Costiera amalfitana l ‘Asl non gli erogava medicina salva vita condannata dal Giudice

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Sarà l’Asl di Salerno a dover assicurare l’immediata erogazione di un farmaco salva vita a Giuseppe (lo chiameremo così per ovvi motivi di privacy) paziente della Costiera amalfitana .  Con l’ordinanza del 1 agosto scorso, del giudice sezione lavoro di Salerno, Anna Maria Lionetti, si è chiusa la triste vicenda che ha come protagonista un malato, «affetto – come spiegano i suoi legali – da una gravissima patologia tumorale, per il cui trattamento era insufficiente la terapia chemioterapica», a cui era stato prescritto, lo scorso giugno, dall’Istituto nazionale tumori di Napoli “Fondazione G. Pascale”, un farmaco di fascia C, non negoziato e costosissimo (basti pensare che il prezzo da capogiro si aggira intorno a diverse migliaia di euro a pillola). Ripercorriamo per tappe la sua storia. Alla richiesta di erogazione, l’Asl ha posto il suo diniego, rifiutando la fornitura del farmaco, Stivarga 40. Costretto dalla necessità, il signor Giuseppe si è rivolto agli avvocati del Foro salernitano, Agostino Amendola e Francesco Cartolano, i quali hanno provveduto a depositare, in data 25 luglio, il ricorso (ex art. 700, Cpc) davanti al giudice del lavoro di Salerno, competente in materia, perché ordinasse all’azienda ospedaliera l’erogazione del farmaco salva vita. Il successivo 30 luglio, giorno dell’udienza di discussione, l’Asl si è costituita in giudizio – come spiegano gli avvocati – «non contestando la sussistenza della patologia del malato, eccependo, tuttavia, che ai sensi della delibera della giunta regionale Campania n. 43/10, tale farmaco non poteva venire dispensato dall’Asl bensì solo dalla farmacia ospedaliera dell’Istituto nazionale tumori di Napoli “Fondazione G. Pascale”». Una tesi, quella sostenuta dall’azienda ospedaliera, quantomeno «singolare» e, peraltro, come precisano ancora i legali del signor Giuseppe, «non conforme al dictum della suddetta delibera di giunta regionale che individua le farmacie ospedaliere quali soggetti deputati alla sola, mera, materiale erogazione, laddove è l’Asl a rimanere la responsabile di tutto il procedimento». Il giudice del lavoro di Salerno ha perciò stabilito, con un’ordinanza del 1 agosto, alla luce dell’art. 32 della Costituzione, «che riconosce e garantisce il diritto alla salute come fondamentale diritto dell’individuo», che sia l’Asl a provvedere e ad «assicurare l’immediata erogazione del farmaco». «La domanda -scrive il giudice nell’ordinanza – va dunque, accolta e, per l’effetto, è ordinato all’Asl di Salerno in persona del legale rappresentante p.t., di assicurare l’immediata erogazione ad esso ricorrente del medicinale Stivarga 40 secondo le modalità e la durata individuate dal medico prescrittore».

Sarà l’Asl di Salerno a dover assicurare l’immediata erogazione di un farmaco salva vita a Giuseppe (lo chiameremo così per ovvi motivi di privacy) paziente della Costiera amalfitana .  Con l’ordinanza del 1 agosto scorso, del giudice sezione lavoro di Salerno, Anna Maria Lionetti, si è chiusa la triste vicenda che ha come protagonista un malato, «affetto – come spiegano i suoi legali – da una gravissima patologia tumorale, per il cui trattamento era insufficiente la terapia chemioterapica», a cui era stato prescritto, lo scorso giugno, dall’Istituto nazionale tumori di Napoli “Fondazione G. Pascale”, un farmaco di fascia C, non negoziato e costosissimo (basti pensare che il prezzo da capogiro si aggira intorno a diverse migliaia di euro a pillola). Ripercorriamo per tappe la sua storia. Alla richiesta di erogazione, l’Asl ha posto il suo diniego, rifiutando la fornitura del farmaco, Stivarga 40. Costretto dalla necessità, il signor Giuseppe si è rivolto agli avvocati del Foro salernitano, Agostino Amendola e Francesco Cartolano, i quali hanno provveduto a depositare, in data 25 luglio, il ricorso (ex art. 700, Cpc) davanti al giudice del lavoro di Salerno, competente in materia, perché ordinasse all’azienda ospedaliera l’erogazione del farmaco salva vita. Il successivo 30 luglio, giorno dell’udienza di discussione, l’Asl si è costituita in giudizio – come spiegano gli avvocati – «non contestando la sussistenza della patologia del malato, eccependo, tuttavia, che ai sensi della delibera della giunta regionale Campania n. 43/10, tale farmaco non poteva venire dispensato dall’Asl bensì solo dalla farmacia ospedaliera dell’Istituto nazionale tumori di Napoli “Fondazione G. Pascale”». Una tesi, quella sostenuta dall’azienda ospedaliera, quantomeno «singolare» e, peraltro, come precisano ancora i legali del signor Giuseppe, «non conforme al dictum della suddetta delibera di giunta regionale che individua le farmacie ospedaliere quali soggetti deputati alla sola, mera, materiale erogazione, laddove è l’Asl a rimanere la responsabile di tutto il procedimento». Il giudice del lavoro di Salerno ha perciò stabilito, con un’ordinanza del 1 agosto, alla luce dell’art. 32 della Costituzione, «che riconosce e garantisce il diritto alla salute come fondamentale diritto dell’individuo», che sia l’Asl a provvedere e ad «assicurare l’immediata erogazione del farmaco». «La domanda -scrive il giudice nell'ordinanza – va dunque, accolta e, per l'effetto, è ordinato all'Asl di Salerno in persona del legale rappresentante p.t., di assicurare l'immediata erogazione ad esso ricorrente del medicinale Stivarga 40 secondo le modalità e la durata individuate dal medico prescrittore».