L’ Arte guantaia a Napoli di Marina Lebro

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L’artigianato artistico a Napoli, così come in tutta la Campania, ha da sempre rappresentato un settore di grande interesse, in cui abilità tecnica, materiali di grande pregio, un innato “buon gusto”, figlio di una cultura secolare, hanno portato la fama della nostra città ben oltre i nostri stessi confini nazionali, grazie a manufatti di grande pregio e fattura.

Il livello qualitativo delle sue “eccellenze” pone Napoli indiscutibilmente come una delle capitali della Moda mondiale, nonostante la comunicazione mass mediatica cerchi costantemente ed ingiustamente di ignorare questa sua peculiarità.

Le migliori produzioni di artigianato artistico hanno da sempre, spesso, parlato in “lingua Napoletana”, e la Napoli Capitale emerge con forza nelle sue creazioni artistiche ed artigianali, in passato così come ai nostri giorni.

Una delle sue più interessanti forme di artigianato artistico è sicuramente quella legata all’arte delle guanteria, grande esempio delle nostre abilità locali.

Storia antichissima quella del guanto, il cui uso era conosciuto fin dai tempi più antichi, addirittura già in uso presso i popoli dell’antico Egitto, come si è potuto evincere dalle pitture murali.

Nelle Sacre Scritture si riporta che Sant’Anna calzasse i guanti: per questo motivo è stata eletta dai guantai patrona del loro lavoro, nella antica Roma esistevano addirittura due termini distinti per i guanti, infatti i ‘digitalia’ coprivano anche le dita della mano, mentre i ‘manicae’ coprivano interamente l’arto.

Successivamente l’uso del guanto assunse anche significati di ordine sociale, nel Medioevo, ad esempio, i guanti avevano una indiscussa importanza nell’abbigliamento, ed erano usati esclusivamente dai nobili e dal clero, che avevano entrambi una loro propria tipologia di guanto con sue precise caratteristiche.
Conosciuta a Napoli sin dal XVIII secolo, questa produzione è decollata realmente all’inizio del secolo successivo. 
La presenza della corte dei Borbone nella capitale del regno delle due Sicilie ha contribuito notevolmente allo sviluppo mondiale di questo articolo già noto per la sua bellezza e qualità.

L’arte guantaia conosce a Napoli un ulteriore importante incremento ai primi del ‘900, ed è un’attività che viene portata avanti a conduzione familiare, e spesso vengono coinvolti in questa tutti i membri della famiglia.

Successivamente, dopo un’ulteriore incremento della produzione negli anni ’50, ’60, grazie alla ripresa dell’economia post bellica, negli anni ’70 assistiamo ad un periodo di crisi, alternato fino ai nostri giorni a periodi di ripresa.

A differenza di altre città, il centro storico di Napoli ha mantenuto un artigianato vivo tra cui, che è rimasto ben ancorato alla tradizione produttiva dei vari quartieri, secondo una vocazione di storica memoria, come ad esempio accade per l’oreficeria, nell’area intorno al porto, o anche come per l’arte dei “pastori” a S. Gregorio Armeno..

Ed  appunto la lavorazione dei guanti di pelle si è così diffusa in alcuni quartieri storici di Napoli, come in quello della Sanità, nel quartiere “Stella”, ed anche in quello di Capodimonte, tutti quartieri dove la loro lavorazione è ancora, in alcuni casi, eseguita di casa in casa, in laboratori ricavati negli stessi ambienti adibiti ad uso domestico. 

Questa artigianale e preziosa lavorazione, che si è anche avvalsa della presenza di una forte industria regionale di concia e tintura (detta l’università delle pelli), ha fatto sì che Napoli venisse in passato definita la “Capitale mondiale del guanto “, primato che anche se in maniera silente, come spesso accade per il bel fare a Napoli, ancora detiene.  

Nel centro di Napoli Aziende storiche come la Omega guanti, situata appunto nel centralissimo quartiere Stella, lavorano da generazioni nel segno della tradizione e dell’innovazione.

