Amalfi stabilimenti balneari da abbattere, scambi di accuse fra Pisacane e De Luca

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Amalfi la vicenda degli abbattimenti degli stabilimenti balneari da abbattere, con ordinanza arrivata in piena estate (ma gli stabilimenti sono aperti e funzioneranno per tutta la stagione, ndr) sta creando una bufera politica con scambi di accuse ora tra il delegato al turismo Pisacane e l’ex sindaco Antonio De Luca «La vicenda degli stabilimenti balneari amalfitani affonda le sue radici nell’incapacità delle passate amministrazioni di farsi carico dei reali problemi del paese. Le ordinanze emesse in questi giorni dall’UTC – dice il consigliere Gennaro Pisacane  – erano atti dovuti in quanto conclusivi di procedimenti avviati nel 2007. Ciò nonostante, la politica ha oggi il dovere di trovare una soluzione al problema, costi quel che costi. Personalmente  sosterrò qualsiasi iniziativa sarà intrapresa dai gestori degli stabilimenti e mi dichiaro sin d’ora disponibile a rinunciare agli incarichi politici in segno di protesta per quanto sta accadendo. Nell’Italia degli scandali, si trova sempre un funzionario in grado di perseguire gli illeciti, mai invece uno che ti indichi la strada per stare nella legalità. E’ questo il vero male di una nazione, in cui imprese e lavoratori sono lasciati alla mercè di un apparato pubblico che bada solo a se stesso».  Pronta  replica dell’ex sindaco Antonio De Luca «Un consigliere di maggioranza “accusa” le precedenti amministrazioni dei provvedimenti adottati dall’ attuale responsabile dell’ ufficio tecnico relativi agli stabilimenti balneari . A questo punto sono necessari dei chiarimenti: il consigliere dovrebbe sapere che il tutto si avvia da una relazione di un funzionario della Sovrintendenza di Salerno che nel 2007, dopo aver effettuato un sopralluogo sulle aree demaniali contestualmente alla valutazione dei pareri esibiti , notificò al Responsabile dell’ UTC una relazione con cui, mettendo in evidenza la mancanza – a suo parere – di determinate autorizzazioni invitò ad emettere ordinanza di demolizioni. I concessionari degli stabilimenti – continua De Luca – si opposero al TAR che dopo una immediata sospensiva emise una sentenza nel 2013 (amministrazione Del Pizzo di cui il consigliere in questione è’ capogruppo), con cui, dopo aver annullato la precedente ordinanza di demolizione del 2007 invitava l’attuale Responsabile dell’UTC a rideterminarsi sulla legittimità o meno degli stabilimenti balneari . È l’ attuale Responsabile dell’UTC ad emettere ordinanza di abbattimento. Dovrebbe sapere il capogruppo che il PUC (cioè lo strumento urbanistico della città) è fermo da oltre tre anni negli uffici comunali né l’ attuale amministrazione ha dato risposta ad una nota inviata , oltre un anno, fa dai concessionari degli stabilimenti che si dichiaravano disponibili a rivedere la situazione urbanistica / paesaggistica delle proprie attività in vista della sentenza del TAR emessa nel 2013 . Cosi stanno i fatti. Le dichiarazioni ” reboanti ” del capogruppo di maggioranza potrebbero essere giustificate se dette da un componente dell’ attuale maggioranza, non particolarmente capace nella gestione della cosa pubblica – e di tali incapacità l’ attuale maggioranza ha data ampia dimostrazione . Ma se dette da un consigliere comunale di professione avvocato, con esperienza di avvocato amministrativista, beh non saprei come definirle. Il termine ” sciocchezze ” non mi sembra adeguato».

Amalfi la vicenda degli abbattimenti degli stabilimenti balneari da abbattere, con ordinanza arrivata in piena estate (ma gli stabilimenti sono aperti e funzioneranno per tutta la stagione, ndr) sta creando una bufera politica con scambi di accuse ora tra il delegato al turismo Pisacane e l'ex sindaco Antonio De Luca «La vicenda degli stabilimenti balneari amalfitani affonda le sue radici nell'incapacità delle passate amministrazioni di farsi carico dei reali problemi del paese. Le ordinanze emesse in questi giorni dall'UTC – dice il consigliere Gennaro Pisacane  – erano atti dovuti in quanto conclusivi di procedimenti avviati nel 2007. Ciò nonostante, la politica ha oggi il dovere di trovare una soluzione al problema, costi quel che costi. Personalmente  sosterrò qualsiasi iniziativa sarà intrapresa dai gestori degli stabilimenti e mi dichiaro sin d'ora disponibile a rinunciare agli incarichi politici in segno di protesta per quanto sta accadendo. Nell'Italia degli scandali, si trova sempre un funzionario in grado di perseguire gli illeciti, mai invece uno che ti indichi la strada per stare nella legalità. E' questo il vero male di una nazione, in cui imprese e lavoratori sono lasciati alla mercè di un apparato pubblico che bada solo a se stesso».  Pronta  replica dell'ex sindaco Antonio De Luca «Un consigliere di maggioranza "accusa" le precedenti amministrazioni dei provvedimenti adottati dall' attuale responsabile dell' ufficio tecnico relativi agli stabilimenti balneari . A questo punto sono necessari dei chiarimenti: il consigliere dovrebbe sapere che il tutto si avvia da una relazione di un funzionario della Sovrintendenza di Salerno che nel 2007, dopo aver effettuato un sopralluogo sulle aree demaniali contestualmente alla valutazione dei pareri esibiti , notificò al Responsabile dell' UTC una relazione con cui, mettendo in evidenza la mancanza – a suo parere – di determinate autorizzazioni invitò ad emettere ordinanza di demolizioni. I concessionari degli stabilimenti – continua De Luca – si opposero al TAR che dopo una immediata sospensiva emise una sentenza nel 2013 (amministrazione Del Pizzo di cui il consigliere in questione è' capogruppo), con cui, dopo aver annullato la precedente ordinanza di demolizione del 2007 invitava l'attuale Responsabile dell'UTC a rideterminarsi sulla legittimità o meno degli stabilimenti balneari . È l' attuale Responsabile dell'UTC ad emettere ordinanza di abbattimento. Dovrebbe sapere il capogruppo che il PUC (cioè lo strumento urbanistico della città) è fermo da oltre tre anni negli uffici comunali né l' attuale amministrazione ha dato risposta ad una nota inviata , oltre un anno, fa dai concessionari degli stabilimenti che si dichiaravano disponibili a rivedere la situazione urbanistica / paesaggistica delle proprie attività in vista della sentenza del TAR emessa nel 2013 . Cosi stanno i fatti. Le dichiarazioni " reboanti " del capogruppo di maggioranza potrebbero essere giustificate se dette da un componente dell' attuale maggioranza, non particolarmente capace nella gestione della cosa pubblica – e di tali incapacità l' attuale maggioranza ha data ampia dimostrazione . Ma se dette da un consigliere comunale di professione avvocato, con esperienza di avvocato amministrativista, beh non saprei come definirle. Il termine " sciocchezze " non mi sembra adeguato».