Abusa della figlia da 6 anni, la moglie lo scopre e lo fa arrestare. Lui: «In famiglia faccio come voglio»

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Da due anni ogni notte restava nel dormiveglia, tormentata dai sospetti che il marito molestasse la figlia. Voleva essere sicura, coglierlo sul fatto, visto che la ragazzina negava.

Così quando una notte lui, dopo essere rientrato in punta di piedi, non si è messo a letto, la donna ha capito che era il momento di intervenire. È così che una badante filippina, madre di tre bambini, residente a Monteverde, è riuscita a far uscire dall’incubo la primogenita di tredici anni, a salvarla e salvarsi da una vita di botte e abusi. La figlia ha svelato che il papà la molestava, accarezzandola, da quando aveva appena sette anni. Dopodomani, il padre-padrone, a sei mesi dall’arresto, sarà processato a piazzale Clodio per violenza sessuale aggravata e maltrattamenti in famiglia. E chissà se avrà il coraggio di ripetere quanto gridato alla polizia intervenuta all’alba del 31 gennaio scorso: «I figli sono miei e ne faccio quello che voglio».

L’ULTIMA SERA
Il pm Antonio Calaresu che ha mandato prima in galera e poi a giudizio il presunto “orco” ha ricostruito con gli agenti del commissariato Monterverde, insieme a medici e psicologi, il doppio dramma vissuto dalla giovane: quello di subire le attenzioni del padre e la paura di raccontarle alla madre. Anche quella notte l’imputato pensava di farla franca. Quando la moglie lo ha sorpreso accanto alla figlia lui ha fatto un balzo e si è giustificato parlando del bacio della buonanotte. La ragazzina, invece, fingeva di dormire. Una volta scoperto, l’uomo, per rabbia, ha spaccato porte, specchi e televisori. Ora rischia di dover pagare anche per un altro episodio: la volta che immerse la testa della moglie nella vasca da bagno mentre era incinta dell’ultimo figlio, mai nato.

IL RACCONTO
Le prime ammissioni dell’adolescente sono state documentate da una pediatra al San Camillo: «La bambina non riesce a parlare davanti alla madre. Si invita la signora a uscire. La bambina racconta che stanotte il padre è andato da lei. Che dall’età di sette anni l’accarezza…». La giovane, la mamma e i due fratellini vengono subito trasferiti in una casa famiglia. L’avvocato Cristina Cerrato, esperta nella tutela dei minori, si costituirà parte civile. Per il gip Antonella Capri non ci sono dubbi: «La narrazione della minore è stata coerente, precisa, completa e spontanea», ha scritto. La conferma? «Lo stato di profondo turbamento in cui è stata trovata». Era pietrificata a letto, con le mani sul viso. Riusciva a risponde solo a cenni. Purtroppo la storia della bambina di Monteverde è solo una delle tante. Nel 2013 i reati contro la libertà sessuale, i minori e le fasce più deboli hanno subito un forte incremento. I procedimenti sono stati 7.295, il 33% in più rispetto all’anno precedente.
DI ADELAIDE PIERUCCI IL MESSAGGERODa due anni ogni notte restava nel dormiveglia, tormentata dai sospetti che il marito molestasse la figlia. Voleva essere sicura, coglierlo sul fatto, visto che la ragazzina negava.

Così quando una notte lui, dopo essere rientrato in punta di piedi, non si è messo a letto, la donna ha capito che era il momento di intervenire. È così che una badante filippina, madre di tre bambini, residente a Monteverde, è riuscita a far uscire dall’incubo la primogenita di tredici anni, a salvarla e salvarsi da una vita di botte e abusi. La figlia ha svelato che il papà la molestava, accarezzandola, da quando aveva appena sette anni. Dopodomani, il padre-padrone, a sei mesi dall’arresto, sarà processato a piazzale Clodio per violenza sessuale aggravata e maltrattamenti in famiglia. E chissà se avrà il coraggio di ripetere quanto gridato alla polizia intervenuta all’alba del 31 gennaio scorso: «I figli sono miei e ne faccio quello che voglio».

L’ULTIMA SERA
Il pm Antonio Calaresu che ha mandato prima in galera e poi a giudizio il presunto “orco” ha ricostruito con gli agenti del commissariato Monterverde, insieme a medici e psicologi, il doppio dramma vissuto dalla giovane: quello di subire le attenzioni del padre e la paura di raccontarle alla madre. Anche quella notte l’imputato pensava di farla franca. Quando la moglie lo ha sorpreso accanto alla figlia lui ha fatto un balzo e si è giustificato parlando del bacio della buonanotte. La ragazzina, invece, fingeva di dormire. Una volta scoperto, l’uomo, per rabbia, ha spaccato porte, specchi e televisori. Ora rischia di dover pagare anche per un altro episodio: la volta che immerse la testa della moglie nella vasca da bagno mentre era incinta dell’ultimo figlio, mai nato.

IL RACCONTO
Le prime ammissioni dell’adolescente sono state documentate da una pediatra al San Camillo: «La bambina non riesce a parlare davanti alla madre. Si invita la signora a uscire. La bambina racconta che stanotte il padre è andato da lei. Che dall’età di sette anni l’accarezza…». La giovane, la mamma e i due fratellini vengono subito trasferiti in una casa famiglia. L’avvocato Cristina Cerrato, esperta nella tutela dei minori, si costituirà parte civile. Per il gip Antonella Capri non ci sono dubbi: «La narrazione della minore è stata coerente, precisa, completa e spontanea», ha scritto. La conferma? «Lo stato di profondo turbamento in cui è stata trovata». Era pietrificata a letto, con le mani sul viso. Riusciva a risponde solo a cenni. Purtroppo la storia della bambina di Monteverde è solo una delle tante. Nel 2013 i reati contro la libertà sessuale, i minori e le fasce più deboli hanno subito un forte incremento. I procedimenti sono stati 7.295, il 33% in più rispetto all’anno precedente.
DI ADELAIDE PIERUCCI IL MESSAGGERO

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