Napoli. Pomeriggio di paura a Forcella. Killer sparano contro i Falchi, inseguiti e presi

0

Napoli. Spari contro i poliziotti a Forcella. Non bastavano i raid di camorra, gli agguati ed i morti ammazzati: la camorra del centro storico di Napoli alza il tiro e commette un errore che stavolta potrebbe risultare fatale, perché quando si fa fuoco contro un agente o un carabiniere in servizio si va oltre ogni limite. E quello che è successo ieri pomeriggio nell’enclave che fu (e che pare stia tornando ad essere) della famiglia Giuliano è sicuramente un pessimo segnale. Alle 18,10 le radio della Questura sembrano improvvisamente impazzire: “Spari sui nostri colleghi! Spari sugli agenti!”, gracchiano gli apparecchi. Dai loro apparati, gli agenti della Squadra mobile in servizio presso la sezione dei Falchi lanciano un disperato allarme: qualcuno ha esploso dei colpi di arma da fuoco all’indirizzo di una coppia di agenti in servizio nel centro storico, una delle aree più tenute sotto controllo dalla Questura di Napoli per essere presa di mira dalla piccola e grossa criminalità. Che cosa è successo? Dalle prime indagini emerge che i due poliziotti avevano intercettato una coppia di pregiudicati armati che, a bordo di un Honda Sh nero, si aggiravano lungo i vicoli dei Forcella. Probabilmente i due stavano per commettere un raid: un’azione dimostrativa o addirittura un omicidio. Quando gli agenti si accorgono dei due sospetti scatta la reazione: il giovane che siede dietro al conducente estrae la pistola ed esplode in sequenza cinque colpi, tutti ad altezza d’uomo. Solo la prontezza di riflessi dei poliziotti li salva dalla tragedia. Gli agenti rispondono al fuoco e nella zona – siamo in via dei Cimbri – si scatena il panico. Siamo nel cuore di Forcella e in quell’orario c’è tantissima gente. I colpi dei presunti killer vanno ad infrangersi nella portiera di un’auto parcheggiata, una Volkswagen Polo. I due giovani iniziano una fuga che li porta in piazza Sant’Arcangelo a Baiano, dove abbandonano il motociclo (non risultato rubato) e riescono a dileguarsi. Scatta una massiccia caccia all’uomo, con pattuglie della polizia che cinturano tutta l’area. E così vengono fermate tre persone: non si tratta degli sparatori ma di altrettanti pregiudicati (forse vicini al clan Giuliano) che verranno scortati in Questura e interrogati a lungo, perché c’è il sospetto che facessero parte dello stesso gruppo dei giovani sull’Honda Sh e che – pertanto – potrebbero avere avuto il ruolo di fiancheggiatori nell’agguato. Indagini affidate alla Squadra mobile diretta da Fausto Lamparelli. E caccia serrata ai due fuggitivi, che sarebbero stati già identificati anche grazie ad alcune immagini della videosorveglianza stradale. L’episodio di ieri conferma come anche nel centro storico di Napoli la criminalità organizzata stia vivendo giornate di fibrillazione. A Forcella, in particolare, gli eredi del clan che fu capeggiato da Luigi Giuliano pare abbiano rialzato la testa e continuino nella loro strategia di eliminare tutti i vecchi “ras” del quartiere che si erano insediati in nome e per contro del clan Mazzarella. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)

Napoli. Spari contro i poliziotti a Forcella. Non bastavano i raid di camorra, gli agguati ed i morti ammazzati: la camorra del centro storico di Napoli alza il tiro e commette un errore che stavolta potrebbe risultare fatale, perché quando si fa fuoco contro un agente o un carabiniere in servizio si va oltre ogni limite. E quello che è successo ieri pomeriggio nell'enclave che fu (e che pare stia tornando ad essere) della famiglia Giuliano è sicuramente un pessimo segnale. Alle 18,10 le radio della Questura sembrano improvvisamente impazzire: "Spari sui nostri colleghi! Spari sugli agenti!", gracchiano gli apparecchi. Dai loro apparati, gli agenti della Squadra mobile in servizio presso la sezione dei Falchi lanciano un disperato allarme: qualcuno ha esploso dei colpi di arma da fuoco all'indirizzo di una coppia di agenti in servizio nel centro storico, una delle aree più tenute sotto controllo dalla Questura di Napoli per essere presa di mira dalla piccola e grossa criminalità. Che cosa è successo? Dalle prime indagini emerge che i due poliziotti avevano intercettato una coppia di pregiudicati armati che, a bordo di un Honda Sh nero, si aggiravano lungo i vicoli dei Forcella. Probabilmente i due stavano per commettere un raid: un'azione dimostrativa o addirittura un omicidio. Quando gli agenti si accorgono dei due sospetti scatta la reazione: il giovane che siede dietro al conducente estrae la pistola ed esplode in sequenza cinque colpi, tutti ad altezza d'uomo. Solo la prontezza di riflessi dei poliziotti li salva dalla tragedia. Gli agenti rispondono al fuoco e nella zona – siamo in via dei Cimbri – si scatena il panico. Siamo nel cuore di Forcella e in quell'orario c'è tantissima gente. I colpi dei presunti killer vanno ad infrangersi nella portiera di un'auto parcheggiata, una Volkswagen Polo. I due giovani iniziano una fuga che li porta in piazza Sant'Arcangelo a Baiano, dove abbandonano il motociclo (non risultato rubato) e riescono a dileguarsi. Scatta una massiccia caccia all'uomo, con pattuglie della polizia che cinturano tutta l'area. E così vengono fermate tre persone: non si tratta degli sparatori ma di altrettanti pregiudicati (forse vicini al clan Giuliano) che verranno scortati in Questura e interrogati a lungo, perché c'è il sospetto che facessero parte dello stesso gruppo dei giovani sull'Honda Sh e che – pertanto – potrebbero avere avuto il ruolo di fiancheggiatori nell'agguato. Indagini affidate alla Squadra mobile diretta da Fausto Lamparelli. E caccia serrata ai due fuggitivi, che sarebbero stati già identificati anche grazie ad alcune immagini della videosorveglianza stradale. L'episodio di ieri conferma come anche nel centro storico di Napoli la criminalità organizzata stia vivendo giornate di fibrillazione. A Forcella, in particolare, gli eredi del clan che fu capeggiato da Luigi Giuliano pare abbiano rialzato la testa e continuino nella loro strategia di eliminare tutti i vecchi "ras" del quartiere che si erano insediati in nome e per contro del clan Mazzarella. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)

Lascia una risposta