In questo caso, la stessa struttura logistica dell’Azienda ben rappresenta l’originalità dell’Impresa napoletana, situata all’interno di un antico palazzo, si snoda su tre piani, in un ambiente soleggiato ed aereato, due caratteristiche necessarie per una buona lavorazione delle pelli.

Altra Azienda storica è la Temin, che dal 1930 produce guanti di grande cura artigianale e di stile, grazie ad una flessibilità produttiva che gli consente di realizzare modelli sempre nuovi ed interessanti, questa storica Azienda è anch’essa situata nella centrale Via Imbriani, situata tra il Museo ed il Vomero.

Due realtà imprenditoriali dove la professionalità e la qualità delle produzioni non si traducono in una ricerca imprenditoriale asettica e fredda.

E sono proprio queste due Aziende a difenderne oggi la lavorazione a Napoli.

Le ultime notizie di settore parlano infatti di una delocalizzazione di alcune fasi della produzione verso i Paesi dell’Est, come ahimè già avvenuto in passato per altri settori merceologici, e più di una riflessione dovrebbe attuarsi in merito.

Nella lavorazione dei guanti importantissime sono le diverse tipologie di cucitura degli stessi, queste sono, infatti, altamente caratterizzanti per la loro stessa definizione, per cui diventa importante  citarne le maggiori, che vanno da quella detta a “Sellaio”, dove il filo tiene insieme le due parti della pelle scavalcandone i bordi, a quella detta a “Pique’”,adatta ai guanti finissimi, in cui le parti vengono trattenute e cucite una sull’ altra, finanche a quella denominata a “Strock”: tecnica che consiste in un punto a catenella, sia esso interno o esterno, ed infine bisogna anche non dimenticare la cucitura a mano, che è invece adoperata solo per i guanti pregiati.

Importante anche aggiungere come la Moda in queste ultime collezioni si stia interessando di nuovo ai guanti, accessorio di grande storia ed immutato fascino, e Napoli continui ad essere, così, ambasciatrice nel Mondo del bel fare e di una cultura che si nutre di estetica e Storia.

Marina Lebro

L'artigianato artistico a Napoli, così come in tutta la Campania, ha da sempre rappresentato un settore di grande interesse, in cui abilità tecnica, materiali di grande pregio, un innato “buon gusto”, figlio di una cultura secolare, hanno portato la fama della nostra città ben oltre i nostri stessi confini nazionali, grazie a manufatti di grande pregio e fattura.

Il livello qualitativo delle sue “eccellenze” pone Napoli indiscutibilmente come una delle capitali della Moda mondiale, nonostante la comunicazione mass mediatica cerchi costantemente ed ingiustamente di ignorare questa sua peculiarità.

Le migliori produzioni di artigianato artistico hanno da sempre, spesso, parlato in “lingua Napoletana”, e la Napoli Capitale emerge con forza nelle sue creazioni artistiche ed artigianali, in passato così come ai nostri giorni.

Una delle sue più interessanti forme di artigianato artistico è sicuramente quella legata all’arte delle guanteria, grande esempio delle nostre abilità locali.

Storia antichissima quella del guanto, il cui uso era conosciuto fin dai tempi più antichi, addirittura già in uso presso i popoli dell'antico Egitto, come si è potuto evincere dalle pitture murali.

Nelle Sacre Scritture si riporta che Sant'Anna calzasse i guanti: per questo motivo è stata eletta dai guantai patrona del loro lavoro, nella antica Roma esistevano addirittura due termini distinti per i guanti, infatti i ‘digitalia’ coprivano anche le dita della mano, mentre i ‘manicae’ coprivano interamente l’arto.

Successivamente l'uso del guanto assunse anche significati di ordine sociale, nel Medioevo, ad esempio, i guanti avevano una indiscussa importanza nell'abbigliamento, ed erano usati esclusivamente dai nobili e dal clero, che avevano entrambi una loro propria tipologia di guanto con sue precise caratteristiche.
Conosciuta a Napoli sin dal XVIII secolo, questa produzione è decollata realmente all'inizio del secolo successivo. 
La presenza della corte dei Borbone nella capitale del regno delle due Sicilie ha contribuito notevolmente allo sviluppo mondiale di questo articolo già noto per la sua bellezza e qualità.

