Ravello Festival caos a Villa Rufolo per Pino Daniele, strappato telefono al cronista solidarietà dell’ Ordine VIDEO

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Sotto nota di solidarietà da Napoli  dell’Ordine dei Giornalisti della Campania e nota della Fondazione Ravello. Ravello, Costiera amalfitana. Una serata di caos , come previsto, per il concerto di Pino Daniele, persone munite di biglietto pagato, lasciate fuori senza nessuna informazione ne servizio di accoglienza all’ingresso, gente che ha provato a scavalcare, visto che non c’era controllo, ma dal di dentro ci hanno pensato i carabinieri a riportare fuori i malcapitati.  Dove è finito quello spirito di Ravello decantato fra i principi della Fondazione stessa presieduta da Renato Brunetta, il quale potrebbe e dovrebbe intervenire almeno per prevedere qualcuno ai cancelli anche a concerto iniziato, per quello spirito di cortesia e di civiltà che dovrebbe contraddistinguere la costa d’ Amalfi, invece si è vista solo la chiusura, in tutti i sensi.. 

Proprio perchè  tutto questo era prevedibile meraviglia che l’organizzazione, dopo aver serrato impietosamente le porte d’ingresso, addirittura alle 21,47 , come riportano le testimonianze, ha lasciato persone , paganti con tanto di biglietto, al di fuori dei cancelli  al loro destino , una ventina di persone paganti, persone che venivano da lontano, persone che conoscono Ravello da anni, e, come ha descritto Emiliano Amato sul Vescovado (clicca qui per l’articolo)  , anche il portavoce del governatore Stefano Caldoro, governatore della Regione Campania ,   Gaetano Amatruda, giunto in compagnia di cinque amici (con regolare biglietto) che, divenuto bersaglio delle critiche, con senso di responsabilità istituzionale tira fuori lo smartphone e intorno alle 23,10 pensa bene di telefonare al segretario generale della Fondazione Ravello, nonché direttore di Villa Rufolo Secondo Amalfitano, per cercare di mediare e garantire l’ingresso, a costo di assistere al concerto anche in piedi in un angolo recondito del belvedere, a quelle persone che avevano acquistato regolarmente il tagliando. Ma nulla da fare, Amalfitano è irremovibile. Al telefono conferma che la chiusura dei cancelli è avvenuta alle 21,55. .. Poi la cronaca del “fuori i cancelli” di Emiliano Amato si conclude con un video , per il quale gli è stato buttato a terra il cellulare , un gesto inaccettabile, per il quale esprimiamo la nostra solidarieta’. Ora che farà la Regione Campania che ha erogato quattro milioni di euro alla Fondazione di cui fra l’altro fa pure parte dopo il caos di  questa serata?  Chi era sul palco si è goduto comunque lo spettacolo senza accorgersi di nulla salvo vedere i carabinieri (clicca qui per foto e video) 

Attraverso una nota diramata a tutti gli organi d’informazione regionale, l’Ordine dei Giornalisti della Campania esprime solidarietà ai giornalisti del quotidiano online ‘Il Vescovado’ ” Solidarietà dell’Ordine dei Giornalisti per “Il Vescovado”

L’Ordine dei Giornalisti della Campania esprime solidarietà ai giornalisti del sito ‘Il Vescovado’ per l’increscioso episodio verificatosi domenica sera a Ravello in occasione del concerto di Pino Daniele.

“Ai colleghi – si legge sulla nota – che stavano filmando e fotografando i momenti di tensione tra alcuni spettatori giunti in ritardo e gli addetti agli ingressi, è stato strappato di mano lo smartphone impedendo di effettuare le riprese. L’Ordine dei Giornalisti difende il diritto di cronaca e all’informazione e condanna ogni episodio che vada in senso contrario”.

ALTRA REPLICA DEL RAVELLO FESTIVAL CON LA NOTA DEL DIRETTORE DEL VESCOVADO

Continuano a Ravello le polemiche relative alle proteste dei ritardatari del concerto di Pino Daniele davanti ai cancelli di Villa Rufolo. L’attenzione si è trasferita sul deprecabile gesto dell’addetto alla Villa che ha cercato di proibire a questo giornale alcune riprese video effettuate dall’esterno del cancello, scaraventando a terra lo smartphone dell’operatore. Il gesto ha suscitato l’indignazione di molti, anche fuori paese, che hanno manifestato piena solidarietà a questa testata e al suo direttore. Più di tutti l’ordine dei Giornalisti della Campania con una nota decisa e condivisa da numerose testate giornalistiche.

