Vico del Gargano – San Menaio e Procida. Affinità e relazioni tra itinerari turistici. Riflessione di Franco Lista.

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Nota di Maurizio Vitiello – Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo una riflessione sulle affinità e relazioni tra itinerari turistici come Vico del Gargano – San Menaio e Procida del grande intellettuale Franco Lista, architetto e artista.

 

 

 

 

VICO DEL GARGANO – SAN MENAIO E PROCIDA

Affinità e relazioni tra itinerari turistici

di Franco Lista

 

Proviamo a mettere in relazione due significativi luoghi delle due sponde italiane, quella adriatica e quella tirrena.

Proviamo pure a confrontare le loro risorse e i loro paradigmi storici, artistici e naturalistici, approfondendone i singoli e singolari valori.

Emergerà di sicuro una rinnovata ricognizione e interpretazione dei due luoghi.

Questo vuol essere il punto di partenza di analisi e attente osservazioni dalle potranno derivare ipotesi e suggerimenti di itinerari e percorsi di nuovo modo di fare turismo, nella considerazione che arte, storia e natura sono campi omogeneamente affini, comprensibilmente consanguinei.

Non vi è, infatti, distanza né fisica né speculativa tra essi, poiché non c’è arte senza storia, così come non c’è natura che non sia interpretazione artistica, e reciprocamente.

Realtà antropogeografiche come Vico del Gargano – San Menaio e Procida sono il risultato di un felice e irripetibile connubio tra “cultura e natura”, per adoperare i significativi termini cari a Rosario Assunto, filosofo del paesaggio e pertanto intreccio osmotico e indissolubile che è qualità presente unicamente nei luoghi dell’anima.

Sicché, nei due luoghi scelti, la morfologia naturale e i rilevanti segni dell’antropizzazione si costituiscono in suggestive immagini, in scenari paesaggistici che si presentano come rivelazione empatica della realtà profonda dell’essere e per questo la loro assidua frequentazione diventa toccasana per lo spirito e per il corpo.

Possiamo concludere questa breve nota auspicando un appassionato e profondo confronto, criticamente propositivo, tra alcuni qualificati protagonisti dell’arte, della storia, della sociologia e della cultura turistica, in modo da configurare, progettare, itinerari ambientali accoglienti e propizi allo sviluppo di una nuova cultura e prassi turistica.

 

Procida, il lunedì del 14 luglio 2014  

                               

 

Nota di Maurizio Vitiello – Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo una riflessione sulle affinità e relazioni tra itinerari turistici come Vico del Gargano – San Menaio e Procida del grande intellettuale Franco Lista, architetto e artista.

 

 

 

 

VICO DEL GARGANO – SAN MENAIO E PROCIDA

Affinità e relazioni tra itinerari turistici

di Franco Lista

 

Proviamo a mettere in relazione due significativi luoghi delle due sponde italiane, quella adriatica e quella tirrena.

Proviamo pure a confrontare le loro risorse e i loro paradigmi storici, artistici e naturalistici, approfondendone i singoli e singolari valori.

Emergerà di sicuro una rinnovata ricognizione e interpretazione dei due luoghi.

Questo vuol essere il punto di partenza di analisi e attente osservazioni dalle potranno derivare ipotesi e suggerimenti di itinerari e percorsi di nuovo modo di fare turismo, nella considerazione che arte, storia e natura sono campi omogeneamente affini, comprensibilmente consanguinei.

Non vi è, infatti, distanza né fisica né speculativa tra essi, poiché non c’è arte senza storia, così come non c’è natura che non sia interpretazione artistica, e reciprocamente.

Realtà antropogeografiche come Vico del Gargano – San Menaio e Procida sono il risultato di un felice e irripetibile connubio tra “cultura e natura”, per adoperare i significativi termini cari a Rosario Assunto, filosofo del paesaggio e pertanto intreccio osmotico e indissolubile che è qualità presente unicamente nei luoghi dell’anima.

Sicché, nei due luoghi scelti, la morfologia naturale e i rilevanti segni dell’antropizzazione si costituiscono in suggestive immagini, in scenari paesaggistici che si presentano come rivelazione empatica della realtà profonda dell’essere e per questo la loro assidua frequentazione diventa toccasana per lo spirito e per il corpo.

Possiamo concludere questa breve nota auspicando un appassionato e profondo confronto, criticamente propositivo, tra alcuni qualificati protagonisti dell’arte, della storia, della sociologia e della cultura turistica, in modo da configurare, progettare, itinerari ambientali accoglienti e propizi allo sviluppo di una nuova cultura e prassi turistica.

 

Procida, il lunedì del 14 luglio 2014