Napoli. Salvatore, ore disperate: rischia la morte cerebrale. Familiari e amici pregano al capezzale

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Napoli. Lo scarno, crudele referto parla di «ischemia bilaterale, vasta emorragia subaracnoidea, trauma toracico, collasso polmonare». Una diagnosi che sin dall’inizio non ha aperto, neppure per un attimo, il cuore alla speranza dei medici del Loreto Mare dove il povero Salvatore, nel letto della rianimazione, sembra ancora più piccolo dei suoi quattordici anni. E, anche se una flebilissima traccia di attività cerebrale è stata evidenziata nell’ultimo elettroencefalogramma a cui è stato sottoposto ieri sera il giovanissimo paziente, non si scongiura del tutto l’ipotesi che si possa avviare la cosiddetta «osservazione per la dichiarazione di morte cerebrale» che, in caso di conferma, apre la strada a due scenari: l’espianto degli organi – se la famiglia acconsente – o le procedure di stop alle cure che lo tengono meccanicamente in vita. La cosa certa è che stamattina Salvatore – colpito da un pezzo di cornicione della Galleria Umberto di Napoli sabato pomeriggio – sarà sottoposto a una nuova tac per capire se quel minimo di attività cerebrale possa allontanare la terribile eventualità dell’accertamento di morte cerebrale e le tremende conseguenze che ne derivano. Salvatore respira meccanicamente. Ma il suo cuore è forte. D’altra parte è il cuore di un ragazzo sano, che è sempre stato bene, che non ha mai lamentato problemi di salute. Il danno toracico, che ha provocato il collasso del polmone pure si è subito rivelato di estrema gravità. Tant’è vero che il ragazzo è stato immediatamente intubato per permettergli una respirazione che lo tenesse in vita. Il cervello è come se avesse subito una sorta di infarto che non ha permesso il passaggio del sangue nei due encefali. «Sembra sereno. Con i dottori e gli infermieri della rianimazione abbiamo recitato il Padre nostro. Perché vogliamo credere che Salvatore si risvegli» dice, con gli occhi gonfi di lacrime, don Luigi Merola che nel pomeriggio di ieri si è trattenuto a lungo al capezzale di Salvatore. «Sì, sembra che dorma sereno, che non soffra. Solo quella brutta ferita sul capo rasato testimonia cosa gli è successo, povera creatura» ammette il sacerdote allontanandosi poi dall’ospedale di via Marina. La direzione sanitaria è, comprensibilmente, molto cauta nel fornire informazioni. Fa sapere che «la famiglia del ragazzo ha chiesto il massimo riserbo sulle sue condizioni» e che Salvatore «resta nel reparto di rianimazione con una prognosi riservata». «È un paziente critico, in condizioni gravi» ha precisato il direttore sanitario del Loreto Mare, Mariella Corvino. E non ha voluto aggiungere altro. Né hanno voluto rilasciare dichiarazioni i medici che tengono in cura lo sfortunato ragazzino di Marano. Nel caso malaugurato in cui si dovessero creare le condizioni per avviare le procedure per l’osservazione della morte cerebrale, la legge italiana prevede che una commissione, riunitasi dopo segnalazione del responsabile di reparto alla direzione sanitaria, esamini il paziente per due volte in un intervallo di tempo prestabilito di sei ore. La commissione è costituita da un medico legale, un anatomopatologo, un anestesista-rianimatore e un neurologo o un neurochirurgo. Anche i compagni di Salvatore continuano a sperare. E per tutta la giornata, insieme con i loro genitori, si sono avvicendati lungo i corridoi del Loreto Mare, ansiosi di conoscere notizie confortanti. A dare forza a loro ed alla famiglia del quattordicenne, la speranza di un colpo di scena clamoroso, di un miracolo che possa riportare il ragazzino tra le loro braccia. Hanno aspettato l’orario di visita per andare, due per volta, a salutare il loro amico ricoverato attraverso il vetro della Rianimazione. In mattinata anche Salvatore Liccardo, sindaco di Marano, la città di Salvatore, aveva raggiunto i familiari del ragazzino nell’ospedale di via Marina con la speranza di novità che aprissero il cuore alla speranza. Anche il sindaco di Napoli è tornato a parlare di Salvatore, ieri mattina. Lo ha fatto all’ospedale pediatrico al Santobono nel corso della presentazione della nuova terapia intensiva neonatale. «Quella di Salvatore è una tragedia che ci prende il cervello ogni minuto» ha commentato Luigi De Magistris. Ed ha aggiunto: «In queste ore ci stringiamo attorno ai suoi familiari che hanno una dignità incredibile. Tutta la città si stringe attorno a loro». Poi nel pomeriggio ha deciso di annullare tutti gli impegni istituzionali che aveva in agenda per seguire da vicino le condizioni del ragazzo. Il sindaco è stato fino alla tarda serata di ieri in costante contatto con la direzione sanitaria dell’ospedale per seguire, momento dopo momento l’evoluzione del quadro clinico. (Il Mattino)

