Amalfi a proposito di stabilimenti balneari da demolire. Intervento di Andrea Amendola

0

A proposito di stabilimenti balneari da demolire.  Le dichiarazioni risultate avventate, rese nei giorni addietro dal consigliere avv. Gennaro Pisacane a proposito delle presunte responsabilità di non meglio precisate “passate amministrazioni” nella clamorosa vicenda delle ordinanze di demolizione dei 4 stabilimenti balneari che sorgono sulla Marina Grande di Amalfi, mi inducono ad interrompere il silenzio della pausa di riflessione che avevo deciso di porre in essere trasferendomi temporaneamente a Milano poco dopo la metà del mese di maggio per piacevoli motivi familiari: l’attesa per la nascita del primo nipotino di mia moglie Elisa che ci ha allietato il 16 giugno scorso. Il consigliere Pisacane, capogruppo della attuale maggioranza, ha voluto poco opportunamente scaricare la responsabilità della spiacevole vicenda degli stabilimenti sulla “incapacità da parte delle passate amministrazioni di farsi carico dei problemi del paese” dimenticando due cose: a) che negli ultimi 17 anni Amalfi è stata governata ininterrottamente da coalizioni di maggioranza riconducibili a quella attuale, di cui egli stesso fa parte e della quale è stato ed è palese e costante testimone ed autorevole componente il vicesindaco rag. Giovanni Camera; b) che lo stesso Pisacane ricopre anche il delicato ruolo di Consigliere con delega al Contenzioso. Ebbene, come ha opportunamente precisato l’ex sindaco De Luca, la vicenda degli stabilimenti prese avvio il 27 aprile 2007 con il sopralluogo effettuato sulla Marina Grande dall’arch. Eleonora Sciré, funzionario responsabile dell’Ufficio Antiabusivismo della Soprintendenza, congiuntamente all’equipaggio della motovedetta della Compagnia Carabinieri di Amalfi. La conseguente “Relazione Tecnica” redatta dall’arch. Sciré fu trasmessa al Comune di Amalfi in data 12 gennaio 2008 con la richiesta di “adottare urgentemente i provvedimenti repressivi di cui alle leggi vigenti finalizzati alla rimozione delle opere illegittime ed al ripristino della stato quo ante dei luoghi ovvero alla situazione regolarmente assentita”. Dopodiché, con nota prot. N. 1708 del 12 febbraio 2008 della responsabile dell’U.T.C., arch. Maria Cafuoco, fu comunicato agli interessati l’avvio del procedimento, su segnalazione della Soprintendenza, per le opere abusive realizzate sulla Marina Grande. I titolari degli stabilimenti balneari, ritenuti abusivi dalla Soprintendenza, fecero pervenire al Comune le proprie osservazioni che, a fine aprile 2008, furono trasmesse alla Soprintendenza per le eventuali controdeduzioni. Nel giugno 2008 la Soprintendenza controdedusse alle osservazioni dei concessionari degli stabilimenti confermando “la sussistenza di difformità rispetto a quanto autorizzato ovvero opere mai assentite di entità non secondaria né trascurabile.” In data 21 luglio 2008 la responsabile U.T.C. Area Urbanistica, arch. Cafuoco, emise a carico dei concessionari le ordinanze di “rimozione ad horas” delle opere illegittime ed il ripristino dello stato quo ante dei luoghi.”. I titolari degli stabilimenti presentarono prontamente ricorso al T.A.R. avverso l’ordinanza di demolizione e gli atti della Soprintendenza, chiedendone la sospensiva, che fu concessa dal TAR nel settembre 2008, rinviando la decisione finale al giudizio sul merito. La pronuncia sul merito dei quattro ricorsi presentati dai concessionari è poi avvenuta nell’udienza del 15 marzo 2012. E qui casca l’asino! Siamo nel 2012, è in carica la nuova Amministrazione presieduta dal Sindaco Del Pizzo. L’avv. Pisacane è Consigliere con delega al Contenzioso. A lui vengono trasmesse per competenza quelle sentenze emesse dal Tar. A lui spettano, sul piano politico, le decisioni da assumere in ordine al prosieguo della vicenda. O meglio, sarebbero spettate le decisioni che, invece, dagli atti non risultano essere state mai prese. A mio modesto parere, il consigliere Pisacane, responsabile politico per il Contenzioso, (cioè di tutte le cause in corso tra il Comune ed altri soggetti), avrebbe dovuto disporre immediatamente che l’U.T.C. effettuasse un approfondito esame delle pratiche dei 4 stabilimenti oggetto della “relazione tecnica” dell’Ufficio Antiabusivismo della Soprintendenza (e non