L’imbuto di Seiano, quale soluzione? Facciamo a chi le spara più grosse. Senza sostenibilità, fallimenti annunciati

0

inserito da Salvatore Caccaviello

Quella che doveva essere la soluzione a tutti mali della viabilità da e per la penisola sorrentina, ad  una settimana dall’inaugurazione, si sta rivelando un’ennesima problematica per l’intero territorio. L’imbuto di Seiano – come era  forse prevedibile – non riesce a soddisfare la mole di traffico che la nuova galleria proietta ad una più elevata velocità in direzione Sorrento. Oltre all’Anas, che evidentemente non ha tenuto conto, dopo centinaia di milioni spesi e decine di anni di lavoro, di “tale piccolo particolare”, si affacciano nuove, ma sempre vecchie proposte come quella di un nuovo tunnel verso Meta e la ormai contestata Strada degli Ulivi. Nessuno, politici e tecnici, riesce a guardare il nostro prezioso territorio per quello che veramente vale. Un patrimonio inestimabile da tutelare, pilastro portante della nostra economia, ove ogni eventuale intervento deve essere ponderato con la massima attenzione. Potenziamento della Circumvesuviana e vie del mare, potrebbero essere a questo punto, e per una buona volta, le strade da esplorare. Probabilmente continueremo ad assistere al solito walzer di opinioni che non porteranno a niente se non ad altri anni di perdita di tempo e sofferenza per un territorio che non merita affatto di essere rappresentato da determinati personaggi. A tale proposito abbiamo ritenuto opportuno evidenziare l’opinione di qualcuno che di salvaguardia del nostro territorio ne ha fatto una ragione di vita, Franco Cuomo.(s.c.)

Facciamo a chi le spara più grosse!

da cronache da agharta

Facciamo a chi le spara ancora più grosse: così la signora Beneduce favoleggia la riproposta della vecchia idea della dorsale sorrentina della zona alta, mentre il sindaco Gennaro Cinque pensa ad un altro tunnel da affidare all’ANAS che dovrebbe sbucare a Meta. Nel frattempo l’ANAS si deve impegnare a trasformare la strada di cantiere del vallone del Rivo D’Arco in una strada carrozzabile, visto che non lo è, perché non ha piazzole di sosta, perché è stretta (appena tre metri), perché ha pendenze troppo ripide. Siamo nei deliri da viabilità dopo il disastro annunciato dai tanto vituperati ambientalisti che sono sempre la causa di tutti i mali e dai cattivi comunisti degli anni ‘70 che avversarono, perdendo, il progetto realizzato ora e che disastrosamente sta evidenziando i suoi limiti strutturali oltre che quelli tecnici: accorgersi che i mezzi pesanti non possono attraversare la galleria (dopo averla finita) e che dunque autobus turistici e TIR dovranno passare per il centro di Vico Equense è stata la peggiore delle beffe che l’ANAS potesse mettere in atto! Queste dichiarazioni e queste nuove richieste di cantieri di viabilità mi fanno sospettare che qui ci potrebbe essere un disegno sotto che – è opinione di chi scrive – potrebbe essere l’ultimo disegno criminale per la sopravvivenza e la sostenibilità ambientale della Penisola Sorrentina, se dovessero passare questi aberranti deliri, “della terra dove fiorivano i limoni di Gothe” non rimarrà più nulla. Un disegno per mettere in circolazione ancora milioni di euro, come se non bastassero ancora i 130 milioni di euro spesi per questo fallimento, un altro tunnel che dovrebbe perforare la montagna di Scutolo è sbucare a Meta, ovvero: aumentare i flussi di traffico e fare esplodere la città di Meta. Sentire la signora Beneduce dare man forte al sindaco Gennaro Cinque quando afferma: “L’Anas ha voluto questo intervento che ha prodotto più problemi di quanti ne avrebbe dovuti risolvere. Ora cerchi una soluzione, a partire dall’apertura, in condizioni di sicurezza, della strada di cantiere utilizzata per i lavori al depuratore di punta Gradelle. Si tratta di un’alternativa viaria esistente e utilizzabile in tempi brevi” non sorprende: troppi sono gli interessi che potrebbero sollecitare la trasformazione di un abuso mostruoso in quel vallone, anche questo pagato caramente, in un altro viadotto e più temibili per le sorti del territorio le dichiarazioni sostenute con estrema leggerezza dalla signora quando rimpiange la mancata realizzazione della dorsale sorrentina: “Avrebbe decongestionato il traffico e avrebbe innestato un vero e concreto processo di sviluppo della zona alta della Penisola sorrentina. Il turismo, la principale componente dell’economia costiera, ne avrebbe avuto grande incentivo e giovamento. Certe misure a carattere domestico sono sicuramente utili, ma la Penisola sorrentina deve avere soluzioni decisive. Ma di opportunità mancate la politica regionale ne ha offerte tantissime. E chissà che il progetto della strada a mezza costa non possa essere recuperato. L’emergenza mobilità potrebbe trovare una soluzione definitiva”. La signora senza accorgersene usa sostantivi e aggettivi precisi per la penisola Sorrentina: soluzioni decisive e soluzione definitiva. Infatti, se questi disegni dovessero realizzarsi non esisterà più la Costiera Sorrentina, ma soltanto una serie di cittadine affogate dalle auto e distrutte dai miasmi delle emissioni di Co2. L’aria a Vico Equense era irrespirabile nei giorni in cui è stata chiusa la galleria, nel centro della città i decibel e le emissioni di gas di scarico hanno raggiunto livelli difficilmente sopportabili oltre che estremamente dannosi per la salute, qui non è più applicabile neanche il concetto, di per sé già discutibile, di mobilità sostenibile. Ora, a fronte di queste deliranti dichiarazioni, sembrerebbe che siano stati i VAS o gli ambientalisti “isterici” ad aver prodotto tutto questo: a sentire parlare il sindaco Gennaro Cinque sembrerebbe così. I VAS invece denunciano proprio l’aggressione che si sta consumando nei confronti di un territorio che ormai sta dando segnali di inequivocabile saturazione: continuare in questa direzione è follia pura, significa distruggere definitivamente ciò che resta e significa fare gli interessi di quei pochi attori che intenderebbero lucrare ancora anche da un disastro prodotto dai loro stessi aberranti deliri e denunciato già da tempo da ambientalisti e da chi vide in quel progetto un fallimento annunciato. – Franco Cuomo – VAS- (Verdi Ambiente e Società)

