Tifoso della Roma accoltellato a Napoli -vicenda ancora poco chiara.Curva A – questi metodi non sono nostri

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Per il 25enne cuoco all’hotel Romeo prognosi di pochi giorni. Tra le piste una ritorsione per la morte del tifoso napoletano. Proiettile in busta a Mario Giordano

La Curva A: questi metodi non sono nostri

Miki De lucia per positanonews

Ancora non chiaro il movente che ha portato al ferimento del cuoco romano  Federico Sartucci, che da pochi mesi era  in servizio presso l’hotel Romeo di via Marina. preso a coltellate nella tarda serata di sabato scorso in vico Melofioccolo,pieno centro storico di Napoli.L’ipotesi che dietro la sua aggressione da parte di una persona non ancora identificata possa nascondersi un gesto di assurda ritorsione per i fattiche il 3 maggio portarono al ferimento di Ciro Esposito a Tor di Quinto poco prima della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli, derivano dalla circostanza che Sartucci è romano e, soprattutto, un tifoso della Roma.Ricapitoliamo i fatti, anche alla luce di notizie che pure sono emerse (nonostante la Questura di Napoli le avesse omesse alla stampa nell’immediatezza del fatto: sia sulla residenza romana di Sartucci, sia sul fatto che il 25enne ferito risultasse destinatario di un provvedimento di Daspo emesso proprio dalla Questura di Roma).«Sporco romano, tornatene a casa tua». È questa la frase che getta in un nerissimo cono d’ombra e di contrasto tutta la vicenda. La frase sarebbe stata espressa dal misterioso accoltellatore mentre sferravai fendenti al gluteo sinistro di Sartucci. Due colpi che gli sono costati il ricovero – senza conseguenze di rilievo – al pronto soccorso dell’ospedale dei Pellegrini, alle 23 di sabato scorso. Subito dopoil giovane cuoco,che aveva preso in affitto un miniappartamento proprio in vico Melofioccolo, ha rifiutato il ricovero e fatto precipitosamente rientro a casa sua, nella Capitale. Dall’hotel Romeo filtra la notizia che si sarebbe licenziato subito dopo il ferimento.Precisiamo subito anche un altro punto: la Digos della questura di Napoli, guidata da un poliziotto di esperienza come Luigi Bonagura, non prende per oro colato la versione della vittima. Ma è giusto e conveniente chele indagini proseguano a trecento sessanta gradi. Anche perché l’ipotesi della «vendetta», dopo i fatti di Roma del 3 maggio scorso, è stata ampiamente presa in considerazione sia dal Viminale che dalle forze dell’ordine.«Quello mi continuava a ripetere:sporco romanista, vattene via, tornatene a casa tua»,ha dichiarato averbale Federico Sartucci nella denuncia depositata presso il commissariato Decumani nella notte tra sabato e domenica.In un primomomento-esulla base delle poche e frammentarie notizie diffuse dall’ufficio stampa della Questura di Napoli – l’accoltellamento di un giovane cuoco che lavorava all’hotel Romeo erano sembrate le stesse,laconiche notizie che quotidianamente compaiono nel ”mattinale” recitato verbalmente ai giornalisti.Microcriminalità, punto e a capo.Ma torniamo alle indagini. Tutte in salita: anche perché nel vicolo cieco (già teatro solo poche ore prima dell’accoltellamento di Sartucci) che si dipana dalla salita di via Mezzocanone non esiste alcun sistema di videosorveglianza stradale. Dagli atti trasmessi alla Procura della Repubblica emerge che l’accoltellatore non ha mai fatto alcun riferimento a Ciro Esposito e tantomeno al suo presunto assassino,quel Daniele De Santis ultrà della Roma accusato di avere sparato al ragazzo di Scampia. Tutti elementi che renderebbero meno probabile l’ipotesi che si sia trattato di una vendetta.

 Nella giornata di ieri, poi, èstata intercettata una busta contenente un proiettile edestinata al giornalista Mario Giordano. All’interno il messaggio:«Ciro lo devi lasciare stare» , chiaro riferimento all’articolo che il direttore del Tg4 aveva scritto nei giorni scorsi.

