Costa Concordia, missione compiuta. Renzi: “Impresa mai vista”. Scheda e cronologia

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“Missione compiuta” – di Chiara Carenini – Ore 11.49 di domenica: il relitto di Costa Concordia, trascinato da due rimorchiatori Svezia e Spagna, doppia il faro rosso della Foranea, nel porto di Voltri-Prà. In tanti la guardano sfilare piano, a meno di un nodo di velocità, una vecchia signora che sa di morire sorretta negli ultimi metri da braccia forti, salutata da un unico colpo di sirena. Un addio, per la nave da crociera più grande del mondo, il cui ultimo viaggio ha il doppio significato del dramma e del miracolo, che si è svolto sotto gli occhi di uomini delle istituzioni, di tecnici e di semplici curiosi che questa volta hanno dormito in tenda e si sono ammassati sulla costa non per sbirciare il dramma ma per ammirare la grande abilità dell’uomo di inventare, creare e risolvere. Concordia, missione compiuta.

La nave è tornata a casa, in quella casa dove è nata e dove ha incontrato il mare, dove adesso subirà la sua estrema metamorfosi, cedendo ad altri tutto ciò che può rinascere ubbidendo così al principio per cui nulla si crea e nulla si distrugge. Al suo ultimo viaggio hanno partecipato in tanti, a partire da Nick Sloane, salvage master della Titan Micoperi che è stato regista di un vero e proprio miracolo, agli ingegneri che hanno reso possibile la magia di sollevare una massa di 87.196 tonnellate e di renderla capace di affrontare 200 miglia in navigazione e che ora si commuovono vedendo il gigante moribondo tornare in porto, agli uomini dei Rimorchiatori che poco dopo l’alba hanno ‘preso in consegna’ il relitto dai rimorchiatori oceanici a due miglia dal porto di Voltri per trascinarlo dentro il canale della diga Foranea senza che la rotta subisse il minimo scarto. Le luci nell’unità di crisi della Capitaneria di porto, dove si trova l’ammiraglio Vincenzo Melone, non si sono spente mai. Con gli uomini della Guardia Costiera c’è il prefetto Franco Gabrielli, capo della Protezione civile e il ministro per l’ambiente Galletti che seguono con il sofisticato sistema di rilevazione Perseus la navigazione della Concordia.

Alle 6 del mattino, il capo dei piloti di Genova Giovanni Lettich sale a bordo del relitto. E’ il segnale che è arrivato il momento di ‘salutare’ Resolve e Blizzard, i due potenti mezzi oceanici che hanno trascinato fin qui quella nave fantasma. Poco prima delle 7 anche l’ad di Costa Crociere Michael Thamm sale sulla Concordia “per dire grazie a Sloane”. La tramontana tocca i 20 nodi, rallenta le operazioni di sgancio dagli oceanici e di aggancio dei rimorchiatori leggeri ma ‘cade’ alle 10. Agganciata dai genovesi alle 10.28 la grande nave comincia l’evoluzione. Alle 11,17 la prua di Concordia è posizionata a Ponente. A poppavia ci sono i rimorchiatori Spagna e Svezia che cominciano a trainare la nave verso l’imboccatura della Foranea alla velocità di 0,3 nodi. L’ultimo viaggio di Concordia è lento, estenuante. Il mondo segue, attraverso le televisioni, l’epilogo estenuante di una storia triste ed extra ordinaria. Alle 11.49, accolta dal lugubre colpo di sirena di una portacontainer, Concordia doppia il primo faro della Foranea. Tecnicamente è in porto. “E’ il momento della gratitudine per chi ha fatto l’impresa. La qualità straordinaria di tante persone ha riportato qua la nave dopo l’errore di qualcuno” ha detto il premier Matteo Renziarrivato in porto al termine del viaggio di Concordia accolto dai ministri Galletti e Pinotti. “Non c’è possibilità di essere felici quando si chiude una vicenda che ha portato a 33 morti – ha detto ancora -. E’ il giorno del ricordo delle vittime e della gratitudine agli abitanti del Giglio e non è il giorno della conclusione di questa storia, ma è un nuovo inizio”. E un pensiero particolare va anche al capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, che a sua volta ha ringraziato tutti coloro che lo hanno aiutato in questi anni e si è tolto più di un sassolino dalle scarpe. Concordia viene ormeggiata alle 16.42, ora della fine del suo ‘miglio verde’.