 

inserito da Salvatore Caccaviello

Quella che doveva essere la soluzione a tutti mali della viabilità da e per la penisola sorrentina, ad  una settimana dall’inaugurazione, si sta rivelando un’ennesima problematica per l’intero territorio. L’imbuto di Seiano – come era  forse prevedibile – non riesce a soddisfare la mole di traffico che la nuova galleria proietta ad una più elevata velocità in direzione Sorrento. Oltre all’Anas, che evidentemente non ha tenuto conto, dopo centinaia di milioni spesi e decine di anni di lavoro, di “tale piccolo particolare”, si affacciano nuove, ma sempre vecchie proposte come quella di un nuovo tunnel verso Meta e la ormai contestata Strada degli Ulivi. Nessuno, politici e tecnici, riesce a guardare il nostro prezioso territorio per quello che veramente vale. Un patrimonio inestimabile da tutelare, pilastro portante della nostra economia, ove ogni eventuale intervento deve essere ponderato con la massima attenzione. Potenziamento della Circumvesuviana e vie del mare, potrebbero essere a questo punto, e per una buona volta, le strade da esplorare. Probabilmente continueremo ad assistere al solito walzer di opinioni che non porteranno a niente se non ad altri anni di perdita di tempo e sofferenza per un territorio che non merita affatto di essere rappresentato da determinati personaggi. A tale proposito abbiamo ritenuto opportuno evidenziare l’opinione di qualcuno che di salvaguardia del nostro territorio ne ha fatto una ragione di vita, Franco Cuomo.(s.c.)