Lo zio di Ciro: «Niente violenze vogliamo soltanto giustizia»

Giustizia e non vendetta». Mai stato tanto atttuale l’appello rivolto dalla mamma di Ciro Esposito dopo la morte di suo figlio. Dopo l’episodio che ha creato alllarme per l’accoltellamento di un giovane romano tifoso della Roma(un ultrà soggetto a Daspo), la famiglia del giovane di Scampia morto dopo due mesi di calvario al Policlinico Gemelli di Roma fa sentire la sua voce. Lo fa attraverso lo zio di Ciro, Vincenzo, che adesso lancia anche unappello al Capo dello Stato.«Il Presidente Napolitano – dice al ”Mattino” Vincenzo Esposito – intervenga, e se necessario lo faccia anche sul prossimo Consiglio superiore della magistratura, per sollecitare chiunque sto momento ha in mano tutti gli elementi investigativi forniti dalla polizia alla Procura di Roma in relazione alla identificazione degli altri componenti il commando che la sera del 3 maggio aggredì i tifosi napoletani e colpì mio nipote».Cominciamodall’episodio di sabato sera a Napoli. C’è un’ipotesi investigativa che ricondurrebbe l’accoltellamento di un tifoso della Roma qui nel centro della città.«Noi lo abbiamo detto dal primo momento, e lo ribadiamo anche oggi: per quello che hanno fatto a Ciro noi chiediamo giustizia e nonvendetta. E dunque nessuno commetta errori,nesuno si faccia vendicatore rispondendo ad un fatto gravissimo come quello commesso da DeSantis e dai suoi complici contro Ciro e gli altri napoletani che erano a Tor di Quinto».Checosa chiedete adesso?«Che le indagini facciano il loro corso. Voglio dare atto alla polizia, alla Digos di Roma,degi sforzi che hanno fatto in questi due mesi per ricostruire la verità. Ciro nonc’è più, e adesso aspettiamo che venga fatta piena chiarezza su un punto: chi erano i complici di De Santis? Gastone nonha agito da solo. E questo lo sanno bene gli inquirenti,da oltre venti giorni hanno i nomi dei presunti complici». C’è una svolta nelle indagini?«Per quel che ci risulta sappiamo che ci sono gli elementi utili alla identificazione degli altri violenti che si resero protagonisti delle violenze all’esterno del circolo “Ciak”. Noi,e lo ripeto, continuiamo a rivolgere a tutti i tifosi del Napoli il nostro appello: aspettiamo la giustizia e non cerchiamo vendetta. Però, dopo due mesi di indagini e dopo che la Questura ha lavorato bene nella ricostruzione di quel che successe quel maledetto sabato sera, adesso aspettiamo che anche la magistratura faccia fino infondo il proprio dovere».

Fonte:ilmattino

Per il 25enne cuoco all’hotel Romeo prognosi di pochi giorni. Tra le piste una ritorsione per la morte del tifoso napoletano. Proiettile in busta a Mario Giordano

La Curva A: questi metodi non sono nostri

Miki De lucia per positanonews

Ancora non chiaro il movente che ha portato al ferimento del cuoco romano  Federico Sartucci, che da pochi mesi era  in servizio presso l'hotel Romeo di via Marina. preso a coltellate nella tarda serata di sabato scorso in vico Melofioccolo,pieno centro storico di Napoli.L'ipotesi che dietro la sua aggressione da parte di una persona non ancora identificata possa nascondersi un gesto di assurda ritorsione per i fattiche il 3 maggio portarono al ferimento di Ciro Esposito a Tor di Quinto poco prima della finale di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli, derivano dalla circostanza che Sartucci è romano e, soprattutto, un tifoso della Roma.Ricapitoliamo i fatti, anche alla luce di notizie che pure sono emerse (nonostante la Questura di Napoli le avesse omesse alla stampa nell'immediatezza del fatto: sia sulla residenza romana di Sartucci, sia sul fatto che il 25enne ferito risultasse destinatario di un provvedimento di Daspo emesso proprio dalla Questura di Roma).«Sporco romano, tornatene a casa tua». È questa la frase che getta in un nerissimo cono d’ombra e di contrasto tutta la vicenda. La frase sarebbe stata espressa dal misterioso accoltellatore mentre sferravai fendenti al gluteo sinistro di Sartucci. Due colpi che gli sono costati il ricovero – senza conseguenze di rilievo – al pronto soccorso dell'ospedale dei Pellegrini, alle 23 di sabato scorso. Subito dopoil giovane cuoco,che aveva preso in affitto un miniappartamento proprio in vico Melofioccolo, ha rifiutato il ricovero e fatto precipitosamente rientro a casa sua, nella Capitale. Dall’hotel Romeo filtra la notizia che si sarebbe licenziato subito dopo il ferimento.Precisiamo subito anche un altro punto: la Digos della questura di Napoli, guidata da un poliziotto di esperienza come Luigi Bonagura, non prende per oro colato la versione della vittima. Ma è giusto e conveniente chele indagini proseguano a trecento sessanta gradi. Anche perché l’ipotesi della «vendetta», dopo i fatti di Roma del 3 maggio scorso, è stata ampiamente presa in considerazione sia dal Viminale che dalle forze dell’ordine.«Quello mi continuava a ripetere:sporco romanista, vattene via, tornatene a casa tua»,ha dichiarato averbale Federico Sartucci nella denuncia depositata presso il commissariato Decumani nella notte tra sabato e domenica.In un primomomento-esulla base delle poche e frammentarie notizie diffuse dall’ufficio stampa della Questura di Napoli – l’accoltellamento di un giovane cuoco che lavorava all’hotel Romeo erano sembrate le stesse,laconiche notizie che quotidianamente compaiono nel ”mattinale” recitato verbalmente ai giornalisti.Microcriminalità, punto e a capo.Ma torniamo alle indagini. Tutte in salita: anche perché nel vicolo cieco (già teatro solo poche ore prima dell'accoltellamento di Sartucci) che si dipana dalla salita di via Mezzocanone non esiste alcun sistema di videosorveglianza stradale. Dagli atti trasmessi alla Procura della Repubblica emerge che l'accoltellatore non ha mai fatto alcun riferimento a Ciro Esposito e tantomeno al suo presunto assassino,quel Daniele De Santis ultrà della Roma accusato di avere sparato al ragazzo di Scampia. Tutti elementi che renderebbero meno probabile l'ipotesi che si sia trattato di una vendetta.

