Napoli. Piazza Plebiscito. Dopo aver bucato il pallone a dei ragazzini viene raggiunto ed accoltellato da un adulto

0

Palloni e coltelli. Scene da sangue e arena, mercoledì sera nel cuore del centro di Napoli, a piazza del Plebiscito. In quella che dovrebbe essere la cornice di un pezzo importante di storia, d’arte e di cultura del capoluogo campano e che invece si trasforma ogni giorno in terra di nessuno, si è verificata un’aggressione dai contorni ancora poco chiari sui quali adesso sta indagando la polizia. Partiamo dal solo dato certo: un uomo ferito a coltellate, che si è spontaneamente presentato poco prima delle 20 al pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini, sostenendo di essere stato ferito a colpi di coltello da uno sconosciuto. Tre fendenti – certificati dai medici dell’ospedale della Pignasecca – che sarebbero stati l’effetto di una banalissima lite scaturita da futili motivi. Meglio: da una pallonata. La piazza sulla quale si affacciano Palazzo Reale e la Chiesa di San Francesco di Paola l’altro ieri era affollata da gruppetti di ragazzini che giocavano a pallone. Campetti di calcio improvvisati e tiri al supersantos per i figli del Pallonetto e dei Quartieri spagnoli che quotidianamente eleggono a palestra uno dei luoghi simbolo della storia di Napoli. Va così, quando non va ancora peggio: e cioè quando – soprattutto di notte – i colpi del pallone non vengono sferrati all’interno della Galleria Umberto. Poi succede che una pallonata colpisce un passante: l’uomo si chiama C.S., 44enne con qualche piccolo precedente, che in quel momento si trova a passeggiare lungo la piazza. L’uomo ha una reazione istintiva, dopo essersi beccato la pallonata in pieno volto: sottrae ai ragazzini che giocano il pallone e lo buca. Al disappunto (disappunto è solo un eufemismo: gli insulti e le parolacce che vengono rivolte dagli ”scugnizzi” del Plebiscito sono irripetibili) segue l’epilogo della storia, che è senza dubbio ancora peggiore della sua premessa. Pochi minuti dopo, all’improvviso e mentre C.S. si trova ancora in piazza del Plebiscito, non lontano da piazza Trieste e Trento – ma questa è la ricostruzione fatta dalla vittima in ospedale – compare un altro uomo, che proditoriamente estrae dalla tasca un coltello e colpisce il passante. Una, due, tre volte. Per fortuna l’arma bianca che impugna è un coltello di piccole dimensioni, ma i fendenti sono diretti al torace ed avrebbero potuto causare una tragedia. Il resto, sempre stando alla versione del ferito, è storia già letta, un copione noto che racconta di comel’aggressore fugga via indisturbato. A quel punto – racconta sempre C. S. – non resta che correre in ospedale. L’uomo non è in pericolo di vita ma i colpi, come detto, lo hanno raggiunto all’emitorace sinistro e dunque avrebbero potuto causare lesioni ad organi vitali. Prognosi: 15 giorni. Scattano le indagini affidate ai poliziotti del commissariato San Ferdinando (diretto da Gaetano Annunziata). Cautela da parte degli investigatori. Una cautela dovuta a un doppio fattore: accorsi dopo l’allarme lanciato dall’ospedale in piazza del Plebiscito non trovano tracce di sangue e neppure dei ragazzini che giocano al pallone. Anche qui si ripete il copione ormai presente nelle notizie del mattinale della Questura, che ormai quotidianamente raccontano di episodi sulla cui reale ricostruzione c’è da lavorare. E così, mentre la pista principale resta quella legata all’intervento di un familiare dei baby-calciatori sceso in campo per “vendicare” l’onta di un pallone bucato, non si esclude nemmeno l’ipotesi che l’agguato ai danni di C.S. possa essere avvenuto in un luogo ed in circostanze diverse da quelle riferite. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)

Palloni e coltelli. Scene da sangue e arena, mercoledì sera nel cuore del centro di Napoli, a piazza del Plebiscito. In quella che dovrebbe essere la cornice di un pezzo importante di storia, d’arte e di cultura del capoluogo campano e che invece si trasforma ogni giorno in terra di nessuno, si è verificata un’aggressione dai contorni ancora poco chiari sui quali adesso sta indagando la polizia. Partiamo dal solo dato certo: un uomo ferito a coltellate, che si è spontaneamente presentato poco prima delle 20 al pronto soccorso dell’ospedale Pellegrini, sostenendo di essere stato ferito a colpi di coltello da uno sconosciuto. Tre fendenti – certificati dai medici dell’ospedale della Pignasecca – che sarebbero stati l’effetto di una banalissima lite scaturita da futili motivi. Meglio: da una pallonata. La piazza sulla quale si affacciano Palazzo Reale e la Chiesa di San Francesco di Paola l’altro ieri era affollata da gruppetti di ragazzini che giocavano a pallone. Campetti di calcio improvvisati e tiri al supersantos per i figli del Pallonetto e dei Quartieri spagnoli che quotidianamente eleggono a palestra uno dei luoghi simbolo della storia di Napoli. Va così, quando non va ancora peggio: e cioè quando – soprattutto di notte – i colpi del pallone non vengono sferrati all’interno della Galleria Umberto. Poi succede che una pallonata colpisce un passante: l’uomo si chiama C.S., 44enne con qualche piccolo precedente, che in quel momento si trova a passeggiare lungo la piazza. L’uomo ha una reazione istintiva, dopo essersi beccato la pallonata in pieno volto: sottrae ai ragazzini che giocano il pallone e lo buca. Al disappunto (disappunto è solo un eufemismo: gli insulti e le parolacce che vengono rivolte dagli ”scugnizzi” del Plebiscito sono irripetibili) segue l’epilogo della storia, che è senza dubbio ancora peggiore della sua premessa. Pochi minuti dopo, all’improvviso e mentre C.S. si trova ancora in piazza del Plebiscito, non lontano da piazza Trieste e Trento – ma questa è la ricostruzione fatta dalla vittima in ospedale – compare un altro uomo, che proditoriamente estrae dalla tasca un coltello e colpisce il passante. Una, due, tre volte. Per fortuna l’arma bianca che impugna è un coltello di piccole dimensioni, ma i fendenti sono diretti al torace ed avrebbero potuto causare una tragedia. Il resto, sempre stando alla versione del ferito, è storia già letta, un copione noto che racconta di comel’aggressore fugga via indisturbato. A quel punto – racconta sempre C. S. – non resta che correre in ospedale. L’uomo non è in pericolo di vita ma i colpi, come detto, lo hanno raggiunto all’emitorace sinistro e dunque avrebbero potuto causare lesioni ad organi vitali. Prognosi: 15 giorni. Scattano le indagini affidate ai poliziotti del commissariato San Ferdinando (diretto da Gaetano Annunziata). Cautela da parte degli investigatori. Una cautela dovuta a un doppio fattore: accorsi dopo l’allarme lanciato dall’ospedale in piazza del Plebiscito non trovano tracce di sangue e neppure dei ragazzini che giocano al pallone. Anche qui si ripete il copione ormai presente nelle notizie del mattinale della Questura, che ormai quotidianamente raccontano di episodi sulla cui reale ricostruzione c’è da lavorare. E così, mentre la pista principale resta quella legata all’intervento di un familiare dei baby-calciatori sceso in campo per “vendicare” l’onta di un pallone bucato, non si esclude nemmeno l’ipotesi che l’agguato ai danni di C.S. possa essere avvenuto in un luogo ed in circostanze diverse da quelle riferite. (Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)