PAGANI Sparatoria tra fratelli, si cerca l’arma VIDEO

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Sono in corso le ricerche dell’arma da fuoco adoperata dai due fratelli di Pagani arrestati dai carabinieri. Da questa mattina i militari stanno passando al setaccio un affluente del Sarno, nei pressi di via Zeccagnuolo, dove si presume sia stata gettata l’arma.I fatti. Fermati e ristretti agli arresti domiciliari due fratelli di Pagani, protagonisti di una lite a colpi di arma da fuoco – un fucile modello doppietta e una pistola non meglio identificata – e dunque accusati di detenzione e porto illegale di armi. Alfonso D’Auria, 36 anni, pregiudicato, e Aniello D’Auria, 22, l’altro giorno si sono affrontati armi in pugno in un cortile di via Zeccagnuolo, prima sparandosi poi rincorrendosi a vicenda nelle campagne circostanti. L’intervento dei militari li ha trovati entrambi disarmati, perché avevano intanto gettato via le armi – poi risultate entrambi di proprietà del padre – per evitare conseguenze. Solo per un caso i fratelli sono rimasti illesi, sebbene ciascuna arma abbia esploso almeno due colpi: solo delle schegge hanno colpito lievemente uno dei due contendenti ma senza danni gravi.L’indagine svolta dai militari della tenenza di Pagani, dopo gli accertamenti ha permesso di ricostruire un comportamento abitualmente violento dei due fratelli, con un pessimo rapporto anche tra Alfonso e la moglie. Proprio dopo un litigio tra i due coniugi, e che dunque non aveva contrapposto direttamente i due fratelli, è scoppiata la lite a mano armata. Il maggiore, Alfonso, impugnava la pistola, Aniello, invece, ha utilizzato un fucile marca Castellano calibro 12, legalmente detenuto dal padre, che la madre gli ha subito strappato dalle mani per riporlo in cassaforte.

Dopo l’arresto, è scattata l’indagine svolta dai carabinieri e curata dal sostituto procuratore di turno Roberto Lenza, culminata nell’esecuzione di due misure cautelari agli arresti domiciliari per i fratelli D’Auria, difesi uno dall’avvocato Cosimo Vastola e l’altro dall’avvocato Matteo Feccia. LA CITTASono in corso le ricerche dell’arma da fuoco adoperata dai due fratelli di Pagani arrestati dai carabinieri. Da questa mattina i militari stanno passando al setaccio un affluente del Sarno, nei pressi di via Zeccagnuolo, dove si presume sia stata gettata l’arma.I fatti. Fermati e ristretti agli arresti domiciliari due fratelli di Pagani, protagonisti di una lite a colpi di arma da fuoco – un fucile modello doppietta e una pistola non meglio identificata – e dunque accusati di detenzione e porto illegale di armi. Alfonso D’Auria, 36 anni, pregiudicato, e Aniello D’Auria, 22, l’altro giorno si sono affrontati armi in pugno in un cortile di via Zeccagnuolo, prima sparandosi poi rincorrendosi a vicenda nelle campagne circostanti. L’intervento dei militari li ha trovati entrambi disarmati, perché avevano intanto gettato via le armi – poi risultate entrambi di proprietà del padre – per evitare conseguenze. Solo per un caso i fratelli sono rimasti illesi, sebbene ciascuna arma abbia esploso almeno due colpi: solo delle schegge hanno colpito lievemente uno dei due contendenti ma senza danni gravi.L’indagine svolta dai militari della tenenza di Pagani, dopo gli accertamenti ha permesso di ricostruire un comportamento abitualmente violento dei due fratelli, con un pessimo rapporto anche tra Alfonso e la moglie. Proprio dopo un litigio tra i due coniugi, e che dunque non aveva contrapposto direttamente i due fratelli, è scoppiata la lite a mano armata. Il maggiore, Alfonso, impugnava la pistola, Aniello, invece, ha utilizzato un fucile marca Castellano calibro 12, legalmente detenuto dal padre, che la madre gli ha subito strappato dalle mani per riporlo in cassaforte.

Dopo l’arresto, è scattata l’indagine svolta dai carabinieri e curata dal sostituto procuratore di turno Roberto Lenza, culminata nell’esecuzione di due misure cautelari agli arresti domiciliari per i fratelli D’Auria, difesi uno dall’avvocato Cosimo Vastola e l’altro dall’avvocato Matteo Feccia. LA CITTA