solo di quelli) per accertare quali parti di questi erano da ritenersi autorizzate sotto il profilo urbanistico e paesaggistico e, in caso di accertate difformità o sussistenza di opere abusive, far emettere motivata e dettagliata nuova ordinanza di demolizione delle eventuali opere ritenute abusive. Diversamente, di attestare la regolarità delle opere. Ciò, stando agli atti, non risulta essere mai avvenuto. E’ evidente, quindi, che, se carenze ci sono state nella gestione della vicenda degli stabilimenti, esse sono da addebitarsi non alle passate amministrazioni, bensì all’attuale Amministrazione e specificamente al consigliere delegato al Contenzioso oltreché al responsabile p.t. dell’U.T.C. Area Urbanistica ed Edilizia privata, che avrebbe potuto e dovuto intraprendere autonomamente la necessaria procedura. Invece, sono trascorsi ben due anni senza che alcuna iniziativa fosse stata assunta, fino al 06 febbraio 2014 allorché il Segretario Comunale, probabilmente sollecitato da qualcuno o forse dalla esigenza di dover fornire una risposta alla richiesta di proroga al 2020 della concessione demaniale avanzata da due concessionari, con la nota prot, n. 1054 ha invitato il responsabile U.T.C.- Area Urbanistica ad adottare i consequenziali provvedimenti in seguito all’annullamento da parte del TAR Salerno delle ordinanze di rimozione e ripristino dello stato dei luoghi emesse nei confronti dei titolari delle strutture balneari. Solo in data 16 febbraio 2014 l’arch. Caso dell’U.T.C. ha dato inizio al sopralluogo presso gli stabilimenti balneari della Marina Grande per accertarne la regolarità o eventuali difformità ed abusi. Dopodiché, solo in data 24 giugno 2014 il responsabile U.T.C., verificate accuratamente le pratiche d’ufficio per la realizzazione dei 4 stabilimenti, ritenendoli, a suo avviso, completamente abusivi in quanto realizzati in difformità dei titoli autorizzativi originari e del tutto privi delle previste autorizzazioni paesaggistiche perché in parte mancanti ed in parte scadute e non rinnovate dopo cinque anni dal rilascio, ha emesso le ordinanze di demolizione. Sono così trascorsi due anni dalla sentenza del TAR del 15 marzo 2012 senza che chi di dovere abbia assunto con la necessaria tempestività i dovuti provvedimenti di competenza. Ciò vuol dire anche che, se è vero quanto affermato dall’Ufficio Antiabusivismo della Soprintendenza e sostanzialmente ribadito dal responsabile dell’U.T.C. in ordine alla presunta abusività delle strutture realizzate sulla spiaggia, poco responsabilmente si è consentito il loro funzionamento per circa due anni con relativo indebito lucro. An onor del vero, va altresì rilevato come, stranamente, le ordinanze emesse facciano riferimento al sopralluogo effettuato dall’U.T.C. il 18 febbraio scorso, quando gli stabilimenti erano di fatto chiusi e d ancora privi delle strutture stagionali propriamente balneari, dettagliatamente descritte, invece, nella relazione tecnica della funzionaria della Soprintendenza del 2007. Senza che si sia avvertita la opportunità di aggiornare il sopralluogo a stabilimento completamente montato. Così come non si comprende facilmente perché le ordinanze di demolizione del 21 luglio 2008, emesse dall’U.T.C. a firma dell’arch. Cafuoco, intimavano il ripristino dei luoghi “ad horas” mentre quelle emesse dallo stesso U.T.C., a firma dell’arch. Caso, hanno intimato il ripristino entro 90 gg. Lungi da me il desiderio di ergermi a giudice in questa delicata e spiacevole vicenda, che vede coinvolti anche alcuni miei carissimi amici d’infanzia ai quali auguro di cuore di poter superare positivamente la attuale preoccupante situazione giuridico-urbanistica, ma non posso fare a meno di far rilevare che altrettanta tollerante distrazione non si è registrata in altri casi e per altri cittadini da parte di amministratori ed uffici. Alla luce delle suesposte brevi considerazioni, il consigliere Pisacane dovrebbe avvertire, ma sul serio, la sbandierata disponibilità ed opportunità di dimettersi dagli incarichi politici, continuando magari a manifestare la propria apprezzabile solidarietà ai titolari degli stabilimenti nella veste di presidente di parte degli albergatori amalfitani. Ma tanto, si sa, certe cose è più facile dirle che farle! Amalfi, 10 luglio 2014 Andrea Amendola Consigliere Comunale – Forza Italia

