Castellammare di Stabia. Parcheggiatori abusivi: blitz, controlli e multe nella località balneare di Pozzano

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Castellammare di Stabia. Rivoluzione sulla strada statale sorrentina: stop ai parcheggi abusivi nella località balneare di Pozzano. I carabinieri hanno attivato un servizio di controllo nei pressi delle spiagge libere stabiesi, lì dove per anni i parcheggiatori l’hanno fatta da padrone, incastrando automobili e motocicli con guadagni da capogiro a scapito della viabilità e della sicurezza stradale. L’iniziativa è stata preceduta da un blitz delle forze dell’ordine che ha portato alla segnalazione all’autorità giudiziaria e alla conseguente sanzione amministrativa di circa mille euro per dodici persone. L’area è quindi stata completamente sgomberata e nel tratto che da via Acton porta alla statale 145 da alcuni giorni è presente solamente una pattuglia dei carabinieri della compagnia di Castellammare. I militari presidieranno l’area per tutta l’estate e nei fine settimana verranno supportati dagli agenti della polizia municipale stabiese. È da tempo che le forze dell’ordine tengono d’occhio la situazione nell’area di Pozzano, soprattutto dopo che un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Napoli rivelò che l’attività di parcheggio abusivo lungo le vie del mare era gestita direttamente dalla criminalità organizzata locale e, in particolare, dal clan camorristico dei D’Alessandro. Un business da migliaia di euro al giorno che causò anche l’omicidio di un parcheggiatore nell’estate del 2009, con la cosca decisa a controllare tutti i parcheggi. Negli ultimi anni gli abusivi hanno continuato ad operare nonostante i dissuasori della sosta installati su alcuni tratti di strada utilizzando qualsiasi stratagemma per intascare anche cinque euro al giorno a veicolo. Lo Stato ha quindi deciso di riprendersi la sorrentina, ma gli «storici» parcheggiatori restano sempre sul chi va là: sembra, infatti, che ogni giorno di buonora scatti una sorta di ronda di persone a bordo di motorini con l’obiettivo, molto probabilmente, di verificare la presenza o meno delle forze dell’ordine. Più volte negli ultimi anni le amministrazioni comunali hanno cercato di fermare i parcheggiatori con l’installazione, come già accennato, di paletti e dissuasori. L’allora sindaco Luigi Bobbio cercò di frenare il fenomeno anche con l’apertura del parcheggio nei pressi delle Antiche Terme con l’attivazione di un servizio navetta verso Pozzano. In quel periodo avvenne anche uno degli episodi più eclatanti: la polizia municipale identificò due uomini in corso De Gasperi, denunciandoli come parcheggiatori abusivi. Poche ore dopo una decina di persone, poi identificate come familiari dei parcheggiatori segnalati, forzarono il cordone di protezione del Comune, sfondando porte, aggredendo vigili urbani e urlando minacce. Da segnalare, inoltre, che la scorsa settimana guardia costiera e carabinieri hanno effettuato un’operazione contro gli abusi sulle spiagge libere, dove alcune persone si erano difatti impossessati del litorale creando una vera e propria concessione illegale, priva di tutti gli apprestamenti di emergenza e delle dotazioni prescritte dalla vigente ordinanza di sicurezza balneare. (Francesco Ferrigno – Il Mattino)

Castellammare di Stabia. Rivoluzione sulla strada statale sorrentina: stop ai parcheggi abusivi nella località balneare di Pozzano. I carabinieri hanno attivato un servizio di controllo nei pressi delle spiagge libere stabiesi, lì dove per anni i parcheggiatori l’hanno fatta da padrone, incastrando automobili e motocicli con guadagni da capogiro a scapito della viabilità e della sicurezza stradale. L’iniziativa è stata preceduta da un blitz delle forze dell’ordine che ha portato alla segnalazione all’autorità giudiziaria e alla conseguente sanzione amministrativa di circa mille euro per dodici persone. L’area è quindi stata completamente sgomberata e nel tratto che da via Acton porta alla statale 145 da alcuni giorni è presente solamente una pattuglia dei carabinieri della compagnia di Castellammare. I militari presidieranno l’area per tutta l’estate e nei fine settimana verranno supportati dagli agenti della polizia municipale stabiese. È da tempo che le forze dell’ordine tengono d’occhio la situazione nell’area di Pozzano, soprattutto dopo che un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Napoli rivelò che l’attività di parcheggio abusivo lungo le vie del mare era gestita direttamente dalla criminalità organizzata locale e, in particolare, dal clan camorristico dei D’Alessandro. Un business da migliaia di euro al giorno che causò anche l’omicidio di un parcheggiatore nell’estate del 2009, con la cosca decisa a controllare tutti i parcheggi. Negli ultimi anni gli abusivi hanno continuato ad operare nonostante i dissuasori della sosta installati su alcuni tratti di strada utilizzando qualsiasi stratagemma per intascare anche cinque euro al giorno a veicolo. Lo Stato ha quindi deciso di riprendersi la sorrentina, ma gli «storici» parcheggiatori restano sempre sul chi va là: sembra, infatti, che ogni giorno di buonora scatti una sorta di ronda di persone a bordo di motorini con l’obiettivo, molto probabilmente, di verificare la presenza o meno delle forze dell’ordine. Più volte negli ultimi anni le amministrazioni comunali hanno cercato di fermare i parcheggiatori con l’installazione, come già accennato, di paletti e dissuasori. L’allora sindaco Luigi Bobbio cercò di frenare il fenomeno anche con l’apertura del parcheggio nei pressi delle Antiche Terme con l’attivazione di un servizio navetta verso Pozzano. In quel periodo avvenne anche uno degli episodi più eclatanti: la polizia municipale identificò due uomini in corso De Gasperi, denunciandoli come parcheggiatori abusivi. Poche ore dopo una decina di persone, poi identificate come familiari dei parcheggiatori segnalati, forzarono il cordone di protezione del Comune, sfondando porte, aggredendo vigili urbani e urlando minacce. Da segnalare, inoltre, che la scorsa settimana guardia costiera e carabinieri hanno effettuato un’operazione contro gli abusi sulle spiagge libere, dove alcune persone si erano difatti impossessati del litorale creando una vera e propria concessione illegale, priva di tutti gli apprestamenti di emergenza e delle dotazioni prescritte dalla vigente ordinanza di sicurezza balneare. (Francesco Ferrigno – Il Mattino)