L’ex campione Demetrio Albertini: «Mi candido presidente della Figc»

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Milano. «Mi metto a disposizione. Ho sempre fatto il regista in campo e ora vorrei essere il regista del cambio di marcia». Con queste parole il vicepresidente della Figc, Demetrio Albertini, si è candidato alla presidenza della Federcalcio. «Sono cambiati tutti gli scenari, non avrei mai pensato che ci sarebbero state le dimissioni di Prandelli e Abete, e quindi in questo mese ho iniziato a ricevere tante telefonate e tanti apprezzamenti da parte della gente, che è quella che va allo stadio, per potermi mettere a disposizione, io lo faccio ben volentieri. Mi metto a disposizione per essere il rilancio, il regista del cambio di marcia, tutti insieme perché la federazione è condivisione», ha aggiunto Albertini che non si vuole legare a logiche politiche. «Mi metto a disposizione per chi vuole cambiare, senza fare campagna elettorale altrimenti l’avrei fatto un mese fa». Se dovesse scegliere il nuovo ct della nazionale tra gli allenatori italiani, Albertini avrebbe l’imbarazzo della scelta: «Tra tutti i nomi che leggo sul giornale si potrebbe sceglierli a occhi chiusi. Scegliere il ct della nazionale è una delle poche cose che oggi può scegliere il presidente della Figc. Io penso che dovrebbe essere quello che più sposerà la filosofia della nazionale». Parlando poi dell’eliminazione degli azzurri dal mondiale, «si è parlato molto – ha osservato – della prestazione della squadra. Bene. La critica in questa direzione ci sta, ma vorrei sapere se nel prossimo campionato continueremo a dare la colpa all’arbitro o si riconosceranno i meriti della squadra che ha giocato meglio». (Il Mattino)

Milano. «Mi metto a disposizione. Ho sempre fatto il regista in campo e ora vorrei essere il regista del cambio di marcia». Con queste parole il vicepresidente della Figc, Demetrio Albertini, si è candidato alla presidenza della Federcalcio. «Sono cambiati tutti gli scenari, non avrei mai pensato che ci sarebbero state le dimissioni di Prandelli e Abete, e quindi in questo mese ho iniziato a ricevere tante telefonate e tanti apprezzamenti da parte della gente, che è quella che va allo stadio, per potermi mettere a disposizione, io lo faccio ben volentieri. Mi metto a disposizione per essere il rilancio, il regista del cambio di marcia, tutti insieme perché la federazione è condivisione», ha aggiunto Albertini che non si vuole legare a logiche politiche. «Mi metto a disposizione per chi vuole cambiare, senza fare campagna elettorale altrimenti l'avrei fatto un mese fa». Se dovesse scegliere il nuovo ct della nazionale tra gli allenatori italiani, Albertini avrebbe l'imbarazzo della scelta: «Tra tutti i nomi che leggo sul giornale si potrebbe sceglierli a occhi chiusi. Scegliere il ct della nazionale è una delle poche cose che oggi può scegliere il presidente della Figc. Io penso che dovrebbe essere quello che più sposerà la filosofia della nazionale». Parlando poi dell'eliminazione degli azzurri dal mondiale, «si è parlato molto – ha osservato – della prestazione della squadra. Bene. La critica in questa direzione ci sta, ma vorrei sapere se nel prossimo campionato continueremo a dare la colpa all'arbitro o si riconosceranno i meriti della squadra che ha giocato meglio». (Il Mattino)