A proposito di stabilimenti balneari da demolire.  Le dichiarazioni risultate avventate, rese nei giorni addietro dal consigliere avv. Gennaro Pisacane a proposito delle presunte responsabilità di non meglio precisate “passate amministrazioni” nella clamorosa vicenda delle ordinanze di demolizione dei 4 stabilimenti balneari che sorgono sulla Marina Grande di Amalfi, mi inducono ad interrompere il silenzio della pausa di riflessione che avevo deciso di porre in essere trasferendomi temporaneamente a Milano poco dopo la metà del mese di maggio per piacevoli motivi familiari: l’attesa per la nascita del primo nipotino di mia moglie Elisa che ci ha allietato il 16 giugno scorso. Il consigliere Pisacane, capogruppo della attuale maggioranza, ha voluto poco opportunamente scaricare la responsabilità della spiacevole vicenda degli stabilimenti sulla “incapacità da parte delle passate amministrazioni di farsi carico dei problemi del paese” dimenticando due cose: a) che negli ultimi 17 anni Amalfi è stata governata ininterrottamente da coalizioni di maggioranza riconducibili a quella attuale, di cui egli stesso fa parte e della quale è stato ed è palese e costante testimone ed autorevole componente il vicesindaco rag. Giovanni Camera; b) che lo stesso Pisacane ricopre anche il delicato ruolo di Consigliere con delega al Contenzioso. Ebbene, come ha opportunamente precisato l’ex sindaco De Luca, la vicenda degli stabilimenti prese avvio il 27 aprile 2007 con il sopralluogo effettuato sulla Marina Grande dall’arch. Eleonora Sciré, funzionario responsabile dell’Ufficio Antiabusivismo della Soprintendenza, congiuntamente all’equipaggio della motovedetta della Compagnia Carabinieri di Amalfi. La conseguente “Relazione Tecnica” redatta dall’arch. Sciré fu trasmessa al Comune di Amalfi in data 12 gennaio 2008 con la richiesta di “adottare urgentemente i provvedimenti repressivi di cui alle leggi vigenti finalizzati alla rimozione delle opere illegittime ed al ripristino della stato quo ante dei luoghi ovvero alla situazione regolarmente assentita”. Dopodiché, con nota prot. N. 1708 del 12 febbraio 2008 della responsabile dell’U.T.C., arch. Maria Cafuoco, fu comunicato agli interessati l’avvio del procedimento, su segnalazione della Soprintendenza, per le opere abusive realizzate sulla Marina Grande. I titolari degli stabilimenti balneari, ritenuti abusivi dalla Soprintendenza, fecero pervenire al Comune le proprie osservazioni che, a fine aprile 2008, furono trasmesse alla Soprintendenza per le eventuali controdeduzioni. Nel giugno 2008 la Soprintendenza controdedusse alle osservazioni dei concessionari degli stabilimenti confermando “la sussistenza di difformità rispetto a quanto autorizzato ovvero opere mai assentite di entità non secondaria né trascurabile.” In data 21 luglio 2008 la responsabile U.T.C. Area Urbanistica, arch. Cafuoco, emise a carico dei concessionari le ordinanze di “rimozione ad horas” delle opere illegittime ed il ripristino dello stato quo ante dei luoghi.”. I titolari degli stabilimenti presentarono prontamente ricorso al T.A.R. avverso l’ordinanza di demolizione e gli atti della Soprintendenza, chiedendone la sospensiva, che fu concessa dal TAR nel settembre 2008, rinviando la decisione finale al giudizio sul merito. La pronuncia sul merito dei quattro ricorsi presentati dai concessionari è poi avvenuta nell’udienza del 15 marzo 2012. E qui casca l’asino! Siamo nel 2012, è in carica la nuova Amministrazione presieduta dal Sindaco Del Pizzo. L’avv. Pisacane è Consigliere con delega al Contenzioso. A lui vengono trasmesse per competenza quelle sentenze emesse dal Tar. A lui spettano, sul piano politico, le decisioni da assumere in ordine al prosieguo della vicenda. O meglio, sarebbero spettate le decisioni che, invece, dagli atti non risultano essere state mai prese. A mio modesto parere, il consigliere Pisacane, responsabile politico per il Contenzioso, (cioè di tutte le cause in corso tra il Comune ed altri soggetti), avrebbe dovuto disporre immediatamente che l’U.T.C. effettuasse un approfondito esame delle pratiche dei 4 stabilimenti oggetto della “relazione tecnica” dell’Ufficio Antiabusivismo della Soprintendenza (e non solo di quelli) per accertare quali parti