Nibali, ciao Valverde: marcia trionfale su Parigi

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Parigi dista ancora più di 500 chilometri, ma a separare Vincenzo Nibali dalla passerella dei Campi Elisi oramai è davvero un soffio. Il corridore messinese, dopo pavè e Alpi, continua ad onorare la maglia gialla macinando avversari anche sui Pirenei. Nella 17esima tappa, la più corta della Grande Boucle – da Saint Gaudens a Saint Lary Pla d’Adet (124,5 km) – lo «squalo dello Stretto» taglia il traguardo alle spalle del polacco Rafal Majka (al secondo successo dopo quello ottenuto a Risoul) e dell’altro siciliano Giovanni Visconti, staccando sempre di più i diretti rivali e rafforzando così la sua leadership al Tour de France. Ad Alejandro Valverde, lontano 5’26”, non resta altro da fare adesso che difendere il secondo posto in classifica generale dagli attacchi dei francesi Pinot (a 6′ da Nibali), Peraud (che è a 6’08”) e Bardet (a 7’34” dalla maglia gialla). «Ormai ho un bel vantaggio, ho ancora guadagnato qualcosa in vista della tappa di oggi e della cronometro – ammette Nibali dopo l’arrivo – Si può stare più sereni, anche se al Tour non c’è mai da stare troppo sereni». Come a dire, fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio. A rassicurare il messinese c’è però il ritrovato supporto del suo team, l’Astana: «La squadra è stata fenomenale a differenza della tappa precedente. Ha controllato la corsa dall’inizio, abbiamo cercato di fare un ritmo più alto dalle prime salite, e poi nel finale chi aveva le gambe poteva provare qualcosa». Tipo staccare di altri 49” Valverde che, stremato sull’ultima salita di giornata (Saint-Lary Pla d’Adet, lunghezza 10,2 km e pendenza media al 8,3%), per bere si è ritrovato a dover agguantare una bottiglia d’acqua da uno spettatore. Per Nibali ora gli ultimi ostacoli da superare prima di brindare sugli Champs-Elysees saranno l’ultima frazione sui Pirenei di oggi e la crono di 54 km da Bergerac a Perigueux. «Sarà una tappa difficile, più lunga di quella di ieri – sottolinea Nibali – Sappiamo tutti che Tourmalet e Hautacam sono salite importanti. Sicuramente ci sarà chi tenterà di fuggire da lontano, dovremo controllare subito la corsa». Non un problema visto lo stato di grazia mostrato sinora da Nibali sui pedali, merito anche del suo preparatore atletico Paolo Slongo: «Vincenzo è stato grande. In molti dicevano che era in calo, ma ha dimostrato che è ancora in gran forma. Ora è un po’ come durante il servizio militare di un tempo: c’è una stecca e contiamo i giorni che mancano a Parigi». (Gianni Repetto – Il Mattino)

Parigi dista ancora più di 500 chilometri, ma a separare Vincenzo Nibali dalla passerella dei Campi Elisi oramai è davvero un soffio. Il corridore messinese, dopo pavè e Alpi, continua ad onorare la maglia gialla macinando avversari anche sui Pirenei. Nella 17esima tappa, la più corta della Grande Boucle – da Saint Gaudens a Saint Lary Pla d'Adet (124,5 km) – lo «squalo dello Stretto» taglia il traguardo alle spalle del polacco Rafal Majka (al secondo successo dopo quello ottenuto a Risoul) e dell'altro siciliano Giovanni Visconti, staccando sempre di più i diretti rivali e rafforzando così la sua leadership al Tour de France. Ad Alejandro Valverde, lontano 5’26”, non resta altro da fare adesso che difendere il secondo posto in classifica generale dagli attacchi dei francesi Pinot (a 6' da Nibali), Peraud (che è a 6’08”) e Bardet (a 7’34” dalla maglia gialla). «Ormai ho un bel vantaggio, ho ancora guadagnato qualcosa in vista della tappa di oggi e della cronometro – ammette Nibali dopo l'arrivo – Si può stare più sereni, anche se al Tour non c'è mai da stare troppo sereni». Come a dire, fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio. A rassicurare il messinese c'è però il ritrovato supporto del suo team, l'Astana: «La squadra è stata fenomenale a differenza della tappa precedente. Ha controllato la corsa dall'inizio, abbiamo cercato di fare un ritmo più alto dalle prime salite, e poi nel finale chi aveva le gambe poteva provare qualcosa». Tipo staccare di altri 49” Valverde che, stremato sull'ultima salita di giornata (Saint-Lary Pla d'Adet, lunghezza 10,2 km e pendenza media al 8,3%), per bere si è ritrovato a dover agguantare una bottiglia d'acqua da uno spettatore. Per Nibali ora gli ultimi ostacoli da superare prima di brindare sugli Champs-Elysees saranno l'ultima frazione sui Pirenei di oggi e la crono di 54 km da Bergerac a Perigueux. «Sarà una tappa difficile, più lunga di quella di ieri – sottolinea Nibali – Sappiamo tutti che Tourmalet e Hautacam sono salite importanti. Sicuramente ci sarà chi tenterà di fuggire da lontano, dovremo controllare subito la corsa». Non un problema visto lo stato di grazia mostrato sinora da Nibali sui pedali, merito anche del suo preparatore atletico Paolo Slongo: «Vincenzo è stato grande. In molti dicevano che era in calo, ma ha dimostrato che è ancora in gran forma. Ora è un po’ come durante il servizio militare di un tempo: c'è una stecca e contiamo i giorni che mancano a Parigi». (Gianni Repetto – Il Mattino)

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