 Nella giornata di ieri, poi, èstata intercettata una busta contenente un proiettile edestinata al giornalista Mario Giordano. All’interno il messaggio:«Ciro lo devi lasciare stare» , chiaro riferimento all’articolo che il direttore del Tg4 aveva scritto nei giorni scorsi.

Lo zio di Ciro: «Niente violenze vogliamo soltanto giustizia»

Giustizia e non vendetta». Mai stato tanto atttuale l’appello rivolto dalla mamma di Ciro Esposito dopo la morte di suo figlio. Dopo l’episodio che ha creato alllarme per l’accoltellamento di un giovane romano tifoso della Roma(un ultrà soggetto a Daspo), la famiglia del giovane di Scampia morto dopo due mesi di calvario al Policlinico Gemelli di Roma fa sentire la sua voce. Lo fa attraverso lo zio di Ciro, Vincenzo, che adesso lancia anche unappello al Capo dello Stato.«Il Presidente Napolitano – dice al ”Mattino” Vincenzo Esposito – intervenga, e se necessario lo faccia anche sul prossimo Consiglio superiore della magistratura, per sollecitare chiunque sto momento ha in mano tutti gli elementi investigativi forniti dalla polizia alla Procura di Roma in relazione alla identificazione degli altri componenti il commando che la sera del 3 maggio aggredì i tifosi napoletani e colpì mio nipote».Cominciamodall'episodio di sabato sera a Napoli. C'è un'ipotesi investigativa che ricondurrebbe l'accoltellamento di un tifoso della Roma qui nel centro della città.«Noi lo abbiamo detto dal primo momento, e lo ribadiamo anche oggi: per quello che hanno fatto a Ciro noi chiediamo giustizia e nonvendetta. E dunque nessuno commetta errori,nesuno si faccia vendicatore rispondendo ad un fatto gravissimo come quello commesso da DeSantis e dai suoi complici contro Ciro e gli altri napoletani che erano a Tor di Quinto».Checosa chiedete adesso?«Che le indagini facciano il loro corso. Voglio dare atto alla polizia, alla Digos di Roma,degi sforzi che hanno fatto in questi due mesi per ricostruire la verità. Ciro nonc'è più, e adesso aspettiamo che venga fatta piena chiarezza su un punto: chi erano i complici di De Santis? Gastone nonha agito da solo. E questo lo sanno bene gli inquirenti,da oltre venti giorni hanno i nomi dei presunti complici». C'è una svolta nelle indagini?«Per quel che ci risulta sappiamo che ci sono gli elementi utili alla identificazione degli altri violenti che si resero protagonisti delle violenze all'esterno del circolo "Ciak". Noi,e lo ripeto, continuiamo a rivolgere a tutti i tifosi del Napoli il nostro appello: aspettiamo la giustizia e non cerchiamo vendetta. Però, dopo due mesi di indagini e dopo che la Questura ha lavorato bene nella ricostruzione di quel che successe quel maledetto sabato sera, adesso aspettiamo che anche la magistratura faccia fino infondo il proprio dovere».

Fonte:ilmattino