di questi erano da ritenersi autorizzate sotto il profilo urbanistico e paesaggistico e, in caso di accertate difformità o sussistenza di opere abusive, far emettere motivata e dettagliata nuova ordinanza di demolizione delle eventuali opere ritenute abusive. Diversamente, di attestare la regolarità delle opere. Ciò, stando agli atti, non risulta essere mai avvenuto. E’ evidente, quindi, che, se carenze ci sono state nella gestione della vicenda degli stabilimenti, esse sono da addebitarsi non alle passate amministrazioni, bensì all’attuale Amministrazione e specificamente al consigliere delegato al Contenzioso oltreché al responsabile p.t. dell’U.T.C. Area Urbanistica ed Edilizia privata, che avrebbe potuto e dovuto intraprendere autonomamente la necessaria procedura. Invece, sono trascorsi ben due anni senza che alcuna iniziativa fosse stata assunta, fino al 06 febbraio 2014 allorché il Segretario Comunale, probabilmente sollecitato da qualcuno o forse dalla esigenza di dover fornire una risposta alla richiesta di proroga al 2020 della concessione demaniale avanzata da due concessionari, con la nota prot, n. 1054 ha invitato il responsabile U.T.C.- Area Urbanistica ad adottare i consequenziali provvedimenti in seguito all’annullamento da parte del TAR Salerno delle ordinanze di rimozione e ripristino dello stato dei luoghi emesse nei confronti dei titolari delle strutture balneari. Solo in data 16 febbraio 2014 l’arch. Caso dell’U.T.C. ha dato inizio al sopralluogo presso gli stabilimenti balneari della Marina Grande per accertarne la regolarità o eventuali difformità ed abusi. Dopodiché, solo in data 24 giugno 2014 il responsabile U.T.C., verificate accuratamente le pratiche d’ufficio per la realizzazione dei 4 stabilimenti, ritenendoli, a suo avviso, completamente abusivi in quanto realizzati in difformità dei titoli autorizzativi originari e del tutto privi delle previste autorizzazioni paesaggistiche perché in parte mancanti ed in parte scadute e non rinnovate dopo cinque anni dal rilascio, ha emesso le ordinanze di demolizione. Sono così trascorsi due anni dalla sentenza del TAR del 15 marzo 2012 senza che chi di dovere abbia assunto con la necessaria tempestività i dovuti provvedimenti di competenza. Ciò vuol dire anche che, se è vero quanto affermato dall’Ufficio Antiabusivismo della Soprintendenza e sostanzialmente ribadito dal responsabile dell’U.T.C. in ordine alla presunta abusività delle strutture realizzate sulla spiaggia, poco responsabilmente si è consentito il loro funzionamento per circa due anni con relativo indebito lucro. An onor del vero, va altresì rilevato come, stranamente, le ordinanze emesse facciano riferimento al sopralluogo effettuato dall’U.T.C. il 18 febbraio scorso, quando gli stabilimenti erano di fatto chiusi e d ancora privi delle strutture stagionali propriamente balneari, dettagliatamente descritte, invece, nella relazione tecnica della funzionaria della Soprintendenza del 2007. Senza che si sia avvertita la opportunità di aggiornare il sopralluogo a stabilimento completamente montato. Così come non si comprende facilmente perché le ordinanze di demolizione del 21 luglio 2008, emesse dall’U.T.C. a firma dell’arch. Cafuoco, intimavano il ripristino dei luoghi “ad horas” mentre quelle emesse dallo stesso U.T.C., a firma dell’arch. Caso, hanno intimato il ripristino entro 90 gg. Lungi da me il desiderio di ergermi a giudice in questa delicata e spiacevole vicenda, che vede coinvolti anche alcuni miei carissimi amici d’infanzia ai quali auguro di cuore di poter superare positivamente la attuale preoccupante situazione giuridico-urbanistica, ma non posso fare a meno di far rilevare che altrettanta tollerante distrazione non si è registrata in altri casi e per altri cittadini da parte di amministratori ed uffici. Alla luce delle suesposte brevi considerazioni, il consigliere Pisacane dovrebbe avvertire, ma sul serio, la sbandierata disponibilità ed opportunità di dimettersi dagli incarichi politici, continuando magari a manifestare la propria apprezzabile solidarietà ai titolari degli stabilimenti nella veste di presidente di parte degli albergatori amalfitani. Ma tanto, si sa, certe cose è più facile dirle che farle! Amalfi, 10 luglio 2014 Andrea Amendola Consigliere Comunale – Forza Italia