Gonzalo Higuain, clausola da cento milioni con il Napoli. «E ora vinco la Coppa»

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Higuain dopo Maradona. Un altro argentino del Napoli in finale Mondiale. Il Pipita che De Laurentiis blindò l’estate scorsa con una clausola di 100 milioni al momento dell’acquisto: il presidente del Napoli lo ha rivelato ieri a Roma durante la festa di inaugurazione di «Cinecittà World»: «Tutti i calciatori sono fatti per essere comprati e venduti. Rispettiamo chi si sente la maglia addosso come Hamsik. Higuain mi piace molto, abbiamo un rapporto bellissimo: è un ragazzo educato e ha valori forti, finché andrà avanti così non ci saranno problemi. Un anno fa quando l’ho acquistato ho inserito nel suo contratto una clausola rescissoria di 100 milioni di euro». Higuain si prepara alla finale contro la Germania. Diego ne disputò due da giocatore del Napoli: la prima vinta a Città del Messico nel 1986 e la seconda persa a Roma nel 1990. Adesso tocca a Higuain. «Sogno di vincere il Mondiale e poi lo scudetto con il Napoli come Maradona», disse il Pipita a Castelvolturno poco prima della partenza per l’Argentina. Manca ora l’ultimo passo, il più difficile, l’ultimo atto contro la Germania, lo squadrone di Loew che ha demolito il Brasile in semifinale. «Un Mondiale non si gioca tutti i giorni: mi sento un privilegiato e per questo in tutte le partite cerco di dare il massimo. I sette gol della Germania? Io sono molto felice di giocare la finale. Noi abbiamo rispetto per loro, come loro lo avranno per noi», ha detto Gonzalo a San Paolo in mixed zone subito dopo il successo ai rigori sull’Olanda. Il Pipita ha tifato e gioito dalla panchina durante i rigori, un’esultanza incontenibile dopo le parate di Romero. L’attaccante del Napoli è uno dei leader del gruppo, al secondo Mondiale con la Seleccion. Un solo gol ma decisivo contro il Belgio, altre prestazioni di grande sacrificio, compresa quella in semifinale contro l’Olanda. La finale, un sogno da condividere con Fernandez e Andujar, gli altri due giocatori del Napoli che però partiranno in panchina. Ci sarà tanto azzurro Napoli nella finale di domenica al Maracanà, Higuain rappresenta una delle maggiori minacce per Neuer. Potrebbe saltare il duello con Hummels dopo quelli del match di Champions League contro il Borussia Dortmund, il Pipita segnò di testa nella gara d’andata al San Paolo. Il difensore tedesco è uscito a fine primo tempo contro il Brasile per un infortunio al ginocchio e le sue condizioni verranno monitorate fino al giorno della finale. Il ct tedesco Loew ha fatto riferimento proprio a Messi e Higuain, come gli avversari maggiormente da temere nella finalissima. Gonzalo vuole scrivere la storia con la Seleccion, uno degli intoccabili di Sabella che lo ha fatto partire dalla panchina solo nel match inaugurale contro la Bosnia. Poi sempre titolare. E ora Higuain è pronto per la finale. Diego l’ultima la perse all’Olimpico di Roma, una beffa, il rigore di Brehme, tutt’altro che cristallino. Un motivo in più per alzare la coppa al cielo al Maracanà. Gonzalo l’alzerebbe per la gioia degli argentini e dei tifosi napoletani. Ma c’è da superare la Germania e storicamente non è mai cosa semplice, l’Argentina ci ha perso due volte ai quarti di finale negli ultimi due Mondiali. L’ultima e unica vittoria in Messico, quando Diego alzò la coppa del mondo. (Roberto Ventre – Il Mattino)

Higuain dopo Maradona. Un altro argentino del Napoli in finale Mondiale. Il Pipita che De Laurentiis blindò l’estate scorsa con una clausola di 100 milioni al momento dell’acquisto: il presidente del Napoli lo ha rivelato ieri a Roma durante la festa di inaugurazione di «Cinecittà World»: «Tutti i calciatori sono fatti per essere comprati e venduti. Rispettiamo chi si sente la maglia addosso come Hamsik. Higuain mi piace molto, abbiamo un rapporto bellissimo: è un ragazzo educato e ha valori forti, finché andrà avanti così non ci saranno problemi. Un anno fa quando l’ho acquistato ho inserito nel suo contratto una clausola rescissoria di 100 milioni di euro». Higuain si prepara alla finale contro la Germania. Diego ne disputò due da giocatore del Napoli: la prima vinta a Città del Messico nel 1986 e la seconda persa a Roma nel 1990. Adesso tocca a Higuain. «Sogno di vincere il Mondiale e poi lo scudetto con il Napoli come Maradona», disse il Pipita a Castelvolturno poco prima della partenza per l’Argentina. Manca ora l’ultimo passo, il più difficile, l’ultimo atto contro la Germania, lo squadrone di Loew che ha demolito il Brasile in semifinale. «Un Mondiale non si gioca tutti i giorni: mi sento un privilegiato e per questo in tutte le partite cerco di dare il massimo. I sette gol della Germania? Io sono molto felice di giocare la finale. Noi abbiamo rispetto per loro, come loro lo avranno per noi», ha detto Gonzalo a San Paolo in mixed zone subito dopo il successo ai rigori sull’Olanda. Il Pipita ha tifato e gioito dalla panchina durante i rigori, un’esultanza incontenibile dopo le parate di Romero. L’attaccante del Napoli è uno dei leader del gruppo, al secondo Mondiale con la Seleccion. Un solo gol ma decisivo contro il Belgio, altre prestazioni di grande sacrificio, compresa quella in semifinale contro l’Olanda. La finale, un sogno da condividere con Fernandez e Andujar, gli altri due giocatori del Napoli che però partiranno in panchina. Ci sarà tanto azzurro Napoli nella finale di domenica al Maracanà, Higuain rappresenta una delle maggiori minacce per Neuer. Potrebbe saltare il duello con Hummels dopo quelli del match di Champions League contro il Borussia Dortmund, il Pipita segnò di testa nella gara d’andata al San Paolo. Il difensore tedesco è uscito a fine primo tempo contro il Brasile per un infortunio al ginocchio e le sue condizioni verranno monitorate fino al giorno della finale. Il ct tedesco Loew ha fatto riferimento proprio a Messi e Higuain, come gli avversari maggiormente da temere nella finalissima. Gonzalo vuole scrivere la storia con la Seleccion, uno degli intoccabili di Sabella che lo ha fatto partire dalla panchina solo nel match inaugurale contro la Bosnia. Poi sempre titolare. E ora Higuain è pronto per la finale. Diego l’ultima la perse all’Olimpico di Roma, una beffa, il rigore di Brehme, tutt’altro che cristallino. Un motivo in più per alzare la coppa al cielo al Maracanà. Gonzalo l’alzerebbe per la gioia degli argentini e dei tifosi napoletani. Ma c’è da superare la Germania e storicamente non è mai cosa semplice, l’Argentina ci ha perso due volte ai quarti di finale negli ultimi due Mondiali. L’ultima e unica vittoria in Messico, quando Diego alzò la coppa del mondo. (Roberto Ventre – Il Mattino)