La corrispondenza AUDIO dell’inviato ANSA Matteo Guidelli

 

Renzi: ”E’ stata un’impresa, ma non a lieto fine”

La conclusione della tormentata vicenda di Costa Concordia segna una “impresa straordinaria” che sembrava impossibile ma oggi non e’ giorno di “passerelle” e di festeggiamenti ma del ricordo e del ringraziamento. Il premier Matteo Renzi ha voluto essere presente alla conclusione delle operazioni per mettere in sicurezza la grande nave ferita per esprimere il ringraziamento a “tutti i servitori dello Stato, alle forze armate, alla Protezione civile, ai volontari, agli abitanti del Giglio, a tutto il ‘pubblico'”. Una impresa che, ha sottolineato il premier, arrivato a Genova con moglie e figli, segna una conclusione che “non è una conclusione ma un nuovo inizio perche’ ci si porta nel cuore un dolore che non può essere cicatrizzato come tutte le tragedie che si potevano evitare. Se un errore di qualcuno crea un danno c’è però una comunità in grado di rimettere in moto la speranza”, ha detto Renzi che ha più volte espresso il suo riconoscimento nei confronti di tutti coloro che sono stati coinvolti nella lunga e complessa operazione per portare via Concordia dal Giglio, mettendo da parte una retorica “stantia e noiosa” che a volte, ha osservato, ha riguardato anche “la rottamazione”, per dire oggi non “missione compiuta, ma ‘abbiamo fatto il nostro lavoro'”.

Relitto ok. Gabrielli: ”Non sono un kamikaze” 
Lo aveva annunciato. Pacato, ma fermo, quando la Concordia aveva lasciato il Giglio aveva detto: “A Genova faremo i conti”. Il responsabile della Protezione civile, Franco Gabrielli, ha mantenuto la parola e si è tolto molti sassolini, fino ad arrivare a dire “ho fatto un’arenile”. Nel mirino gli ambientalisti, chi ha messo in dubbio la sua onestà, i francesi. Ha cominciato di mattina presto, quando ha capito che l’operazione Concordia sarebbe andata come previsto e che sarebbe stato un successo: “Più che remare contro in molti hanno pensato agli affari propri. Altri hanno pensato a coprirsi le spalle rispetto a responsabilità che immaginavano di avere. Ora incomincio a togliermi i sassolini dalle scarpe”, ha detto Gabrielli riferendosi a “quelli che aspettavano questo giorno per dire io l’avevo detto”. La manovra della Concordia procede precisa e lui attacca: “A queste persone va il mio pensiero commosso. I nomi? guardate le rassegne stampa, ne trovate a bizzeffe…” Il prefetto Gabrielli non ha più argini e nel corso della giornata continua a mettere nel mirino i detrattori. Dalla banchina del Vte, la meta finale sostenuta senza esitazioni, ma per convinzione nel progetto dice: “La più grande amarezza in questi due anni e mezzo è che qualcuno con compiti di responsabilità, quindi con grande irresponsabilità, abbia potuto soltanto immaginare o adombrare che la mia azione si rifacesse ad un interesse particolare. Non lo consentirò mai a nessuno, sono infamità. Ho un solo valore assoluto ed è l’onestà”. A sostegno di Gabrielli interviene il presidente del Consiglio Matteo Renzi: “Il capo della protezione civile Gabrielli è stato il regista di un’operazione molto complessa – ha detto il premier – ha sopportato qualche cattiveria di troppo, ma ci è abituato, ha la scorza dura e la Protezione civile ha preso vento in faccia”. Il premier è già lontano quando i cronisti chiedono a Gabrielli un commento: “E’ vero abbiamo preso vento in faccia, ma noi lo sopportiamo”.

La rotta e la manovra nel porto

Ora si apre il capitolo dello smantellamento
Anche il porto di Genova ha sentito la crisi, ma ha retto e ora con l’arrivo del relitto della Concordia vede concretizzarsi un’occasione importante di lavoro. “La Concordia torna a morire dov’è nata. Si chiude un ciclo ma per Genova è lavoro. Dopo un drammatico immobilismo si muove di nuovo qualcosa”: Maurizio Iannelli, è uno dei tre comandanti della società Rimorchiatori Riuniti impegnati dall’alba nelle manovre di ingresso e ormeggio del relitto nel porto di Voltri. E’ uno che vive di porto e mentre l’operazione va a concludersi positivamente guarda al futuro. “Il primo lavoro consisterà nell’alleggerimento della nave da tutto ciò che è rimovibile. Ridotto il pescaggio, il relitto potrà essere spostato al molo ex Superbacino per le operazioni di smantellamento e demolizione. Per lo spostamento entreranno in gioco di nuovo i rimorchiatori che sono stati tra i grandi protagonisti della giornata. Una giornata particolare, sottolinea Iannelli, perchè per la prima volta ci si è dovuti occupare di una nave che non ha più le caratteristiche meccaniche di una nave, ma un relitto recuperato e reso nuovamente galleggiante. Poi, ultimata la fase dell’alleggerimento, comincerà quella vera dello smantellamento e li’ entreranno in campo altre professionalità. E’ stato stimato che solo su Concordia lavoreranno per due anni mille persone”.ANSA

