Positano 15 yacht in rada, forse anche figlio di ministro libanese, ma chi controlla per i rifiuti? VIDEO

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Sono una quindicina gli yacht nella rada di Positano in Costiera amalfitana, alcuni enormi, meno visibili, sono piazzati dietro la Torre di Fornillo che fu di Clavel, sotto il Le Agavi, altri sotto il San Pietro a Laurito, chi verso Amalfi chi verso Sorrento. Sono tantissimi e sul web si è aperta la discussione sui rifiuti partita da Lorenzo Cinque, presidente degli albergatori settore Confindustria dela Campania: “6 agosto 2014, ho contato ben 10 grandi imbarcazioni in rada. Mi domando se sia lecito sapere se hanno impianti di trattamento per le acque reflue augurandoci che almeno ai fini statistici il comune accerti se i rifiuti vengono conferiti al servizio raccolta locale rispettando i regolamenti d’igiene urbana locale. Ipotizzando 20 ospiti a imbarcazione + circa 40 operatori fra ufficiali e collaboratori vari…….. un indotto importante che andrebbe controllato. La speranza però si affievolisce sempre più…” Qualcuno dice che vi sia – oltre ad attori, vip, etc. – anche il figlio di un ministro libanese. Comunque appartenenti ai tutte le nazionalità. Alcuni operatori ci dicono che gli yacht hanno a bordo un sistema di depurazione e che le buste vengoo raccolte, pagando 5 euro l’una al Comune, ma altri invece si trovano le buste depositate sul molo. Da una parte l’interesse ad avere questo turismo di qualità dall’altra i controlli per i rifiuti che poi noi dobbiamo smaltire e pagare. Intanto giungono conferme che a terra molti scarichino la sera impunemente buste di immondizia senza pagare, che fare allora?  Da più parti la volontà di far pagare una tassa in qualche modo, le invasioni via mare e via terra si limiterebbero ma – dice Cinque –  Basterebbe una lettera di benvenuto in darsena e un piccolo vademecum per sbarchi, servizi a terra. Semplicemente far capire che sono benvenuti ma rispettando semplici regole di civiltà. 

Sono una quindicina gli yacht nella rada di Positano in Costiera amalfitana, alcuni enormi, meno visibili, sono piazzati dietro la Torre di Fornillo che fu di Clavel, sotto il Le Agavi, altri sotto il San Pietro a Laurito, chi verso Amalfi chi verso Sorrento. Sono tantissimi e sul web si è aperta la discussione sui rifiuti partita da Lorenzo Cinque, presidente degli albergatori settore Confindustria dela Campania: "6 agosto 2014, ho contato ben 10 grandi imbarcazioni in rada. Mi domando se sia lecito sapere se hanno impianti di trattamento per le acque reflue augurandoci che almeno ai fini statistici il comune accerti se i rifiuti vengono conferiti al servizio raccolta locale rispettando i regolamenti d'igiene urbana locale. Ipotizzando 20 ospiti a imbarcazione + circa 40 operatori fra ufficiali e collaboratori vari…….. un indotto importante che andrebbe controllato. La speranza però si affievolisce sempre più…" Qualcuno dice che vi sia – oltre ad attori, vip, etc. – anche il figlio di un ministro libanese. Comunque appartenenti ai tutte le nazionalità. Alcuni operatori ci dicono che gli yacht hanno a bordo un sistema di depurazione e che le buste vengoo raccolte, pagando 5 euro l'una al Comune, ma altri invece si trovano le buste depositate sul molo. Da una parte l'interesse ad avere questo turismo di qualità dall'altra i controlli per i rifiuti che poi noi dobbiamo smaltire e pagare. Intanto giungono conferme che a terra molti scarichino la sera impunemente buste di immondizia senza pagare, che fare allora?  Da più parti la volontà di far pagare una tassa in qualche modo, le invasioni via mare e via terra si limiterebbero ma – dice Cinque –  Basterebbe una lettera di benvenuto in darsena e un piccolo vademecum per sbarchi, servizi a terra. Semplicemente far capire che sono benvenuti ma rispettando semplici regole di civiltà.