Carabiniere sul trattore, blitz anti droga

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TORREVECCHIA PIA. Quell’uomo alla guida del trattore con il cappello di paglia in testa non era un contadino ma un carabiniere. Il travestimento era l’unico modo per sorprendere gli spacciatori che, ormai da diverse settimane, incontravano i clienti nelle campagne di Torrevecchia Pia. I militari ci avevano già provato con personale in borghese e auto civili ma le vedette della gang erano sempre riusciti a dare l’allarme in tempo. Le uniche persone di cui gli spacciatori si «fidavano» erano i contadini. Non per un aiuto ma perchè sono una presenza costante nei campi dello spaccio. I carabinieri lo hanno capito e, con lo stratagemma, sono riusciti ad arrestare Aurel Muca, un albanese di 25 anni residente a Magherno. Insieme a lui c’erano due italiani di 23 anni (abitano a Pavia) che sono stati denunciati. Nell’operazione è stato sequestrato un chilo e mezzo di marijuana pronto allo spaccio.

Per raccontare l’indagine bisogna risalire a parecchio tempo fa. Il sindaco di Torrevecchia e i «colleghi» dei paesi vicini avevano ricevuto la segnalazione da diversi agricoltori della presenza di persone sospette nei loro poderi. Nella maggior parte dei casi erano extracomunitari che, quasi ogni giorno, incontravano decine di clienti. Un via vai continuo che non era passato inosservato. I sindaci, a loro volta, avevano avvisato i carabinieri della stazione di Landriano. Erano iniziati i primi appostamenti ma i militari, ben presto, si erano resi conto delle condizioni difficili. Gli spacciatori riconoscevano le auto civetta dei militari e riuscivano a fuggire nelle stradine di campagna. E lo spaccio continuava sia di giorno che di notte. A questo punto i militari del reparto operativo del comando provinciale hanno deciso di cambiare tattica. Si sono resi conto che solo gli agricoltori della zona potevano avvicinarsi agli spacciatori senza destare sospetti. E così hanno fatto.

I militari si sono fatti prestare un trattore da un agricoltore della zona e un giovane carabiniere si è travestito da agricoltore. Ha indossato un grosso cappello e si è mimetizzato con abiti da lavoro dei contadini. Ma alla cintura dei pantaloni teneva una pistola e nascondeva anche una radio per chiamare i colleghi che erano pronti ad intervenire. Il carabiniere-contadino ha visto una Renault Clio che si avvicinava: sopra c’erano tre persone sospette. Così ha lanciato l’allarme con la radio. I colleghi hanno bloccato tutte le strade di accesso al podere e sono intervenuti in forze. Il tunisino e i due italiani sono stati bloccati dopo un breve inseguimento. A bordo della Clio c’era la droga. «E’ la mia, loro non sanno niente», si è autoaccusato Aurel Muca  provincia  pavese

TORREVECCHIA PIA. Quell’uomo alla guida del trattore con il cappello di paglia in testa non era un contadino ma un carabiniere. Il travestimento era l’unico modo per sorprendere gli spacciatori che, ormai da diverse settimane, incontravano i clienti nelle campagne di Torrevecchia Pia. I militari ci avevano già provato con personale in borghese e auto civili ma le vedette della gang erano sempre riusciti a dare l’allarme in tempo. Le uniche persone di cui gli spacciatori si «fidavano» erano i contadini. Non per un aiuto ma perchè sono una presenza costante nei campi dello spaccio. I carabinieri lo hanno capito e, con lo stratagemma, sono riusciti ad arrestare Aurel Muca, un albanese di 25 anni residente a Magherno. Insieme a lui c’erano due italiani di 23 anni (abitano a Pavia) che sono stati denunciati. Nell’operazione è stato sequestrato un chilo e mezzo di marijuana pronto allo spaccio.

Per raccontare l’indagine bisogna risalire a parecchio tempo fa. Il sindaco di Torrevecchia e i «colleghi» dei paesi vicini avevano ricevuto la segnalazione da diversi agricoltori della presenza di persone sospette nei loro poderi. Nella maggior parte dei casi erano extracomunitari che, quasi ogni giorno, incontravano decine di clienti. Un via vai continuo che non era passato inosservato. I sindaci, a loro volta, avevano avvisato i carabinieri della stazione di Landriano. Erano iniziati i primi appostamenti ma i militari, ben presto, si erano resi conto delle condizioni difficili. Gli spacciatori riconoscevano le auto civetta dei militari e riuscivano a fuggire nelle stradine di campagna. E lo spaccio continuava sia di giorno che di notte. A questo punto i militari del reparto operativo del comando provinciale hanno deciso di cambiare tattica. Si sono resi conto che solo gli agricoltori della zona potevano avvicinarsi agli spacciatori senza destare sospetti. E così hanno fatto.

I militari si sono fatti prestare un trattore da un agricoltore della zona e un giovane carabiniere si è travestito da agricoltore. Ha indossato un grosso cappello e si è mimetizzato con abiti da lavoro dei contadini. Ma alla cintura dei pantaloni teneva una pistola e nascondeva anche una radio per chiamare i colleghi che erano pronti ad intervenire. Il carabiniere-contadino ha visto una Renault Clio che si avvicinava: sopra c’erano tre persone sospette. Così ha lanciato l’allarme con la radio. I colleghi hanno bloccato tutte le strade di accesso al podere e sono intervenuti in forze. Il tunisino e i due italiani sono stati bloccati dopo un breve inseguimento. A bordo della Clio c’era la droga. «E’ la mia, loro non sanno niente», si è autoaccusato Aurel Muca  provincia  pavese

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