Croazia, donna licenziata per aver tentato il suicidio sul luogo di lavoro

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Un tribunale in Croazia ha licenziato una sua dipendente, una addetta alle pulizie, spiegando di aver perso la fiducia in lei come lavoratrice dopo che ha tentato di suicidarsi buttandosi dal tetto dell’edifico del tribunale durante l’orario di lavoro, invece di finire di pulire gli uffici.

Le motivazioni Il presidente del tribunale di Sambor, cittadina nei pressi della capitale Zagabria, il giudice Darko Zupancic, ha motivato il licenziamento in via straordinaria appellandosi agli articoli del Codice del Lavoro, al contratto collettivo e al codice etico per i dipendenti pubblici. Secondo lui Ivana Muhar, di 28 anni, «ha violato le leggi e i codici quando a causa del tentato suicidio durante l’orario di lavoro ha omesso di svolgere le proprie funzioni e non ha compiuto le mansioni assegnatele per quel giorno: la pulizia degli uffici del tribunale». In questo modo avrebbe «commesso una violazione molto grave del Codice del Lavoro e compromesso la fiducia del datore di lavoro».

Sindacati sulle barricate Tra i documenti allegati al licenziamento c’è il rapporto della polizia sul tentato suicidio della donna due mesi fa. I sindacati hanno definito il licenziamento «crudele e assurdo» e hanno annunciato un ricorso. La donna delle pulizie, nel frattempo, dopo essere stata curata per le ferite riportate nella caduta, si trova da quasi due mesi sotto osservazione in un ospedale psichiatrico.

IL MESSAGGEROUn tribunale in Croazia ha licenziato una sua dipendente, una addetta alle pulizie, spiegando di aver perso la fiducia in lei come lavoratrice dopo che ha tentato di suicidarsi buttandosi dal tetto dell’edifico del tribunale durante l’orario di lavoro, invece di finire di pulire gli uffici.

Le motivazioni Il presidente del tribunale di Sambor, cittadina nei pressi della capitale Zagabria, il giudice Darko Zupancic, ha motivato il licenziamento in via straordinaria appellandosi agli articoli del Codice del Lavoro, al contratto collettivo e al codice etico per i dipendenti pubblici. Secondo lui Ivana Muhar, di 28 anni, «ha violato le leggi e i codici quando a causa del tentato suicidio durante l’orario di lavoro ha omesso di svolgere le proprie funzioni e non ha compiuto le mansioni assegnatele per quel giorno: la pulizia degli uffici del tribunale». In questo modo avrebbe «commesso una violazione molto grave del Codice del Lavoro e compromesso la fiducia del datore di lavoro».

Sindacati sulle barricate Tra i documenti allegati al licenziamento c’è il rapporto della polizia sul tentato suicidio della donna due mesi fa. I sindacati hanno definito il licenziamento «crudele e assurdo» e hanno annunciato un ricorso. La donna delle pulizie, nel frattempo, dopo essere stata curata per le ferite riportate nella caduta, si trova da quasi due mesi sotto osservazione in un ospedale psichiatrico.

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