Napoli. Lo scarno, crudele referto parla di «ischemia bilaterale, vasta emorragia subaracnoidea, trauma toracico, collasso polmonare». Una diagnosi che sin dall’inizio non ha aperto, neppure per un attimo, il cuore alla speranza dei medici del Loreto Mare dove il povero Salvatore, nel letto della rianimazione, sembra ancora più piccolo dei suoi quattordici anni. E, anche se una flebilissima traccia di attività cerebrale è stata evidenziata nell’ultimo elettroencefalogramma a cui è stato sottoposto ieri sera il giovanissimo paziente, non si scongiura del tutto l’ipotesi che si possa avviare la cosiddetta «osservazione per la dichiarazione di morte cerebrale» che, in caso di conferma, apre la strada a due scenari: l’espianto degli organi – se la famiglia acconsente – o le procedure di stop alle cure che lo tengono meccanicamente in vita. La cosa certa è che stamattina Salvatore – colpito da un pezzo di cornicione della Galleria Umberto di Napoli sabato pomeriggio – sarà sottoposto a una nuova tac per capire se quel minimo di attività cerebrale possa allontanare la terribile eventualità dell’accertamento di morte cerebrale e le tremende conseguenze che ne derivano. Salvatore respira meccanicamente. Ma il suo cuore è forte. D’altra parte è il cuore di un ragazzo sano, che è sempre stato bene, che non ha mai lamentato problemi di salute. Il danno toracico, che ha provocato il collasso del polmone pure si è subito rivelato di estrema gravità. Tant’è vero che il ragazzo è stato immediatamente intubato per permettergli una respirazione che lo tenesse in vita. Il cervello è come se avesse subito una sorta di infarto che non ha permesso il passaggio del sangue nei due encefali. «Sembra sereno. Con i dottori e gli infermieri della rianimazione abbiamo recitato il Padre nostro. Perché vogliamo credere che Salvatore si risvegli» dice, con gli occhi gonfi di lacrime, don Luigi Merola che nel pomeriggio di ieri si è trattenuto a lungo al capezzale di Salvatore. «Sì, sembra che dorma sereno, che non soffra. Solo quella brutta ferita sul capo rasato testimonia cosa gli è successo, povera creatura» ammette il sacerdote allontanandosi poi dall’ospedale di via Marina. La direzione sanitaria è, comprensibilmente, molto cauta nel fornire informazioni. Fa sapere che «la famiglia del ragazzo ha chiesto il massimo riserbo sulle sue condizioni» e che Salvatore «resta nel reparto di rianimazione con una prognosi riservata». «È un paziente critico, in condizioni gravi» ha precisato il direttore sanitario del Loreto Mare, Mariella Corvino. E non ha voluto aggiungere altro. Né hanno voluto rilasciare dichiarazioni i medici che tengono in cura lo sfortunato ragazzino di Marano. Nel caso malaugurato in cui si dovessero creare le condizioni per avviare le procedure per l’osservazione della morte cerebrale, la legge italiana prevede che una commissione, riunitasi dopo segnalazione del responsabile di reparto alla direzione sanitaria, esamini il paziente per due volte in un intervallo di tempo prestabilito di sei ore. La commissione è costituita da un medico legale, un anatomopatologo, un anestesista-rianimatore e un neurologo o un neurochirurgo. Anche i compagni di Salvatore continuano a sperare. E per tutta la giornata, insieme con i loro genitori, si sono avvicendati lungo i corridoi del Loreto Mare, ansiosi di conoscere notizie confortanti. A dare forza a loro ed alla famiglia del quattordicenne, la speranza di un colpo di scena clamoroso, di un miracolo che possa riportare il ragazzino tra le loro braccia. Hanno aspettato l’orario di visita per andare, due per volta, a salutare il loro amico ricoverato attraverso il vetro della Rianimazione. In mattinata anche Salvatore Liccardo, sindaco di Marano, la città di Salvatore, aveva raggiunto i familiari del ragazzino nell’ospedale di via Marina con la speranza di novità che aprissero il cuore alla speranza. Anche il sindaco di Napoli è tornato a parlare di Salvatore, ieri mattina. Lo ha fatto all’ospedale pediatrico al Santobono nel corso della presentazione della nuova terapia intensiva neonatale. «Quella di Salvatore è una tragedia che ci prende il cervello ogni minuto» ha commentato Luigi De Magistris. Ed ha aggiunto: «In queste ore ci stringiamo attorno ai suoi familiari che hanno una dignità incredibile. Tutta la città si stringe attorno a loro». Poi nel pomeriggio ha deciso di annullare tutti gli impegni istituzionali che aveva in agenda per seguire da vicino le condizioni del ragazzo. Il sindaco è stato fino alla tarda serata di ieri in costante contatto con la direzione sanitaria dell'ospedale per seguire, momento dopo momento l’evoluzione del quadro clinico. (Il Mattino)