L’arte guantaia conosce a Napoli un ulteriore importante incremento ai primi del ‘900, ed è un’attività che viene portata avanti a conduzione familiare, e spesso vengono coinvolti in questa tutti i membri della famiglia.

Successivamente, dopo un’ulteriore incremento della produzione negli anni ’50, ’60, grazie alla ripresa dell'economia post bellica, negli anni ’70 assistiamo ad un periodo di crisi, alternato fino ai nostri giorni a periodi di ripresa.

A differenza di altre città, il centro storico di Napoli ha mantenuto un artigianato vivo tra cui, che è rimasto ben ancorato alla tradizione produttiva dei vari quartieri, secondo una vocazione di storica memoria, come ad esempio accade per l'oreficeria, nell'area intorno al porto, o anche come per l'arte dei “pastori” a S. Gregorio Armeno..

Ed  appunto la lavorazione dei guanti di pelle si è così diffusa in alcuni quartieri storici di Napoli, come in quello della Sanità, nel quartiere “Stella”, ed anche in quello di Capodimonte, tutti quartieri dove la loro lavorazione è ancora, in alcuni casi, eseguita di casa in casa, in laboratori ricavati negli stessi ambienti adibiti ad uso domestico. 

Questa artigianale e preziosa lavorazione, che si è anche avvalsa della presenza di una forte industria regionale di concia e tintura (detta l'università delle pelli), ha fatto sì che Napoli venisse in passato definita la "Capitale mondiale del guanto ", primato che anche se in maniera silente, come spesso accade per il bel fare a Napoli, ancora detiene.  

Nel centro di Napoli Aziende storiche come la Omega guanti, situata appunto nel centralissimo quartiere Stella, lavorano da generazioni nel segno della tradizione e dell'innovazione.

In questo caso, la stessa struttura logistica dell'Azienda ben rappresenta l'originalità dell'Impresa napoletana, situata all'interno di un antico palazzo, si snoda su tre piani, in un ambiente soleggiato ed aereato, due caratteristiche necessarie per una buona lavorazione delle pelli.

Altra Azienda storica è la Temin, che dal 1930 produce guanti di grande cura artigianale e di stile, grazie ad una flessibilità produttiva che gli consente di realizzare modelli sempre nuovi ed interessanti, questa storica Azienda è anch'essa situata nella centrale Via Imbriani, situata tra il Museo ed il Vomero.

Due realtà imprenditoriali dove la professionalità e la qualità delle produzioni non si traducono in una ricerca imprenditoriale asettica e fredda.

E sono proprio queste due Aziende a difenderne oggi la lavorazione a Napoli.

Le ultime notizie di settore parlano infatti di una delocalizzazione di alcune fasi della produzione verso i Paesi dell'Est, come ahimè già avvenuto in passato per altri settori merceologici, e più di una riflessione dovrebbe attuarsi in merito.

Nella lavorazione dei guanti importantissime sono le diverse tipologie di cucitura degli stessi, queste sono, infatti, altamente caratterizzanti per la loro stessa definizione, per cui diventa importante  citarne le maggiori, che vanno da quella detta a “Sellaio”, dove il filo tiene insieme le due parti della pelle scavalcandone i bordi, a quella detta a “Pique'”,adatta ai guanti finissimi, in cui le parti vengono trattenute e cucite una sull' altra, finanche a quella denominata a “Strock”: tecnica che consiste in un punto a catenella, sia esso interno o esterno, ed infine bisogna anche non dimenticare la cucitura a mano, che è invece adoperata solo per i guanti pregiati.

Importante anche aggiungere come la Moda in queste ultime collezioni si stia interessando di nuovo ai guanti, accessorio di grande storia ed immutato fascino, e Napoli continui ad essere, così, ambasciatrice nel Mondo del bel fare e di una cultura che si nutre di estetica e Storia.

Marina Lebro