Il Conservatorio di Salerno e la grande tradizione bandistica

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Il vescovo ha intimato che per la processione di San Matteo sfili un’unica formazione e noi lanciamo l’idea che sia quella del “G.Martucci” per rinverdire la memoria della gloriosa banda di musica del  “serraglio”

 

Di OLGA CHIEFFI

Venerdì sera, abbiamo assistito al concerto finale della masterclass svoltasi dall’8 all’11 luglio presso il Conservatorio Statale di Musica “G.Martucci” di studio e perfezionamento in Direzione e Strumentazione per Orchestra di Fiati, promossa dal Dipartimento di Teoria, Analisi e Composizione del Conservatorio di Salerno. La scuola di Strumentazione per orchestra di fiati, un nobile e perdurante vanto della nostra istituzione, ha voluto questa esperienza formativa di livello internazionale, invitando il celebre didatta e concertista americano Wesley J. Broadnax, unitamente al direttore della banda di Norcia Filippo Salemmi. Nella chiesa di San Giovanni Battista di Bracigliano, ospiti di Don Ciro Giordano e di un attentissimo sindaco, Antonio Rescigno, che ha ascoltato il lungo ed impegnativo programma sino al termine, si è esibita l’orchestra di fiati del Martucci, diretta dai due maestri ospiti, coadiuvati da docenti e notissimi direttori di banda del calibro di Enzo Cammarano, Luigi Avallone e Franco Cardaropoli, unitamente al coordinatore del dipartimento Catello Gallotti, mentre in sala abbiamo apprezzato la presenza dell’ex direttore Fulvio Maffia, del vice-direttore e clarinettista Pietro Nunziata e un pubblico di amanti e conoscitori di questo genere di musica. Programma di non semplice intenzione e comunicativa al di fuori dell’entrée, la Marcia per il sultano, il sultano di Turchia Abdul Medjid, di Gioacchino Rossini, un à pas redoublè di indubbio fascino, ove spiccano la I tromba e il I clarinetto, di una famosa pagina del padrone di casa Francesco Cardaropoli del quale è stata eseguita Celebration Fanfare che rivela una innegabile originalità d’ impianto e una sapiente costruzione e la chiusura con la Second Suite in F  di Gustav Holst che ha coinvolto il pubblico in sala con la Fantasia on The “Dargason” evocante le note della popolare Greenselves. Il programma è stato completato da opere di non facile tessitura, quali Rest di Frank Ticheli, Pageant di Vincent Persichetti,  October Eric Withacre, Roma Sacra di Luigi Zaninelli e il maestoso Chorale and Shaker dance di John Zdecklik, in cui la linea comune è stata la scelta accordale per valorizzare sì le varie sezioni, ottoni e legni, ma facendo affrontare difficoltà d’intonazione, a volte insuperate, ai ragazzi. Applausi per tutti e una notizia data in pasto alla stampa da Fulvio Maffia, per portare la cattedra di strumentazione per banda a Bracigliano, paese della musica, che vive per questo tipo di formazione, contandone diverse, nel vanvitelliano