"Missione compiuta" – di Chiara Carenini – Ore 11.49 di domenica: il relitto di Costa Concordia, trascinato da due rimorchiatori Svezia e Spagna, doppia il faro rosso della Foranea, nel porto di Voltri-Prà. In tanti la guardano sfilare piano, a meno di un nodo di velocità, una vecchia signora che sa di morire sorretta negli ultimi metri da braccia forti, salutata da un unico colpo di sirena. Un addio, per la nave da crociera più grande del mondo, il cui ultimo viaggio ha il doppio significato del dramma e del miracolo, che si è svolto sotto gli occhi di uomini delle istituzioni, di tecnici e di semplici curiosi che questa volta hanno dormito in tenda e si sono ammassati sulla costa non per sbirciare il dramma ma per ammirare la grande abilità dell'uomo di inventare, creare e risolvere. Concordia, missione compiuta.

La nave è tornata a casa, in quella casa dove è nata e dove ha incontrato il mare, dove adesso subirà la sua estrema metamorfosi, cedendo ad altri tutto ciò che può rinascere ubbidendo così al principio per cui nulla si crea e nulla si distrugge. Al suo ultimo viaggio hanno partecipato in tanti, a partire da Nick Sloane, salvage master della Titan Micoperi che è stato regista di un vero e proprio miracolo, agli ingegneri che hanno reso possibile la magia di sollevare una massa di 87.196 tonnellate e di renderla capace di affrontare 200 miglia in navigazione e che ora si commuovono vedendo il gigante moribondo tornare in porto, agli uomini dei Rimorchiatori che poco dopo l'alba hanno 'preso in consegna' il relitto dai rimorchiatori oceanici a due miglia dal porto di Voltri per trascinarlo dentro il canale della diga Foranea senza che la rotta subisse il minimo scarto. Le luci nell'unità di crisi della Capitaneria di porto, dove si trova l'ammiraglio Vincenzo Melone, non si sono spente mai. Con gli uomini della Guardia Costiera c'è il prefetto Franco Gabrielli, capo della Protezione civile e il ministro per l'ambiente Galletti che seguono con il sofisticato sistema di rilevazione Perseus la navigazione della Concordia.

Alle 6 del mattino, il capo dei piloti di Genova Giovanni Lettich sale a bordo del relitto. E' il segnale che è arrivato il momento di 'salutare' Resolve e Blizzard, i due potenti mezzi oceanici che hanno trascinato fin qui quella nave fantasma. Poco prima delle 7 anche l'ad di Costa Crociere Michael Thamm sale sulla Concordia "per dire grazie a Sloane". La tramontana tocca i 20 nodi, rallenta le operazioni di sgancio dagli oceanici e di aggancio dei rimorchiatori leggeri ma 'cade' alle 10. Agganciata dai genovesi alle 10.28 la grande nave comincia l'evoluzione. Alle 11,17 la prua di Concordia è posizionata a Ponente. A poppavia ci sono i rimorchiatori Spagna e Svezia che cominciano a trainare la nave verso l'imboccatura della Foranea alla velocità di 0,3 nodi. L'ultimo viaggio di Concordia è lento, estenuante. Il mondo segue, attraverso le televisioni, l'epilogo estenuante di una storia triste ed extra ordinaria. Alle 11.49, accolta dal lugubre colpo di sirena di una portacontainer, Concordia doppia il primo faro della Foranea. Tecnicamente è in porto. "E' il momento della gratitudine per chi ha fatto l'impresa. La qualità straordinaria di tante persone ha riportato qua la nave dopo l'errore di qualcuno" ha detto il premier Matteo Renziarrivato in porto al termine del viaggio di Concordia accolto dai ministri Galletti e Pinotti. "Non c'è possibilità di essere felici quando si chiude una vicenda che ha portato a 33 morti – ha detto ancora -. E' il giorno del ricordo delle vittime e della gratitudine agli abitanti del Giglio e non è il giorno della conclusione di questa storia, ma è un nuovo inizio". E un pensiero particolare va anche al capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli, che a sua volta ha ringraziato tutti coloro che lo hanno aiutato in questi anni e si è tolto più di un sassolino dalle scarpe. Concordia viene ormeggiata alle 16.42, ora della fine del suo 'miglio verde'.

