Luigi de Magistris: a Napoli lutto cittadino ma non andrò ai funerali. Non sono colpevole, investiremo sulla sicurezza

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Napoli. Rompe il silenzio il sindaco Luigi de Magistris. A dieci giorni dal crollo della Galleria Umberto I che è costata la vita al piccolo Salvatore Giordano il primo cittadino racconta le cose così come appaiono da Palazzo San Giacomo. È provato – de Magistris – da un evento «inaccettabile». E rintuzza le precisazioni che sono fioccate dalla Procura attraverso Giovanni Colangelo sulla questione non secondaria del Comune, ovvero lui stesso in quanto rappresentante legale dell’ente, quale «parte offesa». Nessun tarocco da parte dell’Avvocatura: così a Colangelo, mai nominato, che aveva ribadito di non avere firmato di suo pugno nessun provvedimento, che lo avevano fatto altri e che de Magistris è parte offesa perché lo hanno chiesto gli avvocati del Comune, arriva una frecciatina. «È la Procura che riconosce la parte offesa, è chiaro che Palazzo San Giacomo in tal senso si sarebbe costituito, ma io non sono in polemica con la Procura». Tutto è il rimpallo tra i due Palazzi tranne che un misunderstanding, un banale frainteso. Viene fuori da questo ritorno alla parola nella sala del tavolo a vetri un de Magistris che non ci sta più a fare la parte del pugile colpito al mento e un po’ suonato. Atteggiamento giusto? Sbagliato? L’unica certezza è che questa volta il sindaco ci mette la faccia: «C’è stato un killeraggio politico – spiega de Magistris – e una miseria umana che come sindaco, napoletano, magistrato e padre non avevo mai visto. Il mio silenzio nei giorni scorsi è dovuto a questo, perché di fronte a una tragedia inaccettabile sono prevalsi il dolore, la commozione e la vicinanza alla famiglia e allo stesso Salvatore che lottava, con un filo di speranza, tra la vita e la morte». Il sindaco annuncia: «Non sarò ai funerali oggi, confermo il lutto cittadino e che ci sarà il gonfalone della città e una corona di fiori del Comune, il momento del lutto è della famiglia e della città di Marano. Ed è una mia scelta per prendere le distanze da tutto il veleno immesso contro Napoli». Come si è sentito il sindaco in questi giorni e come si sente adesso a poche ore dai funerali? «In questi giorni ho avvertito un peso enorme di una tragedia che considero inaccettabile e per cui non ho parole come padre prima ancora che come sindaco e napoletano. Non avverto, invece, una responsabilità giudiziaria che non mi appartiene, né una responsabilità politica e morale, ma avverto il peso, il dramma che questa tragedia sia accaduta a Napoli ed è una ferita che non è riparabile, che non superi mai quando rappresenti la città». Il tema della magistratura ritorna con forza: «Daremo il massimo contributo alla magistratura nello svolgimento dell’indagine. L’amministrazione ha avviato tutti gli accertamenti interni perché oltre alle eventuali responsabilità penali, noi verificheremo gli atti. Da parte nostra la Procura gode di rispetto e confidiamo nell’autonomia e indipendenza della magistratura cui daremo il massimo contributo per effettuare la ricostruzione dei fatti». De Magistris fa poi un appello che riguarda anche e soprattutto i 4 dirigenti comunali indagati: «Non colpevolizzare in modo preventivo chi ha avuto un avviso di garanzia. La vicenda è complessa, delicata e la magistratura farà luce. Non c’è bisogno di colpevolizzare o assolvere: questo spetta alla magistratura e non devono farlo altri. Chi oggi è indagato, per esempio, continua a gestire la protezione civile, perché mai come in questo caso gli avvisi erano un atto dovuto». C’è poi uno scenario più stringente, come mettere in sicurezza Napoli a prescindere da tutto: «Il problema della manutenzione c’è e nessuno lo ha mai negato: il Paese deve decidere quali sono le priorità e io credo che la sicurezza sia una priorità. Dobbiamo chiedere con forza che il Paese investa in sicurezza. Il Paese deve rinascere dai territori, dalle comunità che devono avere le risorse». Quindi la questione napoletana: «Evitato il dissesto ora possiamo fare molte cose in più, approveremo il bilancio in giunta entro il 7 agosto e in aula nella prima settimana di settembre. Ci sarà all’interno una delibera quadro che conterrà la detassazione da tutte le imposte del Comune, tra cui la Cosap, per i privati che decidono di ristrutturare gli edifici perché i privati devono essere aiutati, ma hanno il dovere di intervenire». Sul patrimonio comunale e la recente azione della magistratura che ha sequestrato preventivamente 24 milioni all’ex gestore Romeo spiega: «Non facciamo la guerra a Romeo, la vicenda giudiziaria è chiusa e non la commento; c’è un contenzioso e noi adottiamo scelte politiche, come quella di internalizzare la gestione del patrimonio e decisioni amministrative». Vicenda centro storico e appalti che ha chiesto l’Unesco, ovvero i 100 milioni in cassa senza nessun cantiere aperto da Comune e Regione. «Se dovessimo restituire i soldi, mi assumerò la responsabilità politica, ma sul percorso del Grande Progetto Centro storico sono sereno» spiega de Magistris. «Stiamo lavorando con la Regione, sono partite le gare e alcune sono in via di aggiudicazione». E fonti della presidenza dell’ente di Santa Lucia precisano: «Sul grande progetto Unesco non ci sono ritardi, inoltre è un progetto che la Ue ha messo come si dice a cavallo, cioè i fondi sono a valore fino al 2023. Su altri progetti come quello per il Porto i ritardi ci sono ma non per il centro storico, dove il piano di gestione è stato approvato nel 2011 e da allora sono partite tutte le lunghe procedure che la Ue impone». (Luigi Roano – Il Mattino)

