Napoli, 5 azzurri ai quarti. Maradona boccia Higuain

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Erano dodici all’inizio. Una maledetta dozzina. Ne sono rimasti in cinque in corsa per il titolo di campione del Mondo. Da domani un altro Napoli va in campo: Fernandez, Higuain, Mertens, Zuniga e Henrique. E dopo l’uscita di scena dell’Italia, non resta che fare il tifo per loro, ovvio. Da una parte c’è l’aristocrazia del Sudamerica, rappresentata dall’Argentina e dal Brasile, dall’altra la borghesia del calcio moderno, con la Colombia e il Belgio. Chi è andato in campo più di tutti è stato il Flaco Federico Fernandez, inizialmente oggetto del mistero nel Rafa Napoli e poi pedina fissa nella linea a quattro della difesa, dopo aver scalzato in ordine prima Paolo Cannavaro e poi Britos. Eccezion fatta per Pablo Zabaleta, che ha un apprezzabile curriculum, né il napoletano Fernandez né tantomeno Rojo e Basanta potevano vantare l’appartenenza all’elite mondiale degli specialisti dell’area di rigore. Ed è stata proprio questa la grande incognita dell’Argentina che sogna il terzo titolo mondiale. El Flaco ha giocato da titolare tutte e quattro le gare di Brasile 2014, senza essere mai sostituito. Per un totale di 390 minuti. Certo, nell’attacco argentino la questione è diversa. Lì davvero finora c’è solo Messi. Ed Higuain fino ad adesso non ha brillato. Attirandosi addosso l’ira del Pibe de oro, Diego Maradona. «Questo sembra il Deportivo Messi. Higuain? È fuori forma, meglio che riposi una partita e che vada in campo Palacio che mi sembra stare molto meglio». Higuain sia con l’Iran che con la Svizzera è rimasto a secco. Ieri l’attaccante del Napoli è tornato a parlare del Napoli. «Ho un contratto con gli azzurri, non vedo perché si debba parlare del mio futuro». Un ulteriore chiarimento, qualora ce ne fosse bisogno. Non ha ancora segnato in questo Mondiale e la cosa deve fargli male davvero. Ma il Pipita non sembra il miglior Pipita. Dopo la sfida con gli amici svizzeri (che bel regalo gli ha fatto Dzemaili con quel palo centrato al 121’) ora è la volta dell’amico belga, Dries Mertens. United colors of Napoli. Erano dodici, all’inizio. Un record mondiale. Fuori Insigne, Reina e Albiol al primo turno, adesso restano in corsa un bel po’ di altri azzurri. Il derby con il Belgio, d’altronde, ha già avuto inizio ieri con un tweet di Mertens. «E adesso blocchiamo lui!», ha scritto l’esterno azzurro postando una foto del Pipita. Una dedica generosa, perché fino ad adesso neanche i difensori di Bosnia, Nigeria e Iran hanno faticato per neutralizzarlo. «Posso dare di più,lo so. Ma adesso mi sento bene e posso aiutare la squadra». Senza Aguero, difficile che Alejandro Sabella preferisca Palacio con Messi e Lavezzi. Due argentini di casa nostra, un belga, un colombiano e un brasiliano che fino ad adesso non ha fatto altro che la comparsa. Siccome il calcio ama arrotolarsi su se stesso, divertendosi dei suoi paradossi, è stato proprio Camilo Zuniga uno dei migliori della Colombia in questo mondiale. Meraviglioso. E il mondiale riconsegna al Napoli un giocatore pieno di entusiasmo e felice. Torna a casa, comunque vada a finire, un ragazzo rigenerato e con voglia matta di recuperare il tempo perduto. Infine il mondiale da portafortuna di Henrique: sapeva che la convocazione sarebbe stata il massimo per lui ma contro la Colombia, scrive la stampa brasiliana, Scolari potrebbe affidarsi a lui per sostituire Luiz Gustavo. Fino ad adesso il Mondiale lo ha visto da bordo campo. Che è comunque, sia chiaro, una vista meravigliosa. (Pino Taormina – Il Mattino)

