Tra arte e natura, l’Accademia delle Belle Arti di Napoli presente al “Faito Doc Festival”

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di Claudia Esposito Vico Equense – Nell’ambito della settima edizione del “Faito Doc Festival” in corso di svolgimento fino a sabato 9 agosto, due eventi da non perdere per gli amanti della cultura e della natura, in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Giovedì 7 agosto, dalle ore 21, nella faggeta secolare delle neviere basse, a Campo del Pero, ci sarà una performance artistica notturna di straordinaria suggestione. Nella magia del bosco di notte, immersi tra natura e arte, i giovani dell’Accademia metteranno in scena “L’arte di sognare: il bosco”. Il progetto, realizzato dal laboratorio di tecniche performative dell’accademia partenopea, coordinato dal docente Enzo Palumbo, si delinea attraverso un racconto onirico di carattere verbale. La suggestione narrativa trae spunto dal delicato equilibrio tecnologico-organico da cui scaturisce un intreccio di suoni, visioni, richiami evocativi che rimandano a segni, creature del bosco e presenze che, attraversando l’intricata vegetazione, scandiscono ritmi restituiti alla notte. Nella stessa sera, alla terrazza del bar Belvedere, dalle 20.30, saranno anche proiettati, cortometraggi realizzati dall’accademia partenopea sul tema dell’empatia, filo conduttore della settima edizione del festival. Sabato 9 agosto, giornata conclusiva della rassegna, dalle 13, passeggiata naturalistica in località “La lontra” guidata da Ferdinando Fontanella, naturalista appassionato e profondo conoscitore dei faggi patriarchi e delle meraviglie di Monte Faito. Quegli stessi faggi che il prossimo autunno saranno censiti, geolocalizzati e mappati grazie al progetto “Dendron Cronos” promosso dal Parco dei Monti Lattari con la partecipazione del Comune di Vico Equense e della Regione Campania. Un’operazione che vedrà coinvolta un’equipe internazionale di quattro studiosi del «Deutsches Archäologisches Institut», l’Istituto archeologico germanico di Berlino, oltre allo stesso naturalista Fontanella. Sempre nel corso della passeggiata di sabato, Tommaso Tucillo, attore, pianista e tenore interpreterà una miscellanea di poesie paesaggistiche che vedranno come protagonista assoluto lo scenario del monte Faito, nell’intento di valorizzarne l’ambiente e di accompagnarne il percorso topografico, con uno spirito di partecipazione e compenetrazione emozionale alla bellezza naturale. Nel corso della passeggiata il pubblico scoprirà l’opera di Land Art di Eduardo Longo e Bianca Sannolo Rispoli (Hodselle), artisti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Partendo da uno studio della geografia del bosco e dalla ricerca del luogo idoneo per la sua realizzazione, gli artisti, grazie a elementi riciclati, reinterpretaranno il perfetto equilibrio formale della natura giocando con le molteplici caratteristiche tattili e cromatiche della materia. Seguendo un percorso segnico e cromatico, daranno vita ad una composizione geometrica che parte da un disegno ideale, ma flessibile ed aperta nell’intersezione con l’ambiente esterno, senza comprometterne l’equilibrio. Nemié Diaz Santos, poetessa, regista e attrice cubana si metterà invece nella pelle di Timerlo, gnomo nemico dell’igiene che, sporcandosi, diventa di carattere sempre più difficile. Intrappolato in una pozza, Timerlo conoscerà la calma scoprendo i suoni del bosco. La passeggiata naturalistica e artistica si concluderà ai piedi delle neviere, nella cattedrale naturale dei Faggi dove Aram Kerovpyan, maestro cantore armeno di Parigi, e Murat Iclinalca, cantore di Istanbul, ci immergeranno in alcuni canti liturgici armeni ancestrali. Un’esibizione che avviene in vista del centenario del genocidio degli Armeni, che sarà celebrato il prossimo anno. “Il festival – spiega l’assessore Antonio Di Martino – si rinnova e cresce come evento culturale, confermando il respiro internazionale che ci compiace come amministratori pubblici e come cittadini. Se a queste caratteristiche si aggiunge un crescendo di occasioni legate alla natura e all’arte, la suggestione diventa palese e appassionante. Da quest’anno, poi, siamo inseriti anche nell’importante circuito turistico regionale ispirato ai Gran Tour Rinascimentali. La scelta dell’Empatia quale tema della settima edizione – continua Di Martino – calata nella superba realtà naturalistica del Monte Faito, assume una singolare connotazione in sinergia con la natura, l’ambiente e l’ecosistema. Ma tra tutte le definizioni personalmente preferisco quella di “creazione”. Per questo io sostengo che grazie a tutti gli amici del Faito Doc Festival, a Nathalie, Marika, Turi e al loro lavoro, potremo vivere in “empatia” con la “creazione” e sentire il respiro di Dio”. “L’Accademia – spiega Aurora Spinosa, direttrice dell’istituto partenopeo – incontra quest’anno il Faito Doc Festival, rassegna tematica di cinema documentario. Nel segno dell’empatia, tema prescelto per la settima edizione, la sinergia creatasi tra Accademia e Festival ha prodotto numerose collaborazioni e progetti, coinvolgenti sia docenti che studenti. Un’intesa feconda e stimolante che punta a rinnovarsi e perfezionarsi anche in futuro, nel nome di una comune sensibilità che unisca creatività e attenzione all’ambiente”. 