Napoli. Rompe il silenzio il sindaco Luigi de Magistris. A dieci giorni dal crollo della Galleria Umberto I che è costata la vita al piccolo Salvatore Giordano il primo cittadino racconta le cose così come appaiono da Palazzo San Giacomo. È provato – de Magistris – da un evento «inaccettabile». E rintuzza le precisazioni che sono fioccate dalla Procura attraverso Giovanni Colangelo sulla questione non secondaria del Comune, ovvero lui stesso in quanto rappresentante legale dell’ente, quale «parte offesa». Nessun tarocco da parte dell’Avvocatura: così a Colangelo, mai nominato, che aveva ribadito di non avere firmato di suo pugno nessun provvedimento, che lo avevano fatto altri e che de Magistris è parte offesa perché lo hanno chiesto gli avvocati del Comune, arriva una frecciatina. «È la Procura che riconosce la parte offesa, è chiaro che Palazzo San Giacomo in tal senso si sarebbe costituito, ma io non sono in polemica con la Procura». Tutto è il rimpallo tra i due Palazzi tranne che un misunderstanding, un banale frainteso. Viene fuori da questo ritorno alla parola nella sala del tavolo a vetri un de Magistris che non ci sta più a fare la parte del pugile colpito al mento e un po’ suonato. Atteggiamento giusto? Sbagliato? L’unica certezza è che questa volta il sindaco ci mette la faccia: «C’è stato un killeraggio politico – spiega de Magistris – e una miseria umana che come sindaco, napoletano, magistrato e padre non avevo mai visto. Il mio silenzio nei giorni scorsi è dovuto a questo, perché di fronte a una tragedia inaccettabile sono prevalsi il dolore, la commozione e la vicinanza alla famiglia e allo stesso Salvatore che lottava, con un filo di speranza, tra la vita e la morte». Il sindaco annuncia: «Non sarò ai funerali oggi, confermo il lutto cittadino e che ci sarà il gonfalone della città e una corona di fiori del Comune, il momento del lutto è della famiglia e della città di Marano. Ed è una mia scelta per prendere le distanze da tutto il veleno immesso contro Napoli». Come si è sentito il sindaco in questi giorni e come si sente adesso a poche ore dai funerali? «In questi giorni ho avvertito un peso enorme di una tragedia che considero inaccettabile e per cui non ho parole come padre prima ancora che come sindaco e napoletano. Non avverto, invece, una responsabilità giudiziaria che non mi appartiene, né una responsabilità politica e morale, ma avverto il peso, il dramma che questa tragedia sia accaduta a Napoli ed è una ferita che non è riparabile, che non superi mai quando rappresenti la città». Il tema della magistratura ritorna con forza: «Daremo il massimo contributo alla magistratura nello svolgimento dell’indagine. L’amministrazione ha avviato tutti gli accertamenti interni perché oltre alle eventuali responsabilità penali, noi verificheremo gli atti. Da parte nostra la Procura gode di rispetto e confidiamo nell’autonomia e indipendenza della magistratura cui daremo il massimo contributo per effettuare la ricostruzione dei fatti». De Magistris fa poi un appello che riguarda anche e soprattutto i 4 dirigenti comunali indagati: «Non colpevolizzare in modo preventivo chi ha avuto un avviso di garanzia. La vicenda è complessa, delicata e la magistratura farà luce. Non c’è bisogno di colpevolizzare o assolvere: questo spetta alla magistratura e non devono farlo altri. Chi oggi è indagato, per esempio, continua a gestire la protezione civile, perché mai come in questo caso gli avvisi erano un atto dovuto». C’è poi uno scenario più stringente, come mettere in sicurezza Napoli a prescindere da tutto: «Il problema della manutenzione c’è e nessuno lo ha mai negato: il Paese deve decidere quali sono le priorità e io credo che la sicurezza sia una priorità. Dobbiamo chiedere con forza che il Paese investa in sicurezza. Il Paese deve rinascere dai territori, dalle comunità che devono avere le risorse». Quindi la questione napoletana: «Evitato il dissesto ora possiamo fare molte cose in più, approveremo il bilancio in giunta entro il 7 agosto e in aula nella prima settimana di settembre. Ci sarà all’interno una delibera quadro che conterrà la detassazione da tutte le imposte del Comune, tra cui la Cosap, per i privati che decidono di ristrutturare gli edifici perché i privati devono essere aiutati, ma hanno il dovere di intervenire». Sul patrimonio comunale e la recente azione della magistratura che ha sequestrato preventivamente 24 milioni all’ex gestore Romeo spiega: «Non facciamo la guerra a Romeo, la vicenda giudiziaria è chiusa e non la commento; c’è un contenzioso e noi adottiamo scelte politiche, come quella di internalizzare la gestione del patrimonio e decisioni amministrative». Vicenda centro storico e appalti che ha chiesto l’Unesco, ovvero i 100 milioni in cassa senza nessun cantiere aperto da Comune e Regione. «Se dovessimo restituire i soldi, mi assumerò la responsabilità politica, ma sul percorso del Grande Progetto Centro storico sono sereno» spiega de Magistris. «Stiamo lavorando con la Regione, sono partite le gare e alcune sono in via di aggiudicazione». E fonti della presidenza dell’ente di Santa Lucia precisano: «Sul grande progetto Unesco non ci sono ritardi, inoltre è un progetto che la Ue ha messo come si dice a cavallo, cioè i fondi sono a valore fino al 2023. Su altri progetti come quello per il Porto i ritardi ci sono ma non per il centro storico, dove il piano di gestione è stato approvato nel 2011 e da allora sono partite tutte le lunghe procedure che la Ue impone». (Luigi Roano – Il Mattino)