La corrispondenza AUDIO dell'inviato ANSA Matteo Guidelli

 

Renzi: ''E' stata un'impresa, ma non a lieto fine''

La conclusione della tormentata vicenda di Costa Concordia segna una "impresa straordinaria" che sembrava impossibile ma oggi non e' giorno di "passerelle" e di festeggiamenti ma del ricordo e del ringraziamento. Il premier Matteo Renzi ha voluto essere presente alla conclusione delle operazioni per mettere in sicurezza la grande nave ferita per esprimere il ringraziamento a "tutti i servitori dello Stato, alle forze armate, alla Protezione civile, ai volontari, agli abitanti del Giglio, a tutto il 'pubblico'". Una impresa che, ha sottolineato il premier, arrivato a Genova con moglie e figli, segna una conclusione che "non è una conclusione ma un nuovo inizio perche' ci si porta nel cuore un dolore che non può essere cicatrizzato come tutte le tragedie che si potevano evitare. Se un errore di qualcuno crea un danno c'è però una comunità in grado di rimettere in moto la speranza", ha detto Renzi che ha più volte espresso il suo riconoscimento nei confronti di tutti coloro che sono stati coinvolti nella lunga e complessa operazione per portare via Concordia dal Giglio, mettendo da parte una retorica "stantia e noiosa" che a volte, ha osservato, ha riguardato anche "la rottamazione", per dire oggi non "missione compiuta, ma 'abbiamo fatto il nostro lavoro'".

Relitto ok. Gabrielli: ''Non sono un kamikaze'' 
Lo aveva annunciato. Pacato, ma fermo, quando la Concordia aveva lasciato il Giglio aveva detto: "A Genova faremo i conti". Il responsabile della Protezione civile, Franco Gabrielli, ha mantenuto la parola e si è tolto molti sassolini, fino ad arrivare a dire "ho fatto un'arenile". Nel mirino gli ambientalisti, chi ha messo in dubbio la sua onestà, i francesi. Ha cominciato di mattina presto, quando ha capito che l'operazione Concordia sarebbe andata come previsto e che sarebbe stato un successo: "Più che remare contro in molti hanno pensato agli affari propri. Altri hanno pensato a coprirsi le spalle rispetto a responsabilità che immaginavano di avere. Ora incomincio a togliermi i sassolini dalle scarpe", ha detto Gabrielli riferendosi a "quelli che aspettavano questo giorno per dire io l'avevo detto". La manovra della Concordia procede precisa e lui attacca: "A queste persone va il mio pensiero commosso. I nomi? guardate le rassegne stampa, ne trovate a bizzeffe…" Il prefetto Gabrielli non ha più argini e nel corso della giornata continua a mettere nel mirino i detrattori. Dalla banchina del Vte, la meta finale sostenuta senza esitazioni, ma per convinzione nel progetto dice: "La più grande amarezza in questi due anni e mezzo è che qualcuno con compiti di responsabilità, quindi con grande irresponsabilità, abbia potuto soltanto immaginare o adombrare che la mia azione si rifacesse ad un interesse particolare. Non lo consentirò mai a nessuno, sono infamità. Ho un solo valore assoluto ed è l'onestà". A sostegno di Gabrielli interviene il presidente del Consiglio Matteo Renzi: "Il capo della protezione civile Gabrielli è stato il regista di un'operazione molto complessa – ha detto il premier – ha sopportato qualche cattiveria di troppo, ma ci è abituato, ha la scorza dura e la Protezione civile ha preso vento in faccia". Il premier è già lontano quando i cronisti chiedono a Gabrielli un commento: "E' vero abbiamo preso vento in faccia, ma noi lo sopportiamo".

La rotta e la manovra nel porto

Ora si apre il capitolo dello smantellamento
Anche il porto di Genova ha sentito la crisi, ma ha retto e ora con l'arrivo del relitto della Concordia vede concretizzarsi un'occasione importante di lavoro. "La Concordia torna a morire dov'è nata. Si chiude un ciclo ma per Genova è lavoro. Dopo un drammatico immobilismo si muove di nuovo qualcosa": Maurizio Iannelli, è uno dei tre comandanti della società Rimorchiatori Riuniti impegnati dall'alba nelle manovre di ingresso e ormeggio del relitto nel porto di Voltri. E' uno che vive di porto e mentre l'operazione va a concludersi positivamente guarda al futuro. "Il primo lavoro consisterà nell'alleggerimento della nave da tutto ciò che è rimovibile. Ridotto il pescaggio, il relitto potrà essere spostato al molo ex Superbacino per le operazioni di smantellamento e demolizione. Per lo spostamento entreranno in gioco di nuovo i rimorchiatori che sono stati tra i grandi protagonisti della giornata. Una giornata particolare, sottolinea Iannelli, perchè per la prima volta ci si è dovuti occupare di una nave che non ha più le caratteristiche meccaniche di una nave, ma un relitto recuperato e reso nuovamente galleggiante. Poi, ultimata la fase dell'alleggerimento, comincerà quella vera dello smantellamento e li' entreranno in campo altre professionalità. E' stato stimato che solo su Concordia lavoreranno per due anni mille persone".ANSA