Erano dodici all’inizio. Una maledetta dozzina. Ne sono rimasti in cinque in corsa per il titolo di campione del Mondo. Da domani un altro Napoli va in campo: Fernandez, Higuain, Mertens, Zuniga e Henrique. E dopo l’uscita di scena dell’Italia, non resta che fare il tifo per loro, ovvio. Da una parte c’è l’aristocrazia del Sudamerica, rappresentata dall’Argentina e dal Brasile, dall’altra la borghesia del calcio moderno, con la Colombia e il Belgio. Chi è andato in campo più di tutti è stato il Flaco Federico Fernandez, inizialmente oggetto del mistero nel Rafa Napoli e poi pedina fissa nella linea a quattro della difesa, dopo aver scalzato in ordine prima Paolo Cannavaro e poi Britos. Eccezion fatta per Pablo Zabaleta, che ha un apprezzabile curriculum, né il napoletano Fernandez né tantomeno Rojo e Basanta potevano vantare l’appartenenza all’elite mondiale degli specialisti dell’area di rigore. Ed è stata proprio questa la grande incognita dell’Argentina che sogna il terzo titolo mondiale. El Flaco ha giocato da titolare tutte e quattro le gare di Brasile 2014, senza essere mai sostituito. Per un totale di 390 minuti. Certo, nell’attacco argentino la questione è diversa. Lì davvero finora c’è solo Messi. Ed Higuain fino ad adesso non ha brillato. Attirandosi addosso l’ira del Pibe de oro, Diego Maradona. «Questo sembra il Deportivo Messi. Higuain? È fuori forma, meglio che riposi una partita e che vada in campo Palacio che mi sembra stare molto meglio». Higuain sia con l’Iran che con la Svizzera è rimasto a secco. Ieri l’attaccante del Napoli è tornato a parlare del Napoli. «Ho un contratto con gli azzurri, non vedo perché si debba parlare del mio futuro». Un ulteriore chiarimento, qualora ce ne fosse bisogno. Non ha ancora segnato in questo Mondiale e la cosa deve fargli male davvero. Ma il Pipita non sembra il miglior Pipita. Dopo la sfida con gli amici svizzeri (che bel regalo gli ha fatto Dzemaili con quel palo centrato al 121’) ora è la volta dell’amico belga, Dries Mertens. United colors of Napoli. Erano dodici, all’inizio. Un record mondiale. Fuori Insigne, Reina e Albiol al primo turno, adesso restano in corsa un bel po’ di altri azzurri. Il derby con il Belgio, d’altronde, ha già avuto inizio ieri con un tweet di Mertens. «E adesso blocchiamo lui!», ha scritto l’esterno azzurro postando una foto del Pipita. Una dedica generosa, perché fino ad adesso neanche i difensori di Bosnia, Nigeria e Iran hanno faticato per neutralizzarlo. «Posso dare di più,lo so. Ma adesso mi sento bene e posso aiutare la squadra». Senza Aguero, difficile che Alejandro Sabella preferisca Palacio con Messi e Lavezzi. Due argentini di casa nostra, un belga, un colombiano e un brasiliano che fino ad adesso non ha fatto altro che la comparsa. Siccome il calcio ama arrotolarsi su se stesso, divertendosi dei suoi paradossi, è stato proprio Camilo Zuniga uno dei migliori della Colombia in questo mondiale. Meraviglioso. E il mondiale riconsegna al Napoli un giocatore pieno di entusiasmo e felice. Torna a casa, comunque vada a finire, un ragazzo rigenerato e con voglia matta di recuperare il tempo perduto. Infine il mondiale da portafortuna di Henrique: sapeva che la convocazione sarebbe stata il massimo per lui ma contro la Colombia, scrive la stampa brasiliana, Scolari potrebbe affidarsi a lui per sostituire Luiz Gustavo. Fino ad adesso il Mondiale lo ha visto da bordo campo. Che è comunque, sia chiaro, una vista meravigliosa. (Pino Taormina – Il Mattino)