Ma ad oggi alcun messaggio di scuse, seppur informale, da parte degli autori del gesto o loro rappresentanti (compresi gli enti pubblici soci di Fondazione Ravello che gestisce Villa Rufolo e organizza il Festival ) è giunto al Vescovado. Soltanto in una nota, trasmessa agli organi di stampa (eccetto noi, come sempre), Fondazione Ravello cerca quasi di giustificare il vile gesto in tre punti: «1- L’episodio, di per sé deprecabile, non ha coinvolto alcun dipendente del Ravello Festival. Gli steward del Ravello Festival hanno mantenuto un comportamento irreprensibile ed educato. 2- L’episodio si è svolto al di fuori dei cancelli di Villa Rufolo. Non si capisce cosa c’entri il Festival, tenuto conto che né per localizzazione degli eventi né per coinvolgimento di personale il Festival potrebbe essere associato allo spiacevole gesto della videocamera. 3- L’episodio specifico avrebbe visto coinvolto un operaio della Villa Rufolo, sicuramente non in servizio per il Festival, che avrebbe solo tentato di impedire di essere ripreso da uno smartphone. Un gesto deprecabile, come già sottolineato, cui non sono estranei motivi di rancore personali».

NOTA DEL DIRETTORE

Se ci si ostina ancora a redigere prosopopee relativamente al proprio operato, facendo menzione dei soliti racconti, tra cui quello del dito e della luna, sembra quasi che chi rappresenta Fondazione Ravello voglia nascondersi dietro un dito, specie quando si cercano sterili giustificazioni, affermando che l’episodio sia avvenuto al di fuori della Villa e la necessità di stabilire un netto distinguo tra le competenze del personale di villa Rufolo e del Festival.

Il comportamento scorretto e sgarbato (per non dire altro) dell’operaio di Villa Rufolo (che sul libretto del programma del Ravello Festival è menzionato con tutto lo staff impegnato nella kermesse con la dicitura “attività ausiliare e custodia”), provenienti dall’interno del complesso monumentale con tanto di polo identificativa, è da denuncia. Ma non adirò certo le vie legali verso un mio concittadino (sono altri gli amanti della carta bollata) padre di famiglia al quale, a dire il vero, fino a pochi minuti precedenti l’insano gesto mi legavano sentimenti di rispetto e collaborazione. Non immaginavo in alcun modo che questi potesse nutrire rancori verso di me e che io potessi provocarlo facendo semplicemente il mio lavoro per fornire un’informazione ancor più puntuale ai lettori.

Perché il nostro è quello delle denunce giornalistiche che possano consentire un momento di crescita per il nostro territorio. Ad ogni modo questo atteggiamento fotografa a perfezione lo stile Villa Rufolo dove i “cani da guardia” vengono caricati a molla e sguinzagliati all’occorrenza. E di questo il popolo ne è a conoscenza, da domenica sera anche in Regione Campania.

Voglio ribadire a tutti che Ravello è un paese conosciuto in tutto il mondo per il suo garbo e per il suo grande senso dell’ospitalità.

E che questa, grazie a Dio, è soltanto una sparuta minoranza il cui manovratore, incapace di formarla almeno nei comportamenti, è al tramonto. Poi ci sarà tutta la notte per ululare alla luna.

Sotto nota di solidarietà da Napoli  dell'Ordine dei Giornalisti della Campania e nota della Fondazione Ravello. Ravello, Costiera amalfitana. Una serata di caos , come previsto, per il concerto di Pino Daniele, persone munite di biglietto pagato, lasciate fuori senza nessuna informazione ne servizio di accoglienza all'ingresso, gente che ha provato a scavalcare, visto che non c'era controllo, ma dal di dentro ci hanno pensato i carabinieri a riportare fuori i malcapitati.  Dove è finito quello spirito di Ravello decantato fra i principi della Fondazione stessa presieduta da Renato Brunetta, il quale potrebbe e dovrebbe intervenire almeno per prevedere qualcuno ai cancelli anche a concerto iniziato, per quello spirito di cortesia e di civiltà che dovrebbe contraddistinguere la costa d' Amalfi, invece si è vista solo la chiusura, in tutti i sensi.. 

Proprio perchè  tutto questo era prevedibile meraviglia che l'organizzazione, dopo aver serrato impietosamente le porte d'ingresso, addirittura alle 21,47 , come riportano le testimonianze, ha lasciato persone , paganti con tanto di biglietto, al di fuori dei cancelli  al loro destino , una ventina di persone paganti, persone che venivano da lontano, persone che conoscono Ravello da anni, e, come ha descritto Emiliano Amato sul Vescovado (clicca qui per l'articolo)  , anche il portavoce del governatore Stefano Caldoro, governatore della Regione Campania ,   Gaetano Amatruda, giunto in compagnia di cinque amici (con regolare biglietto) che, divenuto bersaglio delle critiche, con senso di responsabilità istituzionale tira fuori lo smartphone e intorno alle 23,10 pensa bene di telefonare al segretario generale della Fondazione Ravello, nonché direttore di Villa Rufolo Secondo Amalfitano, per cercare di mediare e garantire l'ingresso, a costo di assistere al concerto anche in piedi in un angolo recondito del belvedere, a quelle persone che avevano acquistato regolarmente il tagliando. Ma nulla da fare, Amalfitano è irremovibile. Al telefono conferma che la chiusura dei cancelli è avvenuta alle 21,55. .. Poi la cronaca del "fuori i cancelli" di Emiliano Amato si conclude con un video , per il quale gli è stato buttato a terra il cellulare , un gesto inaccettabile, per il quale esprimiamo la nostra solidarieta'. Ora che farà la Regione Campania che ha erogato quattro milioni di euro alla Fondazione di cui fra l'altro fa pure parte dopo il caos di  questa serata?  Chi era sul palco si è goduto comunque lo spettacolo senza accorgersi di nulla salvo vedere i carabinieri (clicca qui per foto e video

Attraverso una nota diramata a tutti gli organi d'informazione regionale, l'Ordine dei Giornalisti della Campania esprime solidarietà ai giornalisti del quotidiano online 'Il Vescovado' " Solidarietà dell'Ordine dei Giornalisti per "Il Vescovado"

L’Ordine dei Giornalisti della Campania esprime solidarietà ai giornalisti del sito ‘Il Vescovado’ per l’increscioso episodio verificatosi domenica sera a Ravello in occasione del concerto di Pino Daniele.

