SORRENTO FILOTACCA PIAZZA LAURO. DONADIO “COLPO AL CUORE ANCHE PER ME” APREDA “SCIACALLI”

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Sorrento e la Penisola sorrentina sconvolte per il taglio della Filotacca in Piazza Lauro, ma questa era stata monitorata e, dopo aver ferito una ragazza, non si poteva salvare. A replicare alla marea di accuse il capoufficio tecnico e l’assessore Apreda sulle pagine di Metropolis a firma di Salvatore Dare . «Tagliare l’albero è stato un colpo al cuore anche per me, l’abbiamo fatto con amarezza ma consapevoli di essere intervenuti per la sicurezza». A dirlo è Alfonso Donadio, ingegnere capo dell’ufficio tecnico del Comune di Sorrento. Che a mente fredda decide di intervenire sulla capitozzatura della storica fitolacca di piazza Angelina Lauro che tanto scalpore ha suscitato nella giornata di ieri. Protestano cittadini e ambientalisti mentre l’amministrazione si difende. «Rispedisco al mittente le accuse, abbiamo operato con trasparenza e con senso del dovere – dichiara Donadio -. Siamo sereni perché la vita dei cittadini è una priorità assoluta da difendere senza alcun indugio. C’è una perizia, molto chiara, redatta da uno stimato e competente professionista agronomo che ha sentenziato che purtroppo la pianta era malata e poteva cadere da un momento all’altro. Non avrei mai voluto predisporre gli atti che hanno portato a quest’intervento che sicuramente non ci fa né esultare né ci fa sorridere. Ma a mio avviso se a rischiare la vita è una persona e il Comune non fa nulla per evitare le tragedie allora solo a quel punto davvero ci troveremmo dinanzi a una situazione sconcertante».

«Il Comune ha operato al meglio. Da quell’albero un anno e mezzo fa si staccò un ramo: per poco una donna non perse la vita. Avviammo un monitoraggio per salvare la pianta, ma quando l’agronomo ci ha detto che la situazione era rischiosa, a malincuore siamo intervenuti». Raffaele Apreda è un fiume in piena. L’assessore del Comune di Sorrento – già titolare della delega al verde pubblico – rispedisce al mittente le polemiche. Rompe il silenzio delle ultime ore sul caso dell’albero-simbolo di piazza Angelina Lauro decapitato perché giudicato a rischio sicurezza da un agronomo esterno incaricato dall’ente di valutare lo stato della fitolacca. «La pianta – evidenzia Apreda – è stata monitorata dopo lo schianto di un ramo che stava per uccidere una donna. Se volevamo deliberatamente abbatterla l’avremmo fatto allora. Abbiamo tentato di salvarla. Ma la relazione del nostro agronomo ha detto che era malata. A questo punto si è intervenuti. Purtroppo ci sono sciacalli che vogliono strumentalizzare la vicenda e trarne vantaggio, per trovare possibilità di incamerare consenso per le prossime elezioni. Molti parlano a vanvera e senza avere elementi. Non ci ha fatto piacere tagliare l’albero ma era necessario. Se ci fosse stato un cedimento e qualcuno sarebbe morto chi ne avrebbe risposto? E’ facile parlare senza avere responsabilità. Sono stato oggetto di sfottò e offese, in questo caso gli insulti qualificano le persone che me li hanno rivolti. Questi personaggi non meritano risposte se non quelle che darò alle prossime elezioni».

 

Sorrento e la Penisola sorrentina sconvolte per il taglio della Filotacca in Piazza Lauro, ma questa era stata monitorata e, dopo aver ferito una ragazza, non si poteva salvare. A replicare alla marea di accuse il capoufficio tecnico e l'assessore Apreda sulle pagine di Metropolis a firma di Salvatore Dare . «Tagliare l’albero è stato un colpo al cuore anche per me, l’abbiamo fatto con amarezza ma consapevoli di essere intervenuti per la sicurezza». A dirlo è Alfonso Donadio, ingegnere capo dell’ufficio tecnico del Comune di Sorrento. Che a mente fredda decide di intervenire sulla capitozzatura della storica fitolacca di piazza Angelina Lauro che tanto scalpore ha suscitato nella giornata di ieri. Protestano cittadini e ambientalisti mentre l’amministrazione si difende. «Rispedisco al mittente le accuse, abbiamo operato con trasparenza e con senso del dovere – dichiara Donadio -. Siamo sereni perché la vita dei cittadini è una priorità assoluta da difendere senza alcun indugio. C’è una perizia, molto chiara, redatta da uno stimato e competente professionista agronomo che ha sentenziato che purtroppo la pianta era malata e poteva cadere da un momento all’altro. Non avrei mai voluto predisporre gli atti che hanno portato a quest’intervento che sicuramente non ci fa né esultare né ci fa sorridere. Ma a mio avviso se a rischiare la vita è una persona e il Comune non fa nulla per evitare le tragedie allora solo a quel punto davvero ci troveremmo dinanzi a una situazione sconcertante».

«Il Comune ha operato al meglio. Da quell’albero un anno e mezzo fa si staccò un ramo: per poco una donna non perse la vita. Avviammo un monitoraggio per salvare la pianta, ma quando l’agronomo ci ha detto che la situazione era rischiosa, a malincuore siamo intervenuti». Raffaele Apreda è un fiume in piena. L’assessore del Comune di Sorrento – già titolare della delega al verde pubblico – rispedisce al mittente le polemiche. Rompe il silenzio delle ultime ore sul caso dell’albero-simbolo di piazza Angelina Lauro decapitato perché giudicato a rischio sicurezza da un agronomo esterno incaricato dall’ente di valutare lo stato della fitolacca. «La pianta – evidenzia Apreda – è stata monitorata dopo lo schianto di un ramo che stava per uccidere una donna. Se volevamo deliberatamente abbatterla l’avremmo fatto allora. Abbiamo tentato di salvarla. Ma la relazione del nostro agronomo ha detto che era malata. A questo punto si è intervenuti. Purtroppo ci sono sciacalli che vogliono strumentalizzare la vicenda e trarne vantaggio, per trovare possibilità di incamerare consenso per le prossime elezioni. Molti parlano a vanvera e senza avere elementi. Non ci ha fatto piacere tagliare l’albero ma era necessario. Se ci fosse stato un cedimento e qualcuno sarebbe morto chi ne avrebbe risposto? E’ facile parlare senza avere responsabilità. Sono stato oggetto di sfottò e offese, in questo caso gli insulti qualificano le persone che me li hanno rivolti. Questi personaggi non meritano risposte se non quelle che darò alle prossime elezioni».

 

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