di Claudia Esposito Vico Equense – Nell’ambito della settima edizione del “Faito Doc Festival” in corso di svolgimento fino a sabato 9 agosto, due eventi da non perdere per gli amanti della cultura e della natura, in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Giovedì 7 agosto, dalle ore 21, nella faggeta secolare delle neviere basse, a Campo del Pero, ci sarà una performance artistica notturna di straordinaria suggestione. Nella magia del bosco di notte, immersi tra natura e arte, i giovani dell’Accademia metteranno in scena “L’arte di sognare: il bosco”. Il progetto, realizzato dal laboratorio di tecniche performative dell’accademia partenopea, coordinato dal docente Enzo Palumbo, si delinea attraverso un racconto onirico di carattere verbale. La suggestione narrativa trae spunto dal delicato equilibrio tecnologico-organico da cui scaturisce un intreccio di suoni, visioni, richiami evocativi che rimandano a segni, creature del bosco e presenze che, attraversando l’intricata vegetazione, scandiscono ritmi restituiti alla notte. Nella stessa sera, alla terrazza del bar Belvedere, dalle 20.30, saranno anche proiettati, cortometraggi realizzati dall’accademia partenopea sul tema dell’empatia, filo conduttore della settima edizione del festival. Sabato 9 agosto, giornata conclusiva della rassegna, dalle 13, passeggiata naturalistica in località “La lontra” guidata da Ferdinando Fontanella, naturalista appassionato e profondo conoscitore dei faggi patriarchi e delle meraviglie di Monte Faito. Quegli stessi faggi che il prossimo autunno saranno censiti, geolocalizzati e mappati grazie al progetto “Dendron Cronos” promosso dal Parco dei Monti Lattari con la partecipazione del Comune di Vico Equense e della Regione Campania. Un’operazione che vedrà coinvolta un’equipe internazionale di quattro studiosi del «Deutsches Archäologisches Institut», l’Istituto archeologico germanico di Berlino, oltre allo stesso naturalista Fontanella. Sempre nel corso della passeggiata di sabato, Tommaso Tucillo, attore, pianista e tenore interpreterà una miscellanea di poesie paesaggistiche che vedranno come protagonista assoluto lo scenario del monte Faito, nell’intento di valorizzarne l’ambiente e di accompagnarne il percorso topografico, con uno spirito di partecipazione e compenetrazione emozionale alla bellezza naturale. Nel corso della passeggiata il pubblico scoprirà l'opera di Land Art di Eduardo Longo e Bianca Sannolo Rispoli (Hodselle), artisti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Partendo da uno studio della geografia del bosco e dalla ricerca del luogo idoneo per la sua realizzazione, gli artisti, grazie a elementi riciclati, reinterpretaranno il perfetto equilibrio formale della natura giocando con le molteplici caratteristiche tattili e cromatiche della materia. Seguendo un percorso segnico e cromatico, daranno vita ad una composizione geometrica che parte da un disegno ideale, ma flessibile ed aperta nell'intersezione con l'ambiente esterno, senza comprometterne l'equilibrio. Nemié Diaz Santos, poetessa, regista e attrice cubana si metterà invece nella pelle di Timerlo, gnomo nemico dell’igiene che, sporcandosi, diventa di carattere sempre più difficile. Intrappolato in una pozza, Timerlo conoscerà la calma scoprendo i suoni del bosco. La passeggiata naturalistica e artistica si concluderà ai piedi delle neviere, nella cattedrale naturale dei Faggi dove Aram Kerovpyan, maestro cantore armeno di Parigi, e Murat Iclinalca, cantore di Istanbul, ci immergeranno in alcuni canti liturgici armeni ancestrali. Un’esibizione che avviene in vista del centenario del genocidio degli Armeni, che sarà celebrato il prossimo anno. “Il festival – spiega l’assessore Antonio Di Martino – si rinnova e cresce come evento culturale, confermando il respiro internazionale che ci compiace come amministratori pubblici e come cittadini. Se a queste caratteristiche si aggiunge un crescendo di occasioni legate alla natura e all’arte, la suggestione diventa palese e appassionante. Da quest’anno, poi, siamo inseriti anche nell’importante circuito turistico regionale ispirato ai Gran Tour Rinascimentali. La scelta dell’Empatia quale tema della settima edizione – continua Di Martino – calata nella superba realtà naturalistica del Monte Faito, assume una singolare connotazione in sinergia con la natura, l’ambiente e l’ecosistema. Ma tra tutte le definizioni personalmente preferisco quella di “creazione”. Per questo io sostengo che grazie a tutti gli amici del Faito Doc Festival, a Nathalie, Marika, Turi e al loro lavoro, potremo vivere in “empatia” con la “creazione” e sentire il respiro di Dio”. “L'Accademia – spiega Aurora Spinosa, direttrice dell’istituto partenopeo – incontra quest'anno il Faito Doc Festival, rassegna tematica di cinema documentario. Nel segno dell’empatia, tema prescelto per la settima edizione, la sinergia creatasi tra Accademia e Festival ha prodotto numerose collaborazioni e progetti, coinvolgenti sia docenti che studenti. Un'intesa feconda e stimolante che punta a rinnovarsi e perfezionarsi anche in futuro, nel nome di una comune sensibilità che unisca creatività e attenzione all'ambiente”.