanti fili, giocata su di un continuo scarto di piani narrativi e sul costante sussulto tra le corde della tenerezza e quelle della disperazione. Sotto il filo della sua parola aggrappata al silenzio, come quella dell’anima femminile affidata ad Anna Teresa Rossini, un pianoforte capace di schizzare ogni spazio interpretativo, sino alla fine, in cui la musica come la parola finiscono per spegnersi, vinte, dall’incombere della morte. Cancelli chiusi alle 21, per eccesso di pubblico a Villa Guariglia il 5 agosto, per la performance di Peppe Barra protagonista di Pierino e il lupo di Sergej Prokofiev. Un concerto che si è trasformato in grande festa estiva con tanto di stands gastronomici e padellate di mazzame fritto, il famoso cuoppo, che crediamo avrebbe dovuto avere un obolo di entrata per evitare eccessiva ressa. Luigi Grima alla guida del Discantus Ensemble ha rinnovato l’incantesimo di perfetta fluidità e trasparenza sonora della musica rotiana che ha inaugurato la serata con i temi de’ Il Padrino, Amarcord e Romeo e Giulietta, coinvolgendo il pubblico presente, prima di attaccare con il sorriso degli strumenti, la leggerezza intesa alla Calvino e per nulla, dunque, sinonimo di superficialità  la favola di Prokofiev. Un binomio quello con Barra il quale non si è certo sottratto ad alcuni, attesissimi “ismi” napoletani, che ha dato prova di una condizione interpretativa ideale, partecipe, ma rilassata e affettuosa, da cui il suono degli strumenti, su tutti il fagotto di Antonello Capone e il trombone di Maurizio Tedesco,  e l’enunciazione, sono scaturiti con naturale, plastica e antica nobiltà. Passerella di papaveri, doni e mazzi di rose prima del trionfo finale di Peppe Barra, che ormai da qualche hanno chiude i suoi spettacoli con “Idillio ‘a ‘mmerda” di Ferdinando Russo e la Vecchia scorticata dalla I giornata del Pentamerone di GiovanBattista Basile.  

Due grandi eventi Enoch Arden con Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini e la serata finale dedicata alla fiaba musicale di Prokofiev interpretata da Peppe Barra hanno impreziosito il cartellone 2014 “Metamorphosen”

Di  OLGA CHIEFFI

Bagno di folla per la serata finale della XVII edizione dei Concerti d’Estate di Villa Guariglia, organizzati da Tonia Willburger. Una edizione, questa, di grande prestigio, dedicata a Richard Strauss nell’anno celebrativo del centocinquantenario della nascita, sin dal titolo, “Metamorphosen”, che è stata caratterizzata da due eventi di teatro e musica: l’esecuzione dell’ Enoch Arden, un melologo giovanile di Richard Strauss, con protagonisti Mariano Rigillo, Anna Teresa Rossini e il pianista Francesco Nicolosi e per la serata conclusiva, gran mattatore Peppe Barra, eccelsa voce recitante della rilettura di Pierino e il lupo di Sergej Profofiev, sostenuto dal Discantus Ensemble diretto da Luigi Grima. Eccolo il mare, lontano eppure già insinuante, tutto risacche e cupo rantolare nel cielo freddo di un villaggio inglese affacciato sul porto. Il giovane Richard Strauss, stregato dal testo di Alfred Tennyson, ne rievoca la sagoma grigia con una scrittura acerba e già spigolosa, tutta veloci pennellate di colore, pudiche nel tratto, quanto iridescenti nell’ ammiccare armonico, perfette per contrappuntare la dolorosa tela della parola. Al pianoforte Francesco Nicolosi, la sua mano sapiente, raffinato padrone di casa della sezione classica che ogni anno dismette l’abito di direttore artistico per assidersi al gran coda, nonchè abituale frequentatore del melologo straussiano, ha rivisitato lo spartito per sottolineare nel passo dimesso e inquieto, negli slanci virili, come nell’ingenuo indugiare, l’anima semplice, la voce autentica del cuore di Enoch. Ad incarnarsi nello spirito del marinaio un Mariano Rigillo in stato di grazia, appassionato burattinaio di una storia a tanti fili, giocata su di un continuo scarto di piani narrativi e sul costante sussulto tra le corde della tenerezza e quelle della disperazione. Sotto il filo della sua parola aggrappata al silenzio, come quella dell’anima femminile affidata ad Anna Teresa Rossini, un pianoforte capace di schizzare ogni spazio interpretativo, sino alla fine, in cui la musica come la parola finiscono per spegnersi, vinte, dall’incombere della morte. Cancelli chiusi alle 21, per eccesso di pubblico a Villa Guariglia il 5 agosto, per la performance di Peppe Barra protagonista di Pierino e il lupo di Sergej Prokofiev. Un concerto che si è trasformato in grande festa estiva con tanto di stands gastronomici e padellate di mazzame fritto, il famoso cuoppo, che crediamo avrebbe dovuto avere un obolo di entrata per evitare eccessiva ressa. Luigi Grima alla guida del Discantus Ensemble ha rinnovato l’incantesimo di perfetta fluidità e trasparenza sonora della musica rotiana che ha inaugurato la serata con i temi de’ Il Padrino, Amarcord e Romeo e Giulietta, coinvolgendo il pubblico presente, prima di attaccare con il sorriso degli strumenti, la leggerezza intesa alla Calvino e per nulla, dunque, sinonimo di superficialità  la favola di Prokofiev. Un binomio quello con Barra il quale non si è certo sottratto ad alcuni, attesissimi “ismi” napoletani, che ha dato prova di una condizione interpretativa ideale, partecipe, ma rilassata e affettuosa, da cui il suono degli strumenti, su tutti il fagotto di Antonello Capone e il trombone di Maurizio Tedesco,  e l’enunciazione, sono scaturiti con naturale, plastica e antica nobiltà. Passerella di papaveri, doni e mazzi di rose prima del trionfo finale di Peppe Barra, che ormai da qualche hanno chiude i suoi spettacoli con “Idillio ‘a ‘mmerda” di Ferdinando Russo e la Vecchia scorticata dalla I giornata del Pentamerone di GiovanBattista Basile.