Sorrento. Mare inquinato, stop ai tuffi nel tratto tra l’approdo di Marina Grande e la Tonnarella

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Sorrento. Ci risiamo. Un altro divieto di balneazione. E pensare che l’estate è appena cominciata. Niente tuffi a Marina Grande perché, stando al “reportage” arrivato nelle ultime ore dall’Arpac, una parte dello specchio d’acqua del borgo tanto caro a Sofia Loren – lì fu girato negli anni Sessanta il celebre film “Pane, amore e…” – è inquinato. In particolare, nel mirino finisce il tratto compreso tra l’approdo di Marina Grande e la Tonnarella. Quasi 600 metri in cui per i prossimi giorni sventolerà la bandiera rossa, almeno fino a quando le controanalisi degli esperti dell’agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania non saranno positive e, quindi, porteranno alla revoca del divieto oggi imposto dal primo cittadino di Sorrento. Lo stop è arrivato l’altro giorno quando il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo, ha ricevuto in municipio una nota molto dettagliata, in cui viene riepilogata l’intera situazione sullo stato in cui versa un’ampia area di Marina Grande. Ecco perché ha dovuto firmare l’ordinanza “anti-tuffi” recependo al meglio le prescrizioni targate Arpac. Nel provvedimento, Cuomo ha anche invitato i gestori delle attività commerciali a informare i propri clienti del divieto, magari applicando negli stabilimenti balneari e nelle aree date in concessione dal Comune l’apposita segnaletica di riferimento. Copia dell’ordinanza sindacale è stata trasmessa anche a ministero della sanità, ministro dell’ambiente, Procura della Repubblica di Torre Annunziata, Provincia di Napoli, Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia, ufficio locale marittimo di Sorrento, servizio ambiente regionale, Arpac, polizia di Stato, carabinieri e Asl Napoli 3 Sud. I vigili urbani dovranno effettuare controlli per verificare il pieno rispetto del provvedimento emesso dal sindaco. Nel frattempo, a Sorrento e dintorni, prosegue a gonfie vele l’operazione “Mare sicuro 2014” con l’apporto incisivo di Capitaneria di porto e guardia costiera. Controlli in mare e negli stabilimenti balneari, rispetto delle normative ambientali, verifiche sull’attività dei diportisti, ispezioni nei lidi per accendere i riflettori sulle attrezzature di sicurezza per operatori e bagnanti. Si tratta di una capillare attività messa in campo lungo tutto lo Stivale, comprendendo ovviamente l’area della penisola sorrentina. I militari sono impegnati con motovedette e battelli ma anche con squadre di terra. Gli obiettivi sono gli stessi di sempre e puntano anche a “salvaguardare” le ordinanze per la balneazione emesse dai Comuni della penisola sorrentina e dalla stessa capitaneria di porto. Indubbiamente la novità più importante riguarda la possibilità di comunicare – componendo il numero blu 1530 – con il comando delle capitanerie più vicino alla località da dove parte la chiamata di emergenza. I militari provvederanno anche ad avviare verifiche sul regolamento per la balneazione varato dal Comune di Sorrento che prevede il divieto di campeggiare sugli arenili, un’abitudine dei «pendolari del mare» che a volte improvvisano pic-in all’aria aperta e lungo la battigia. (Salvatore Dare – Metropolis)

Sorrento. Ci risiamo. Un altro divieto di balneazione. E pensare che l’estate è appena cominciata. Niente tuffi a Marina Grande perché, stando al “reportage” arrivato nelle ultime ore dall’Arpac, una parte dello specchio d’acqua del borgo tanto caro a Sofia Loren – lì fu girato negli anni Sessanta il celebre film “Pane, amore e…” – è inquinato. In particolare, nel mirino finisce il tratto compreso tra l’approdo di Marina Grande e la Tonnarella. Quasi 600 metri in cui per i prossimi giorni sventolerà la bandiera rossa, almeno fino a quando le controanalisi degli esperti dell’agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania non saranno positive e, quindi, porteranno alla revoca del divieto oggi imposto dal primo cittadino di Sorrento. Lo stop è arrivato l’altro giorno quando il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo, ha ricevuto in municipio una nota molto dettagliata, in cui viene riepilogata l’intera situazione sullo stato in cui versa un’ampia area di Marina Grande. Ecco perché ha dovuto firmare l’ordinanza “anti-tuffi” recependo al meglio le prescrizioni targate Arpac. Nel provvedimento, Cuomo ha anche invitato i gestori delle attività commerciali a informare i propri clienti del divieto, magari applicando negli stabilimenti balneari e nelle aree date in concessione dal Comune l’apposita segnaletica di riferimento. Copia dell’ordinanza sindacale è stata trasmessa anche a ministero della sanità, ministro dell’ambiente, Procura della Repubblica di Torre Annunziata, Provincia di Napoli, Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia, ufficio locale marittimo di Sorrento, servizio ambiente regionale, Arpac, polizia di Stato, carabinieri e Asl Napoli 3 Sud. I vigili urbani dovranno effettuare controlli per verificare il pieno rispetto del provvedimento emesso dal sindaco. Nel frattempo, a Sorrento e dintorni, prosegue a gonfie vele l’operazione “Mare sicuro 2014” con l’apporto incisivo di Capitaneria di porto e guardia costiera. Controlli in mare e negli stabilimenti balneari, rispetto delle normative ambientali, verifiche sull’attività dei diportisti, ispezioni nei lidi per accendere i riflettori sulle attrezzature di sicurezza per operatori e bagnanti. Si tratta di una capillare attività messa in campo lungo tutto lo Stivale, comprendendo ovviamente l’area della penisola sorrentina. I militari sono impegnati con motovedette e battelli ma anche con squadre di terra. Gli obiettivi sono gli stessi di sempre e puntano anche a “salvaguardare” le ordinanze per la balneazione emesse dai Comuni della penisola sorrentina e dalla stessa capitaneria di porto. Indubbiamente la novità più importante riguarda la possibilità di comunicare – componendo il numero blu 1530 – con il comando delle capitanerie più vicino alla località da dove parte la chiamata di emergenza. I militari provvederanno anche ad avviare verifiche sul regolamento per la balneazione varato dal Comune di Sorrento che prevede il divieto di campeggiare sugli arenili, un’abitudine dei «pendolari del mare» che a volte improvvisano pic-in all’aria aperta e lungo la battigia. (Salvatore Dare – Metropolis)