Facciamo a chi le spara più grosse!

da cronache da agharta

Facciamo a chi le spara ancora più grosse: così la signora Beneduce favoleggia la riproposta della vecchia idea della dorsale sorrentina della zona alta, mentre il sindaco Gennaro Cinque pensa ad un altro tunnel da affidare all’ANAS che dovrebbe sbucare a Meta. Nel frattempo l’ANAS si deve impegnare a trasformare la strada di cantiere del vallone del Rivo D’Arco in una strada carrozzabile, visto che non lo è, perché non ha piazzole di sosta, perché è stretta (appena tre metri), perché ha pendenze troppo ripide. Siamo nei deliri da viabilità dopo il disastro annunciato dai tanto vituperati ambientalisti che sono sempre la causa di tutti i mali e dai cattivi comunisti degli anni ‘70 che avversarono, perdendo, il progetto realizzato ora e che disastrosamente sta evidenziando i suoi limiti strutturali oltre che quelli tecnici: accorgersi che i mezzi pesanti non possono attraversare la galleria (dopo averla finita) e che dunque autobus turistici e TIR dovranno passare per il centro di Vico Equense è stata la peggiore delle beffe che l’ANAS potesse mettere in atto! Queste dichiarazioni e queste nuove richieste di cantieri di viabilità mi fanno sospettare che qui ci potrebbe essere un disegno sotto che – è opinione di chi scrive – potrebbe essere l’ultimo disegno criminale per la sopravvivenza e la sostenibilità ambientale della Penisola Sorrentina, se dovessero passare questi aberranti deliri, “della terra dove fiorivano i limoni di Gothe” non rimarrà più nulla. Un disegno per mettere in circolazione ancora milioni di euro, come se non bastassero ancora i 130 milioni di euro spesi per questo fallimento, un altro tunnel che dovrebbe perforare la montagna di Scutolo è sbucare a Meta, ovvero: aumentare i flussi di traffico e fare esplodere la città di Meta. Sentire la signora Beneduce dare man forte al sindaco Gennaro Cinque quando afferma: “L’Anas ha voluto questo intervento che ha prodotto più problemi di quanti ne avrebbe dovuti risolvere. Ora cerchi una soluzione, a partire dall’apertura, in condizioni di sicurezza, della strada di cantiere utilizzata per i lavori al depuratore di punta Gradelle. Si tratta di un’alternativa viaria esistente e utilizzabile in tempi brevi” non sorprende: troppi sono gli interessi che potrebbero sollecitare la trasformazione di un abuso mostruoso in quel vallone, anche questo pagato caramente, in un altro viadotto e più temibili per le sorti del territorio le dichiarazioni sostenute con estrema leggerezza dalla signora quando rimpiange la mancata realizzazione della dorsale sorrentina: “Avrebbe decongestionato il traffico e avrebbe innestato un vero e concreto processo di sviluppo della zona alta della Penisola sorrentina. Il turismo, la principale componente dell’economia costiera, ne avrebbe avuto grande incentivo e giovamento. Certe misure a carattere domestico sono sicuramente utili, ma la Penisola sorrentina deve avere soluzioni decisive. Ma di opportunità mancate la politica regionale ne ha offerte tantissime. E chissà che il progetto della strada a mezza costa non possa essere recuperato. L’emergenza mobilità potrebbe trovare una soluzione definitiva”. La signora senza accorgersene usa sostantivi e aggettivi precisi per la penisola Sorrentina: soluzioni decisive e soluzione definitiva. Infatti, se questi disegni dovessero realizzarsi non esisterà più la Costiera Sorrentina, ma soltanto una serie di cittadine affogate dalle auto e distrutte dai miasmi delle emissioni di Co2. L’aria a Vico Equense era irrespirabile nei giorni in cui è stata chiusa la galleria, nel centro della città i decibel e le emissioni di gas di scarico hanno raggiunto livelli difficilmente sopportabili oltre che estremamente dannosi per la salute, qui non è più applicabile neanche il concetto, di per sé già discutibile, di mobilità sostenibile. Ora, a fronte di queste deliranti dichiarazioni, sembrerebbe che siano stati i VAS o gli ambientalisti “isterici” ad aver prodotto tutto questo: a sentire parlare il sindaco Gennaro Cinque sembrerebbe così. I VAS invece denunciano proprio l’aggressione che si sta consumando nei confronti di un territorio che ormai sta dando segnali di inequivocabile saturazione: continuare in questa direzione è follia pura, significa distruggere definitivamente ciò che resta e significa fare gli interessi di quei pochi attori che intenderebbero lucrare ancora anche da un disastro prodotto dai loro stessi aberranti deliri e denunciato già da tempo da ambientalisti e da chi vide in quel progetto un fallimento annunciato. – Franco Cuomo – VAS- (Verdi Ambiente e Società)

 

Lascia una risposta