Una rosa rossa per Giancappetti

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Il maltempo ha fatto suonare la Rotary Youth Chamber Orchestra nella incantevole cornice della chiesa della Madonna delle Grazie di Raito

 

Di OLGA CHIEFFI

Una rosa rossa per Giancappetti accompagnerà questa XVII edizione dei Concerti d’Estate di Villa Guariglia, promossa dal Comune di Vietri sul Mare e dal Cta di Tonia Willburger, che ha preso il via nella incantevole cornice della chiesa di Santa Maria delle Grazie in Raito, a causa del tempo incerto. Nel colore di Gian Cappetti è scritto il diario della sua vita, memoria dell’antico e osservazione del presente, solitudine melanconica e partecipazione alla bellezza del mondo, segno e sogno ad inseguirsi nella sua diuturna attività, nelle sue mille opere alitanti di poesia, testimoni della sua mano sorretta da una ininterrotta felicità di visione, da un mirabile stato di grazia che ha pochi paragoni nell’arte, non solo italiana del secolo, una feconda giovinezza espressiva, una fatale contiguità con la ceramica e il segno. Suo il faro di Erchie simbolo spirituale che è sui programmi della rassegna, sua la sedia abituale su cui sedeva l’amico dei concerti. Dei giovanissimi talenti hanno inaugurato il cartellone partito con la sezione classica diretta da Francesco Nicolosi che si è affidato alla Rotary Youth Chamber Orchestra diretta sapientemente da Simone Genuini. Apertura vivaldiana con due gemme del Prete Rosso Alla Rustica, risultata il brano più coinvolgente della serata e L’ estate dalle Stagioni, con Riccardo Zamuner quale violino solista. Piacevolezza e assoluta regolarità sono state le linee guide dell’esecuzione di Zamuner di fondo, su cui sono riuscite a stagliarsi diverse immagini, diversi umori, ma il più delle volte quel gioco di cercare “differenze” frastagliature, mobilità di immagini, lo stesso gioco che l’esecutore conduce a freddo, in un dialogo solitario con i tanti spazi bianchi della pagina scritta, non è stato negato all’uditorio. Applausi calorosissimi ed ecco il Grieg della suite in stile antico un’opera caratteristica, nella quale è possibile cogliere aspetti espressivi e compositivi particolarmente significativi, soprattutto nel dialogo tra gli strumenti e nelle aperture liriche, di immediata presa emotiva, ben resa dai ragazzi. Finale nel segno di George Gershwin con quattro dei suoi amatissimi songs  da Embraceable you a Swanee, passando per The man J love e chiudendo con J got the Rhythm sottolineato la liricità sostanziale, primigenia, che dispone al patetico e alla tenerezza, non meno che alla gaiezza, alla spensieratezza, alla prepotente frenesia e finanche alla spregiudicatezza trasgressiva che appartiene a queste pagine capolavoro del musical americano. Un sentire musicale quello dell’orchestra diretta dall’eccellente Simone Genuini,  per il quale ci piace ricordare una metafora di Goethe, “conversazione ragionevole”, nel puro rispetto della pagina gershwiniana, alla quale aggiungerei sicuramente “e commossa”, per quella commozione che nasce dal confronto delle intelligenze. Chi ha mai negato che la contemplazione della bellezza, cioè di quella “giustezza” da cui siamo partiti, possa far tutt’uno con una inestinguibile passione intellettuale?

 

Il maltempo ha fatto suonare la Rotary Youth Chamber Orchestra nella incantevole cornice della chiesa della Madonna delle Grazie di Raito

 

Di OLGA CHIEFFI

Una rosa rossa per Giancappetti accompagnerà questa XVII edizione dei Concerti d’Estate di Villa Guariglia, promossa dal Comune di Vietri sul Mare e dal Cta di Tonia Willburger, che ha preso il via nella incantevole cornice della chiesa di Santa Maria delle Grazie in Raito, a causa del tempo incerto. Nel colore di Gian Cappetti è scritto il diario della sua vita, memoria dell'antico e osservazione del presente, solitudine melanconica e partecipazione alla bellezza del mondo, segno e sogno ad inseguirsi nella sua diuturna attività, nelle sue mille opere alitanti di poesia, testimoni della sua mano sorretta da una ininterrotta felicità di visione, da un mirabile stato di grazia che ha pochi paragoni nell'arte, non solo italiana del secolo, una feconda giovinezza espressiva, una fatale contiguità con la ceramica e il segno. Suo il faro di Erchie simbolo spirituale che è sui programmi della rassegna, sua la sedia abituale su cui sedeva l’amico dei concerti. Dei giovanissimi talenti hanno inaugurato il cartellone partito con la sezione classica diretta da Francesco Nicolosi che si è affidato alla Rotary Youth Chamber Orchestra diretta sapientemente da Simone Genuini. Apertura vivaldiana con due gemme del Prete Rosso Alla Rustica, risultata il brano più coinvolgente della serata e L’ estate dalle Stagioni, con Riccardo Zamuner quale violino solista. Piacevolezza e assoluta regolarità sono state le linee guide dell’esecuzione di Zamuner di fondo, su cui sono riuscite a stagliarsi diverse immagini, diversi umori, ma il più delle volte quel gioco di cercare “differenze” frastagliature, mobilità di immagini, lo stesso gioco che l’esecutore conduce a freddo, in un dialogo solitario con i tanti spazi bianchi della pagina scritta, non è stato negato all’uditorio. Applausi calorosissimi ed ecco il Grieg della suite in stile antico un'opera caratteristica, nella quale è possibile cogliere aspetti espressivi e compositivi particolarmente significativi, soprattutto nel dialogo tra gli strumenti e nelle aperture liriche, di immediata presa emotiva, ben resa dai ragazzi. Finale nel segno di George Gershwin con quattro dei suoi amatissimi songs  da Embraceable you a Swanee, passando per The man J love e chiudendo con J got the Rhythm sottolineato la liricità sostanziale, primigenia, che dispone al patetico e alla tenerezza, non meno che alla gaiezza, alla spensieratezza, alla prepotente frenesia e finanche alla spregiudicatezza trasgressiva che appartiene a queste pagine capolavoro del musical americano. Un sentire musicale quello dell’orchestra diretta dall’eccellente Simone Genuini,  per il quale ci piace ricordare una metafora di Goethe, “conversazione ragionevole”, nel puro rispetto della pagina gershwiniana, alla quale aggiungerei sicuramente “e commossa”, per quella commozione che nasce dal confronto delle intelligenze. Chi ha mai negato che la contemplazione della bellezza, cioè di quella “giustezza” da cui siamo partiti, possa far tutt’uno con una inestinguibile passione intellettuale?