Palazzo De Simone che da poco restaurato vanta un auditorium di 300 posti. Ritrovamenti e incontri dinanzi al ricco buffet con maestri, quali il flautista Antonio Senatore che ha presentato il validissimo ottavinista Salvatore Gaeta, i percussionisti guidati dal timpanista Nicola Montefusco, i clarinetti della scuola di Giovanni De Falco, ex allievi quali il I flauto Angelo Antonacchio e ancora il novantenne trombettista Camillo Del Pezzo, la tromba dei due mondi, un amore per la banda che ci ha portato alla mente l’ordinanza dell’ Arcivescovo Luigi Moretti, che ammetterà un’unica banda alla processione di San Matteo, nel corso della quale sino allo scorso anno ne sfilavano ben quattro. Bene, non siamo affatto discordi con  questa ordinanza. Ricordiamo che le processioni di quei mitici festeggiamenti patronali del secolo scorso, che ogni 21 settembre andiamo ad evocare ospitavano un’unica banda ed era una formazione d’ eccezione, quella dell’Orfanotrofio Umberto I, del Serraglio, che schierava tra le sue file insegnanti e i migliori allievi della prestigiosa Scuola di Musica. Lo scorso settembre il M° Antonio Marzullo, docente di trombone e insostituibile segretario artistico del massimo cittadino, che a quella scuola si è formato, aveva rivelato il suo sogno di riformare quella banda con gli allievi del Conservatorio “G.Martucci”, per farla sfilare dietro la statua di San Matteo. Venerdì sera il nostro iniziale scettiscismo è svanito e lanciamo da queste colonne l’invito a far sfilare la formazione della nostra massima istituzione musicale il prossimo 21 settembre, rispolverando le marce storiche della banda del Serraglio, quando l’abbraccio della cittadinanza era per il M° trombonista Mario Marino, il M° Domenico Faliero, primo flauto alla Rai di Roma, per il sax alto, il M° Francesco Florio, istitutore della prima cattedra di questo strumento in Italia, e ancora ai clarinetti i Maestri Condolucci, Faiella e Caso, con il loro allievo Labriola al piccolo in Mi bemolle, il M° Antonio Avallone al flicornino, seguiti da allievi del calibro di Tiso al trombone, poi insegnante al Conservatorio di S. Cecilia, dell’indimenticato Carlo Agresti, I corno al Teatro dell’Opera di Roma e docente a S.Cecilia, Alfredo Coppola, I corno alla Scala di Milano, Filippo De Stefano, bassotuba del Teatro di San Carlo. Per la banda del “Serraglio” era un onore sfilare e si preparava scrupolosamente nella celebre “villetta”, per studiare il passo, dare lo “spolvero” a particolari marce richieste dai portatori, quali Creola, una marcia briosa in 6/8 composta dal M° Gaetano Savo, che ben si adattava ai passi corti dei portatori di S.Giuseppe e S.Matteo, gravati dal grande peso delle statue, oppure Rinascita una maestosa marcia sinfonica. Gli allievi di oggi potrebbero così, rivivere quell’esperienza figlia di un’intenzione romantica ed etica di cui la nostra società ha assoluto bisogno.

