Tocca a Vargas la missione: convincere Rafa. Primo allenamento a Dimaro per il cileno

0

Dimaro. È arrivato puntuale, Edu Vargas, ma adesso resta da capire se è comunque ancora in tempo per convincere Rafa Benitez a potersi fidare di lui. Incompreso e scartato per due stagioni di seguito, dimenticato e messo da parte prima da Mazzarri (che lo ignora per sei mesi prima di girarlo al Gremio) e poi anche dallo spagnolo, che a gennaio scorso ha preferito mandarlo a Valencia a farsi le ossa. L’ex Turboman, vice pallone d’oro del Sudamerica nel 2011 in un classifica che venne vinta da Neymar e che vide al terzo posto Ganso, si gioca in pochi giorni tutte le sue carte. Ai mondiali in Brasile ha fatto sorgere il dubbio ai tifosi del Napoli che anche qui a Dimaro si interrogano: «Vuoi vedere che Vargas si è svegliato?». Oggetto del mistero costato 11 milioni di euro, è rimasto sullo stomaco di tutti per le sue prove con la maglia azzurra. Tutte incolore tranne una: quella con l’Aik Stoccolma in cui segnò una tripletta. E adesso? De Laurentiis sulla questione ha riaperto il vecchio conto in sospeso con Mazzarri: «Un ragazzo viene qui, è introverso, non sa parlare le lingue e trova un allenatore che non lo comprende e che lo mette in disparte». Dissapori infiniti. Benitez ieri lo ha salutato, prima di fargli sostenere il primo allenamento sul campo di Carciato. È stato chiaro: vedremo, lo aiuteremo e alla fine valuteremo. Probabile che non ci sia molto spazio per lui nel Rafa-Napoli. Ma magari il ragazzo cileno, che peraltro sta per divenire papà, sorprende tutti e risolve da solo l’enigma del Napoli. L’allenamento di ieri per Edu è stata poca roba, perché ad allenarsi c’erano solo gli ultimi arrivati ovvero i tre svizzeri, Ghoulam e Gargano. Il resto del Napoli era in libera uscita. Gargano ha abbracciato il cognato Hamsik: non ha ancora trovato una sistemazione e si è aggregato nel pomeriggio in perfetto orario sul programma. Andrà di sicuro via appena il Parma (o altri) formalizzerà una offerta accettabile. In mattinata tre Dco (doping control officier) della procura antidoping federali si sono presentati sul campo di allenamento per alcuni test a cui si sono sottoposti sei giocatori azzurri. Negli ultimi anni, sono ormai controlli di consuetudine. (Pino Taormina – Il Mattino)  

Dimaro. È arrivato puntuale, Edu Vargas, ma adesso resta da capire se è comunque ancora in tempo per convincere Rafa Benitez a potersi fidare di lui. Incompreso e scartato per due stagioni di seguito, dimenticato e messo da parte prima da Mazzarri (che lo ignora per sei mesi prima di girarlo al Gremio) e poi anche dallo spagnolo, che a gennaio scorso ha preferito mandarlo a Valencia a farsi le ossa. L'ex Turboman, vice pallone d'oro del Sudamerica nel 2011 in un classifica che venne vinta da Neymar e che vide al terzo posto Ganso, si gioca in pochi giorni tutte le sue carte. Ai mondiali in Brasile ha fatto sorgere il dubbio ai tifosi del Napoli che anche qui a Dimaro si interrogano: «Vuoi vedere che Vargas si è svegliato?». Oggetto del mistero costato 11 milioni di euro, è rimasto sullo stomaco di tutti per le sue prove con la maglia azzurra. Tutte incolore tranne una: quella con l'Aik Stoccolma in cui segnò una tripletta. E adesso? De Laurentiis sulla questione ha riaperto il vecchio conto in sospeso con Mazzarri: «Un ragazzo viene qui, è introverso, non sa parlare le lingue e trova un allenatore che non lo comprende e che lo mette in disparte». Dissapori infiniti. Benitez ieri lo ha salutato, prima di fargli sostenere il primo allenamento sul campo di Carciato. È stato chiaro: vedremo, lo aiuteremo e alla fine valuteremo. Probabile che non ci sia molto spazio per lui nel Rafa-Napoli. Ma magari il ragazzo cileno, che peraltro sta per divenire papà, sorprende tutti e risolve da solo l'enigma del Napoli. L'allenamento di ieri per Edu è stata poca roba, perché ad allenarsi c'erano solo gli ultimi arrivati ovvero i tre svizzeri, Ghoulam e Gargano. Il resto del Napoli era in libera uscita. Gargano ha abbracciato il cognato Hamsik: non ha ancora trovato una sistemazione e si è aggregato nel pomeriggio in perfetto orario sul programma. Andrà di sicuro via appena il Parma (o altri) formalizzerà una offerta accettabile. In mattinata tre Dco (doping control officier) della procura antidoping federali si sono presentati sul campo di allenamento per alcuni test a cui si sono sottoposti sei giocatori azzurri. Negli ultimi anni, sono ormai controlli di consuetudine. (Pino Taormina – Il Mattino)  

Lascia una risposta