Israele, trovati i corpi dei tre ragazzi rapiti. Il governo minaccia: «Questa sarà la fine dei terroristi di Hamas»

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Li hanno cercati per diciotto giorni e notti. Ieri pomeriggio le truppe, accompagnate da scout specializzati e cani addestrati, hanno battuto le campagne tra Hebron e Halhul, nella Cisgiordania occupata. È stato sotto un ammasso di pietre fresco, su un terreno dove l’erba fatica a crescere, che hanno trovato i corpi dei tre studenti israeliani: Eyal Yifrah (19 anni), Gilad Shaar (16) e Naftali Fraenkel (16). Erano stati sequestrati da due palestinesi che indossavano gli abiti neri e lunghi di ebrei ortodossi. La scoperta ha messo fine a una fase del dramma. Le autorità hanno avuto la conferma di ciò che sospettavano fin dall’inizio della tragica vicenda: i tre erano stati uccisi subito dopo il loro rapimento. Probabilmente perché i terroristi, per quanto organizzati, non sono stati capaci di nasconderli, come avrebbero voluto, per poi cercare di scambiarli con prigionieri palestinesi in carcere. Israele oggi è in lutto. Come tante altre volte in questo lungo conflitto tra due popoli in lotta per la stessa terra. La notizia è arrivata nel tardo pomeriggio ma gli israeliani l’hanno saputo ufficialmente dopo il resto del mondo. Erano state due televisioni arabe ad annunciare il ritrovamento. Quella israeliana era rimasta silenziosa per consentire alle autorità di avvertire le famiglie e convocare una riunione urgente del governo. E anche far sapere che sono stati cacciati gli agenti di polizia che non avevano dato credito alla telefonata con cui una delle giovani vittime, con voce concitata, annunciava di essere stato rapito e chiedeva aiuto. I tre ragazzi erano allievi di una scuola religiosa e si erano fidati dei due palestinesi vestiti da ebrei ortodossi che offrivano un passaggio in auto per tornare a casa dalla loro yeschiva, come facevano tutte le settimane. Quando si è accorto che qualcosa non funzionava, uno dei giovani è riuscito a fare una telefonata. Soltanto ore dopo, gli agenti di polizia hanno segnalato la chiamata ma i cellulari avevano smesso di funzionare. Le forze di sicurezza israeliane controllano la Cisgiordania con mezzi di alta tecnologia e attraverso una conoscenza del territorio e della popolazione consolidata in oltre quaranta anni di occupazione militare. Non è stato difficile per lo Shin Bet arrivare a casa di due giovani noti per la loro attività anti-israeliana. Marwan Qawasmeh e Amar Abu Aisha sono considerati gli autori materiali del rapimento e, a questo punto, dell’uccisione dei ragazzi israeliani. Sono scomparsi dal giorno del rapimento e sono tuttora irreperibili. Erano stati rilasciati l’anno scorso nello scambio di prigionieri che portò alla liberazione di Gilad Shalit e come altri erano tornati a militare in Hamas. Netanyahu non ha esitato a incolpare il movimento islamico anche se i leader dell’organizzazione dopo aver commentato positivamente il rapimento sostenevano di non esserne coinvolti. E ieri sera, aprendo la riunione straordinaria del governo, il premier ha nuovamente accusato il movimento che controlla Gaza. «Hamas è colpevole. Hamas la pagherà». (Eric Salerno – Il Mattino)

Li hanno cercati per diciotto giorni e notti. Ieri pomeriggio le truppe, accompagnate da scout specializzati e cani addestrati, hanno battuto le campagne tra Hebron e Halhul, nella Cisgiordania occupata. È stato sotto un ammasso di pietre fresco, su un terreno dove l'erba fatica a crescere, che hanno trovato i corpi dei tre studenti israeliani: Eyal Yifrah (19 anni), Gilad Shaar (16) e Naftali Fraenkel (16). Erano stati sequestrati da due palestinesi che indossavano gli abiti neri e lunghi di ebrei ortodossi. La scoperta ha messo fine a una fase del dramma. Le autorità hanno avuto la conferma di ciò che sospettavano fin dall'inizio della tragica vicenda: i tre erano stati uccisi subito dopo il loro rapimento. Probabilmente perché i terroristi, per quanto organizzati, non sono stati capaci di nasconderli, come avrebbero voluto, per poi cercare di scambiarli con prigionieri palestinesi in carcere. Israele oggi è in lutto. Come tante altre volte in questo lungo conflitto tra due popoli in lotta per la stessa terra. La notizia è arrivata nel tardo pomeriggio ma gli israeliani l'hanno saputo ufficialmente dopo il resto del mondo. Erano state due televisioni arabe ad annunciare il ritrovamento. Quella israeliana era rimasta silenziosa per consentire alle autorità di avvertire le famiglie e convocare una riunione urgente del governo. E anche far sapere che sono stati cacciati gli agenti di polizia che non avevano dato credito alla telefonata con cui una delle giovani vittime, con voce concitata, annunciava di essere stato rapito e chiedeva aiuto. I tre ragazzi erano allievi di una scuola religiosa e si erano fidati dei due palestinesi vestiti da ebrei ortodossi che offrivano un passaggio in auto per tornare a casa dalla loro yeschiva, come facevano tutte le settimane. Quando si è accorto che qualcosa non funzionava, uno dei giovani è riuscito a fare una telefonata. Soltanto ore dopo, gli agenti di polizia hanno segnalato la chiamata ma i cellulari avevano smesso di funzionare. Le forze di sicurezza israeliane controllano la Cisgiordania con mezzi di alta tecnologia e attraverso una conoscenza del territorio e della popolazione consolidata in oltre quaranta anni di occupazione militare. Non è stato difficile per lo Shin Bet arrivare a casa di due giovani noti per la loro attività anti-israeliana. Marwan Qawasmeh e Amar Abu Aisha sono considerati gli autori materiali del rapimento e, a questo punto, dell'uccisione dei ragazzi israeliani. Sono scomparsi dal giorno del rapimento e sono tuttora irreperibili. Erano stati rilasciati l'anno scorso nello scambio di prigionieri che portò alla liberazione di Gilad Shalit e come altri erano tornati a militare in Hamas. Netanyahu non ha esitato a incolpare il movimento islamico anche se i leader dell'organizzazione dopo aver commentato positivamente il rapimento sostenevano di non esserne coinvolti. E ieri sera, aprendo la riunione straordinaria del governo, il premier ha nuovamente accusato il movimento che controlla Gaza. «Hamas è colpevole. Hamas la pagherà». (Eric Salerno – Il Mattino)