Amalfi lutto per Michele Amendola ristoratore a Camogli

0

Amalfi lutto per Michele Amendola ristoratore a Camogli .  Incredulità e dolore per la morte di Michele Amendola, 68 anni, uno dei ristoratori storici della città. Amendola, di origini campane, viveva a Camogli da molti anni. Aveva cominciato tra i fornelli del ristorante dell’hotel Casmona, quando il patron era Peppino Trebiani, allora presidente dell’Ascot. Amendola aveva, poi, gestito a lungo La Camogliese, il locale che l’aveva consacrato, dal punto di vista professionale. Amendola aveva, quindi, rilevato Il Faro (ex Vedetta), ristorante e locanda in via Piero Schiaffino, nella zona di Lazza. Da buon campano, ricorda l’amico Agostino Revello, «aveva un carattere solare e chiacchierava volentieri. Mi diceva sempre: Tino, qui a lavorare sono sempre gli stessi. Credeva nella cultura dell’accoglienza, era aperto e disponibile, un ottimo ristoratore. Aveva fatto parte del consiglio direttivo dell’Ascot e si dava da fare. Ricordo certe serate allegre, dopo le riunioni dell’associazione, a tavola, nel suo ristorante. Spaghetti per tutti e buonumore. Michele era così. E’ dura pensare che non ci sia più. Sembra retorica dirlo ora ma Michele era veramente una brava persona». Michele Amendola stava spesso seduto di fronte suo locale, a chiacchierare con gli amici, sulla “terrazza panoramica naturale” che è, in quel punto, via Piero Schiaffino. E aveva la passione del giardinaggio: davanti al ristorante, sotto la veranda, in un’aiuola stretta e lunga che corre parallela alla strada, coltivava, con cura, piantine fiorite.  Il Secolo XIX

Amalfi lutto per Michele Amendola ristoratore a Camogli .  Incredulità e dolore per la morte di Michele Amendola, 68 anni, uno dei ristoratori storici della città. Amendola, di origini campane, viveva a Camogli da molti anni. Aveva cominciato tra i fornelli del ristorante dell’hotel Casmona, quando il patron era Peppino Trebiani, allora presidente dell’Ascot. Amendola aveva, poi, gestito a lungo La Camogliese, il locale che l’aveva consacrato, dal punto di vista professionale. Amendola aveva, quindi, rilevato Il Faro (ex Vedetta), ristorante e locanda in via Piero Schiaffino, nella zona di Lazza. Da buon campano, ricorda l’amico Agostino Revello, «aveva un carattere solare e chiacchierava volentieri. Mi diceva sempre: Tino, qui a lavorare sono sempre gli stessi. Credeva nella cultura dell’accoglienza, era aperto e disponibile, un ottimo ristoratore. Aveva fatto parte del consiglio direttivo dell’Ascot e si dava da fare. Ricordo certe serate allegre, dopo le riunioni dell’associazione, a tavola, nel suo ristorante. Spaghetti per tutti e buonumore. Michele era così. E’ dura pensare che non ci sia più. Sembra retorica dirlo ora ma Michele era veramente una brava persona». Michele Amendola stava spesso seduto di fronte suo locale, a chiacchierare con gli amici, sulla “terrazza panoramica naturale” che è, in quel punto, via Piero Schiaffino. E aveva la passione del giardinaggio: davanti al ristorante, sotto la veranda, in un’aiuola stretta e lunga che corre parallela alla strada, coltivava, con cura, piantine fiorite.  Il Secolo XIX

Lascia una risposta