Il Papa nella Terra dei Fuochi c’è la doppia visita per Caserta. Due tappe: 26 e 28 luglio

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Caserta. Semplice e disarmante come ha dimostrato di saper essere in ogni occasione pubblica e privata del suo pontificato. È una telefonata diretta quella che Papa Francesco fa al vescovo di Caserta, Giovanni d’Alise per annunciare che officerà messa davanti alla Reggia di Caserta. «Sarò a Caserta per una visita alla diocesi nel giorno della festa di sant’Anna». Poche parole che hanno riempito di gioia il cuore e, al contempo, lasciato senza fiato il prelato, in vista del 26 luglio, giorno in cui la città festeggia la sua copatrona (l’altro è san Sebastiano). E non riesce a trattenere le lacrime il vescovo d’Alise nel momento in cui ufficializza la visita, anzi le visite di papa Bergoglio. Sì, perché il pontefice che viene «dalla fine del mondo» non lascia, ma addirittura raddoppia la sua presenza nella Terra dei Fuochi con una seconda visita 48 ore dopo, ancora nel capoluogo lunedì 28 per un incontro riservato con il pastore della Chiesa Evangelica, Giovanni Traettino. Due viaggi in elicottero intervallati dalla sola domenica di pausa, a testimonianza di un desiderio di forte vicinanza nei confronti del territorio compreso tra le province di Napoli e Caserta. E non sembra un caso che papa Francesco abbia scelto – nella sua abitudine a sorprendere – per il suo primo doppio viaggio papale ravvicinato, proprio un’area martoriata da percentuali d’incidenza tumorale doppie rispetto al resto d’Italia. Una terra vessata da un ventennio di sversamenti tossici nelle proprie viscere – testimoniata anche da rivelazioni di collaboratori di giustizia come l’ex manager dei rifiuti oggi in carcere, Gaetano Vassallo che, al quotidiano “Il Mattino” ha raccontato degli affari tra clan e imprenditori propedeutici solo ad arricchire pochi e avvelenare ampie zone della Campania. Papa Francesco, d’altronde, un primo segnale lo aveva dato incontrando – seppur fugacemente – ed esortandolo ad «andare avanti», don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano e anima del popolo della «Terra dei fuochi». «Tutto è nato dal cuore del santo Padre – prosegue il vescovo di Caserta – che possiamo solo accettare, un dono insperato. Un’occasione unica per me che ho appena iniziato il percorso (si è insediato due mesi fa) e per la città che potrà ricevere il Papa, nonostante in quei giorni sia in vacanza. Nessuno di noi si aspettava tanto, quindi di più non si poteva chiedere. Ora ci resta pochissimo tempo per preparare al meglio questa visita», sottolinea facendo partire il conto alla rovescia. «Papa Francesco dirà messa a Caserta davanti alla Reggia alle 18, quella che avrei dovuto officiare io», spiega monsignor d’Alise poco dopo mezzogiorno in conferenza stampa, mentre in Prefettura è in corso una riunione ad hoc del Comitato per l’ordine e la sicurezza e si effettuano i sopralluoghi sul posto da parte delle forze dell’ordine con personale dell’Aeronautica e del Vaticano. Un momento di commozione, poi un accenno alla bozza di programma e all’impegno profuso dal sindaco di Caserta, Pio Del Gaudio, in termini di disponibilità e collaborazione per la concessione delle strutture già in uso per i concerti in piazza Carlo III. «Importante è stato l’impegno del vescovo – ribatte il primo cittadino – affinché si concretizzasse la visita del Papa. Sarà l’auspicata occasione in cui il Santo Padre potrà benedire la città e sant’Anna, la sua patrona». L’arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, esulta «a nome della Chiesa partenopea con la Chiesa di Caserta per la visita di Papa Francesco in Terra di Lavoro. Con gioia accogliamo l’annuncio della particolare presenza del Santo Padre tra noi, della quale ero stato premurosamente e tempestivamente informato dallo stesso pontefice. Sono contento che il Papa si rechi nella realtà territoriale che mi ha dato i natali. Ora, però, il mio cuore batte intensamente per Napoli e la sua gente – aggiunge – ed esploderà all’annuncio che Papa Francesco non farà mancare già in questa sua visita a Caserta, confermando la promessa, più volte fatta, della sua tanto attesa venuta nella nostra Napoli». Esprime soddisfazione anche il presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi, il quale pone l’accento «sul significato dell’arrivo del pontefice che, con il suo carisma e la sua capacità di parlare al cuore della gente, costituisce un motivo di speranza per l’intera provincia di Caserta». (Francesco Giardina Esposito – Il Mattino)