"Ai colleghi – si legge sulla nota – che stavano filmando e fotografando i momenti di tensione tra alcuni spettatori giunti in ritardo e gli addetti agli ingressi, è stato strappato di mano lo smartphone impedendo di effettuare le riprese. L'Ordine dei Giornalisti difende il diritto di cronaca e all'informazione e condanna ogni episodio che vada in senso contrario".

ALTRA REPLICA DEL RAVELLO FESTIVAL CON LA NOTA DEL DIRETTORE DEL VESCOVADO

Continuano a Ravello le polemiche relative alle proteste dei ritardatari del concerto di Pino Daniele davanti ai cancelli di Villa Rufolo. L'attenzione si è trasferita sul deprecabile gesto dell'addetto alla Villa che ha cercato di proibire a questo giornale alcune riprese video effettuate dall'esterno del cancello, scaraventando a terra lo smartphone dell'operatore. Il gesto ha suscitato l'indignazione di molti, anche fuori paese, che hanno manifestato piena solidarietà a questa testata e al suo direttore. Più di tutti l'ordine dei Giornalisti della Campania con una nota decisa e condivisa da numerose testate giornalistiche.

Ma ad oggi alcun messaggio di scuse, seppur informale, da parte degli autori del gesto o loro rappresentanti (compresi gli enti pubblici soci di Fondazione Ravello che gestisce Villa Rufolo e organizza il Festival ) è giunto al Vescovado. Soltanto in una nota, trasmessa agli organi di stampa (eccetto noi, come sempre), Fondazione Ravello cerca quasi di giustificare il vile gesto in tre punti: «1- L'episodio, di per sé deprecabile, non ha coinvolto alcun dipendente del Ravello Festival. Gli steward del Ravello Festival hanno mantenuto un comportamento irreprensibile ed educato. 2- L'episodio si è svolto al di fuori dei cancelli di Villa Rufolo. Non si capisce cosa c'entri il Festival, tenuto conto che né per localizzazione degli eventi né per coinvolgimento di personale il Festival potrebbe essere associato allo spiacevole gesto della videocamera. 3- L'episodio specifico avrebbe visto coinvolto un operaio della Villa Rufolo, sicuramente non in servizio per il Festival, che avrebbe solo tentato di impedire di essere ripreso da uno smartphone. Un gesto deprecabile, come già sottolineato, cui non sono estranei motivi di rancore personali».

NOTA DEL DIRETTORE

Se ci si ostina ancora a redigere prosopopee relativamente al proprio operato, facendo menzione dei soliti racconti, tra cui quello del dito e della luna, sembra quasi che chi rappresenta Fondazione Ravello voglia nascondersi dietro un dito, specie quando si cercano sterili giustificazioni, affermando che l'episodio sia avvenuto al di fuori della Villa e la necessità di stabilire un netto distinguo tra le competenze del personale di villa Rufolo e del Festival.

Il comportamento scorretto e sgarbato (per non dire altro) dell'operaio di Villa Rufolo (che sul libretto del programma del Ravello Festival è menzionato con tutto lo staff impegnato nella kermesse con la dicitura "attività ausiliare e custodia"), provenienti dall'interno del complesso monumentale con tanto di polo identificativa, è da denuncia. Ma non adirò certo le vie legali verso un mio concittadino (sono altri gli amanti della carta bollata) padre di famiglia al quale, a dire il vero, fino a pochi minuti precedenti l'insano gesto mi legavano sentimenti di rispetto e collaborazione. Non immaginavo in alcun modo che questi potesse nutrire rancori verso di me e che io potessi provocarlo facendo semplicemente il mio lavoro per fornire un'informazione ancor più puntuale ai lettori.

Perché il nostro è quello delle denunce giornalistiche che possano consentire un momento di crescita per il nostro territorio. Ad ogni modo questo atteggiamento fotografa a perfezione lo stile Villa Rufolo dove i "cani da guardia" vengono caricati a molla e sguinzagliati all'occorrenza. E di questo il popolo ne è a conoscenza, da domenica sera anche in Regione Campania.

Voglio ribadire a tutti che Ravello è un paese conosciuto in tutto il mondo per il suo garbo e per il suo grande senso dell'ospitalità.

E che questa, grazie a Dio, è soltanto una sparuta minoranza il cui manovratore, incapace di formarla almeno nei comportamenti, è al tramonto. Poi ci sarà tutta la notte per ululare alla luna.