Capri Tornano i falchi pellegrini al Castello Barbarossa: “Ambra” è il primo esemplare a spiccare il volo

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– Villa San Michele e il Centro di Riferimento Regionale per l’Igiene Urbana Veterinaria reintroducono i falchi pellegrini dalla sommità del castello Barbarossa ad Anacapri ribattezzati “Barbarossini”. Le due istituzioni con il sostegno delle amministrazioni di Anacapri e Capri firmeranno un accordo di collaborazione per la reintroduzione dei falchi pellegrini dalle rupi adiacenti al Castello Barbarossa, proprietà della Fondazione Axel Munthe Villa San Michele. Il primo esempio di rilascio di un falco pellegrino avverrà giovedì 7 agosto alle ore 17 alla presenza dei sindaci dei due comuni isolani, del Console Staffan de Mistura, dell’ex vicepresidente del WWF Campania Vincenzo Cavaliere, dei rappresentanti del C.R.I.U.V. (Centro di Riferimento Regionale per l’Igiene Urbana Veterinaria) e del C.R.A.S. (Centro di Recupero Animali Selvatici). Per anni la popolazione dei falchi pellegrini stanziali sull’isola di Capri ha continuato a ridursi per cui la valenza di questa reimmissione in natura serve a favorire l’incremento numerico delle specie selvatiche presenti naturalmente sulla splendida isola azzurra , messe a dura prova, negli ultimi anni, dalla crescente presenza delle specie volatili opportuniste come il Gabbiano Reale del mediterraneo che hanno iniziato a essere particolarmente invasive soprattutto nei confronti di cibo a portata di mano su qualsiasi tavolino di terrazze e bar. Il rilancio dei “Barbarossini” mira a riequilibrare in maniera ecosostenibile la fauna presente sull’isola di Capri e restituire ulteriormente un ruolo di protezione e attività al Castello Barbarossa.
Nello spirito del medico Axel Munthe il gruppo di lavoro di veterinari e ornitologi che fanno capo al dottor Enzo Caputo è orgoglioso di poter partecipare al progetto di salvaguardia della natura e delle specie protette come il falco pellegrino che arriverà direttamente dalle sedi regionali del Criuv e Cras trasportato in scatole di cartone, ritrovato in penisola sorrentina, a cui farà seguito a breve il rilascio di un esemplare maschio della medesima specie. Verrà reimmesso in natura dopo cure specialistiche mediche e riabilitative effettuate presso il CRAS di Napoli, Ambra, un esemplare femmina di Falco Pellegrino (Falco peregrinus) rinvenuto ferito in ambito urbano. Il Falco pellegrino, specie simbolo degli habitat costituiti da pareti rocciose, spesso a picco sul mare, è di sicuro l’animale più veloce esistente, in quanto raggiunge in picchiata una velocità superiore ai 300 Km/h.
L’isola di Capri rappresenta un habitat unico per la vita e il transito di molte specie di uccelli migratori che dall’Africa raggiungono il nord Europa, la penisola scandinava e addirittura la Siberia. Per questo il “Progetto Piccole Isole” che sta realizzando l’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale) vede nell’isola azzurra uno dei luoghi di studio più importanti per la salvaguardia dell’ambiente e della fauna.
Il Console Staffan de Mistura in merito al progetto: “Il Castello Barbarossa e le sue splendide rocce a picco, adiacenti il monte Solaro, possono sempre più tornare a essere un luogo dove specie in diminuzione come i bellissimi e utili falchi pellegrini potranno aiutarci a controllare in maniera ecosostenibile, l’eccessiva audacia e presenza dei gabbiani reali presenti sull’isola. Auguriamo buon lavoro e lunga vita, a nome di tutti gli isolani, ai falchi Barbarossini!”.
INFORMATORE POPOLARE- Villa San Michele e il Centro di Riferimento Regionale per l’Igiene Urbana Veterinaria reintroducono i falchi pellegrini dalla sommità del castello Barbarossa ad Anacapri ribattezzati “Barbarossini”. Le due istituzioni con il sostegno delle amministrazioni di Anacapri e Capri firmeranno un accordo di collaborazione per la reintroduzione dei falchi pellegrini dalle rupi adiacenti al Castello Barbarossa, proprietà della Fondazione Axel Munthe Villa San Michele. Il primo esempio di rilascio di un falco pellegrino avverrà giovedì 7 agosto alle ore 17 alla presenza dei sindaci dei due comuni isolani, del Console Staffan de Mistura, dell’ex vicepresidente del WWF Campania Vincenzo Cavaliere, dei rappresentanti del C.R.I.U.V. (Centro di Riferimento Regionale per l’Igiene Urbana Veterinaria) e del C.R.A.S. (Centro di Recupero Animali Selvatici). Per anni la popolazione dei falchi pellegrini stanziali sull’isola di Capri ha continuato a ridursi per cui la valenza di questa reimmissione in natura serve a favorire l’incremento numerico delle specie selvatiche presenti naturalmente sulla splendida isola azzurra , messe a dura prova, negli ultimi anni, dalla crescente presenza delle specie volatili opportuniste come il Gabbiano Reale del mediterraneo che hanno iniziato a essere particolarmente invasive soprattutto nei confronti di cibo a portata di mano su qualsiasi tavolino di terrazze e bar. Il rilancio dei “Barbarossini” mira a riequilibrare in maniera ecosostenibile la fauna presente sull’isola di Capri e restituire ulteriormente un ruolo di protezione e attività al Castello Barbarossa.
Nello spirito del medico Axel Munthe il gruppo di lavoro di veterinari e ornitologi che fanno capo al dottor Enzo Caputo è orgoglioso di poter partecipare al progetto di salvaguardia della natura e delle specie protette come il falco pellegrino che arriverà direttamente dalle sedi regionali del Criuv e Cras trasportato in scatole di cartone, ritrovato in penisola sorrentina, a cui farà seguito a breve il rilascio di un esemplare maschio della medesima specie. Verrà reimmesso in natura dopo cure specialistiche mediche e riabilitative effettuate presso il CRAS di Napoli, Ambra, un esemplare femmina di Falco Pellegrino (Falco peregrinus) rinvenuto ferito in ambito urbano. Il Falco pellegrino, specie simbolo degli habitat costituiti da pareti rocciose, spesso a picco sul mare, è di sicuro l’animale più veloce esistente, in quanto raggiunge in picchiata una velocità superiore ai 300 Km/h.
L’isola di Capri rappresenta un habitat unico per la vita e il transito di molte specie di uccelli migratori che dall’Africa raggiungono il nord Europa, la penisola scandinava e addirittura la Siberia. Per questo il “Progetto Piccole Isole” che sta realizzando l’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale) vede nell’isola azzurra uno dei luoghi di studio più importanti per la salvaguardia dell’ambiente e della fauna.
Il Console Staffan de Mistura in merito al progetto: “Il Castello Barbarossa e le sue splendide rocce a picco, adiacenti il monte Solaro, possono sempre più tornare a essere un luogo dove specie in diminuzione come i bellissimi e utili falchi pellegrini potranno aiutarci a controllare in maniera ecosostenibile, l’eccessiva audacia e presenza dei gabbiani reali presenti sull’isola. Auguriamo buon lavoro e lunga vita, a nome di tutti gli isolani, ai falchi Barbarossini!”.
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