Caserta. Semplice e disarmante come ha dimostrato di saper essere in ogni occasione pubblica e privata del suo pontificato. È una telefonata diretta quella che Papa Francesco fa al vescovo di Caserta, Giovanni d’Alise per annunciare che officerà messa davanti alla Reggia di Caserta. «Sarò a Caserta per una visita alla diocesi nel giorno della festa di sant’Anna». Poche parole che hanno riempito di gioia il cuore e, al contempo, lasciato senza fiato il prelato, in vista del 26 luglio, giorno in cui la città festeggia la sua copatrona (l’altro è san Sebastiano). E non riesce a trattenere le lacrime il vescovo d’Alise nel momento in cui ufficializza la visita, anzi le visite di papa Bergoglio. Sì, perché il pontefice che viene «dalla fine del mondo» non lascia, ma addirittura raddoppia la sua presenza nella Terra dei Fuochi con una seconda visita 48 ore dopo, ancora nel capoluogo lunedì 28 per un incontro riservato con il pastore della Chiesa Evangelica, Giovanni Traettino. Due viaggi in elicottero intervallati dalla sola domenica di pausa, a testimonianza di un desiderio di forte vicinanza nei confronti del territorio compreso tra le province di Napoli e Caserta. E non sembra un caso che papa Francesco abbia scelto – nella sua abitudine a sorprendere – per il suo primo doppio viaggio papale ravvicinato, proprio un’area martoriata da percentuali d’incidenza tumorale doppie rispetto al resto d’Italia. Una terra vessata da un ventennio di sversamenti tossici nelle proprie viscere – testimoniata anche da rivelazioni di collaboratori di giustizia come l’ex manager dei rifiuti oggi in carcere, Gaetano Vassallo che, al quotidiano “Il Mattino” ha raccontato degli affari tra clan e imprenditori propedeutici solo ad arricchire pochi e avvelenare ampie zone della Campania. Papa Francesco, d’altronde, un primo segnale lo aveva dato incontrando – seppur fugacemente – ed esortandolo ad «andare avanti», don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano e anima del popolo della «Terra dei fuochi». «Tutto è nato dal cuore del santo Padre – prosegue il vescovo di Caserta – che possiamo solo accettare, un dono insperato. Un’occasione unica per me che ho appena iniziato il percorso (si è insediato due mesi fa) e per la città che potrà ricevere il Papa, nonostante in quei giorni sia in vacanza. Nessuno di noi si aspettava tanto, quindi di più non si poteva chiedere. Ora ci resta pochissimo tempo per preparare al meglio questa visita», sottolinea facendo partire il conto alla rovescia. «Papa Francesco dirà messa a Caserta davanti alla Reggia alle 18, quella che avrei dovuto officiare io», spiega monsignor d’Alise poco dopo mezzogiorno in conferenza stampa, mentre in Prefettura è in corso una riunione ad hoc del Comitato per l’ordine e la sicurezza e si effettuano i sopralluoghi sul posto da parte delle forze dell’ordine con personale dell’Aeronautica e del Vaticano. Un momento di commozione, poi un accenno alla bozza di programma e all’impegno profuso dal sindaco di Caserta, Pio Del Gaudio, in termini di disponibilità e collaborazione per la concessione delle strutture già in uso per i concerti in piazza Carlo III. «Importante è stato l’impegno del vescovo – ribatte il primo cittadino – affinché si concretizzasse la visita del Papa. Sarà l'auspicata occasione in cui il Santo Padre potrà benedire la città e sant'Anna, la sua patrona». L’arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, esulta «a nome della Chiesa partenopea con la Chiesa di Caserta per la visita di Papa Francesco in Terra di Lavoro. Con gioia accogliamo l'annuncio della particolare presenza del Santo Padre tra noi, della quale ero stato premurosamente e tempestivamente informato dallo stesso pontefice. Sono contento che il Papa si rechi nella realtà territoriale che mi ha dato i natali. Ora, però, il mio cuore batte intensamente per Napoli e la sua gente – aggiunge – ed esploderà all'annuncio che Papa Francesco non farà mancare già in questa sua visita a Caserta, confermando la promessa, più volte fatta, della sua tanto attesa venuta nella nostra Napoli». Esprime soddisfazione anche il presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi, il quale pone l’accento «sul significato dell’arrivo del pontefice che, con il suo carisma e la sua capacità di parlare al cuore della gente, costituisce un motivo di speranza per l’intera provincia di Caserta». (Francesco Giardina Esposito – Il Mattino)