 

Il vescovo ha intimato che per la processione di San Matteo sfili un’unica formazione e noi lanciamo l’idea che sia quella del “G.Martucci” per rinverdire la memoria della gloriosa banda di musica del  “serraglio”

 

Di OLGA CHIEFFI

Venerdì sera, abbiamo assistito al concerto finale della masterclass svoltasi dall’8 all’11 luglio presso il Conservatorio Statale di Musica “G.Martucci” di studio e perfezionamento in Direzione e Strumentazione per Orchestra di Fiati, promossa dal Dipartimento di Teoria, Analisi e Composizione del Conservatorio di Salerno. La scuola di Strumentazione per orchestra di fiati, un nobile e perdurante vanto della nostra istituzione, ha voluto questa esperienza formativa di livello internazionale, invitando il celebre didatta e concertista americano Wesley J. Broadnax, unitamente al direttore della banda di Norcia Filippo Salemmi. Nella chiesa di San Giovanni Battista di Bracigliano, ospiti di Don Ciro Giordano e di un attentissimo sindaco, Antonio Rescigno, che ha ascoltato il lungo ed impegnativo programma sino al termine, si è esibita l’orchestra di fiati del Martucci, diretta dai due maestri ospiti, coadiuvati da docenti e notissimi direttori di banda del calibro di Enzo Cammarano, Luigi Avallone e Franco Cardaropoli, unitamente al coordinatore del dipartimento Catello Gallotti, mentre in sala abbiamo apprezzato la presenza dell’ex direttore Fulvio Maffia, del vice-direttore e clarinettista Pietro Nunziata e un pubblico di amanti e conoscitori di questo genere di musica. Programma di non semplice intenzione e comunicativa al di fuori dell’entrée, la Marcia per il sultano, il sultano di Turchia Abdul Medjid, di Gioacchino Rossini, un à pas redoublè di indubbio fascino, ove spiccano la I tromba e il I clarinetto, di una famosa pagina del padrone di casa Francesco Cardaropoli del quale è stata eseguita Celebration Fanfare che rivela una innegabile originalità d’ impianto e una sapiente costruzione e la chiusura con la Second Suite in F  di Gustav Holst che ha coinvolto il pubblico in sala con la Fantasia on The “Dargason” evocante le note della popolare Greenselves. Il programma è stato completato da opere di non facile tessitura, quali Rest di Frank Ticheli, Pageant di Vincent Persichetti,  October Eric Withacre, Roma Sacra di Luigi Zaninelli e il maestoso Chorale and Shaker dance di John Zdecklik, in cui la linea comune è stata la scelta accordale per valorizzare sì le varie sezioni, ottoni e legni, ma facendo affrontare difficoltà d’intonazione, a volte insuperate, ai ragazzi. Applausi per tutti e una notizia data in pasto alla stampa da Fulvio Maffia, per portare la cattedra di strumentazione per banda a Bracigliano, paese della musica, che vive per questo tipo di formazione, contandone diverse, nel vanvitelliano Palazzo De Simone che da poco restaurato vanta un auditorium di 300 posti. Ritrovamenti e incontri dinanzi al ricco buffet con maestri, quali il flautista Antonio Senatore che ha presentato il validissimo ottavinista Salvatore Gaeta, i percussionisti guidati dal timpanista Nicola Montefusco, i clarinetti della scuola di Giovanni De Falco, ex allievi quali il I flauto Angelo Antonacchio e ancora il novantenne trombettista Camillo Del Pezzo, la tromba dei due mondi, un amore per la banda che ci ha portato alla mente l’ordinanza dell’ Arcivescovo Luigi Moretti, che ammetterà un’unica banda alla processione di San Matteo, nel corso della quale sino allo scorso anno ne sfilavano ben quattro. Bene, non siamo affatto discordi con  questa ordinanza. Ricordiamo che le processioni di quei mitici festeggiamenti patronali del secolo scorso, che ogni 21 settembre andiamo ad evocare ospitavano un’unica banda ed era una formazione d’ eccezione, quella dell’Orfanotrofio Umberto I, del Serraglio, che schierava tra le sue file insegnanti e i migliori allievi della prestigiosa Scuola di Musica. Lo scorso settembre il M° Antonio Marzullo, docente di trombone e insostituibile segretario artistico del massimo cittadino, che a quella scuola si è formato, aveva rivelato il suo sogno di riformare quella banda con gli allievi del Conservatorio “G.Martucci”, per farla sfilare dietro la statua di San Matteo. Venerdì sera il nostro iniziale scettiscismo è svanito e lanciamo da queste colonne l’invito a far sfilare la formazione della nostra massima istituzione musicale il prossimo 21 settembre, rispolverando le marce storiche della banda del Serraglio, quando l’abbraccio della cittadinanza era per il M° trombonista Mario Marino, il M° Domenico Faliero, primo flauto alla Rai di Roma, per il sax alto, il M° Francesco Florio, istitutore della prima cattedra di questo strumento in Italia, e ancora ai clarinetti i Maestri Condolucci, Faiella e Caso, con il loro allievo Labriola al piccolo in Mi bemolle, il M° Antonio Avallone al flicornino, seguiti da allievi del calibro di Tiso al trombone, poi insegnante al Conservatorio di S. Cecilia, dell’indimenticato Carlo Agresti, I corno al Teatro dell’Opera di Roma e docente a S.Cecilia, Alfredo Coppola, I corno alla Scala di Milano, Filippo De Stefano, bassotuba del Teatro di San Carlo. Per la banda del “Serraglio” era un onore sfilare e si preparava scrupolosamente nella celebre “villetta”, per studiare il passo, dare lo “spolvero” a particolari marce richieste dai portatori, quali Creola, una marcia briosa in 6/8 composta dal M° Gaetano Savo, che ben si adattava ai passi corti dei portatori di S.Giuseppe e S.Matteo, gravati dal grande peso delle statue, oppure Rinascita una maestosa marcia sinfonica. Gli allievi di oggi potrebbero così, rivivere quell’esperienza figlia di un’intenzione romantica ed etica di cui la nostra società ha assoluto bisogno.