Caos SITA in Costiera amalfitana turisti e pendolari nell’incertezza , martedi incontro con Caldoro

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.I dipendenti di Sita Sud hanno proclamato lo stato d’agitazione e le conseguenze, già nella giornata di ieri, si sono avute soprattutto nelle zone della Costa d’Amalfi e nei Picentini. Molte le corse saltate ed altrettante le lamentele di chi si è visto costretto ad aspettare anche due ore alla fermata dell’autobus oppure a cercare tempestivamente un’alternativa. La comunicazione dello stato d’agitazione è partita venerdì sera, a margine di una assemblea dei dipendenti della Sita a dir poco infuocata dove è stata ribadita la grande preoccupazione per il futuro occupazionale dei 439 dipendenti dell’azienda pugliese che dal prossimo primo agosto potrebbe definitivamente lasciare il territorio regionale a causa del mancato accordo sui nuovi contratti da stipulare con la Regione Campania e con le Province di Salerno, Napoli ed Avellino. Dopo l’assemblea, i dipendenti, attraverso le segreterie regionali e provinciali delle organizzazioni sindacali, hanno proclamato l’agitazione chiedendo contestualmente sia un incontro politico solo ed esclusivamente con il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro (che ad oggi non si è mai presentato alle riunioni, delegando sempre l’assessore regionale Sergio Vetrella) che con il Prefetto Gerarda Maria Pantalone. È questo l’ultimo tentativo per cercare di superare l’impasse, tutto economico, che scongiuri l’abbandono del territorio regionale da parte di un vettore importantissimo e un ulteriore colpo all’occupazione con la perdita di ben 439 posti di lavoro. Ad aggravare una situazione già di per sé complessa c’è l’avvicinarsi del termine della procedura di licenziamento collettivo avviata dall’azienda per mettersi in condizione di poter interrompere il servizio a partire dal primo agosto. Come detto alcune corse sono saltate, circa il 20 per cento del programma d’esercizio non è stato coperto dai dipendenti che si sono astenuti dal lavoro, ma pur essendo una percentuale minima rispetto al totale i disagio ci sono stati ugualmente. «Il fatto – ha spiegato Rocco Serritella delegato aziendale della Filt Cgil – è che in particolare la costiera Amalfitana già normalmente risente dei tagli che negli anni ci sono stati. L’utenza già normalmente giudica inadeguato il servizio, se poi saltano alcune corse le cose si complicano. Ci spiace, abbiamo rispetto dell’utenza ma qui c’è in gioco il nostro futuro». E i disagi continueranno anche oggi. «Condivido le preoccupazioni dei lavoratori di Sita Sud. Il rischio licenziamenti si avvicina, ma dalla Regione ancora il più assoluto silenzio» commenta l’eurodeputato del Pd, Massimo Paolucci: «Vetrella faccia per una volta un gesto sensato: prenda atto del proprio fallimento e si dimetta».

.I dipendenti di Sita Sud hanno proclamato lo stato d’agitazione e le conseguenze, già nella giornata di ieri, si sono avute soprattutto nelle zone della Costa d’Amalfi e nei Picentini. Molte le corse saltate ed altrettante le lamentele di chi si è visto costretto ad aspettare anche due ore alla fermata dell’autobus oppure a cercare tempestivamente un’alternativa. La comunicazione dello stato d’agitazione è partita venerdì sera, a margine di una assemblea dei dipendenti della Sita a dir poco infuocata dove è stata ribadita la grande preoccupazione per il futuro occupazionale dei 439 dipendenti dell’azienda pugliese che dal prossimo primo agosto potrebbe definitivamente lasciare il territorio regionale a causa del mancato accordo sui nuovi contratti da stipulare con la Regione Campania e con le Province di Salerno, Napoli ed Avellino. Dopo l’assemblea, i dipendenti, attraverso le segreterie regionali e provinciali delle organizzazioni sindacali, hanno proclamato l’agitazione chiedendo contestualmente sia un incontro politico solo ed esclusivamente con il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro (che ad oggi non si è mai presentato alle riunioni, delegando sempre l’assessore regionale Sergio Vetrella) che con il Prefetto Gerarda Maria Pantalone. È questo l’ultimo tentativo per cercare di superare l’impasse, tutto economico, che scongiuri l’abbandono del territorio regionale da parte di un vettore importantissimo e un ulteriore colpo all’occupazione con la perdita di ben 439 posti di lavoro. Ad aggravare una situazione già di per sé complessa c’è l’avvicinarsi del termine della procedura di licenziamento collettivo avviata dall’azienda per mettersi in condizione di poter interrompere il servizio a partire dal primo agosto. Come detto alcune corse sono saltate, circa il 20 per cento del programma d’esercizio non è stato coperto dai dipendenti che si sono astenuti dal lavoro, ma pur essendo una percentuale minima rispetto al totale i disagio ci sono stati ugualmente. «Il fatto – ha spiegato Rocco Serritella delegato aziendale della Filt Cgil – è che in particolare la costiera Amalfitana già normalmente risente dei tagli che negli anni ci sono stati. L’utenza già normalmente giudica inadeguato il servizio, se poi saltano alcune corse le cose si complicano. Ci spiace, abbiamo rispetto dell’utenza ma qui c’è in gioco il nostro futuro». E i disagi continueranno anche oggi. «Condivido le preoccupazioni dei lavoratori di Sita Sud. Il rischio licenziamenti si avvicina, ma dalla Regione ancora il più assoluto silenzio» commenta l’eurodeputato del Pd, Massimo Paolucci: «Vetrella faccia per una volta un gesto sensato: prenda atto del proprio fallimento e si dimetta».